Facce da vincitori: Vago

Quasi due mesi dopo l’annuncio dei vincitori del nostro fantasmagorico concorso ‘trova un nuovo nome al blog e vinci un sacco di dischi di merda’, gli ambiti premi sono stati inviati presso le dimore terrene dei cinque lettori che con i parti della loro immaginazione, distorta dalla fruizione pluriennale di MS, si sono meritati una ricca selezione degli album più immondi che infestavano gli scaffali dello staff (colgo l’occasione per scusarmi con tutti per il ritardo con il quale ho spedito i pacchi ma, come sapete, sono un grande fan degli Electric Wizard). A ognuno di loro è stato chiesto di spedirci una foto che li immortalasse insieme al trofeo e di recensire l’abominio che più li avesse turbati. Partiamo da VAGO, di recente incrociato per caso da Trainspotting in un locale barese, che con il suo geniale BRANCA METAL si è aggiudicato uno dei due premi di consolazione, che constavano di una dozzina di dischi di merda più un meraviglioso dvd dei Millencolin… A rovinargli la digestione è stata l’ambiziosa opera rock dei Quintessenza, gentilmente fornita dal progmaniaco Charles… (Ciccio Russo)

L’Uomo e il suo viaggio di formazione per smettere di fumare (Quintessenza – “Nei giardini di Babilonia”).

Sapevo che sarebbe andata a finire così. Non era necessario ascoltare tutti questi massicci dischi di merda vinti, perché, sin dall’apertura del pacco recapitatomi, il disco più di merda aveva scelto me.

Sto parlando di “Nei giardini di Babilonia” dei Quintessenza. Mi sono risolto ad ascoltare l’opera al computer e subito la prima sorpresa: ci sono dei contenuti speciali! Si è catapultati in un fetecchia di stanza vuota, con evidenti problemi di infiltrazioni di muffa ed umido, nella quale  c’è una porta aperta con evidenti nidi di tarli, un lampadario con evidenti segni di ruggine… E uno specchio d’arte contemporanea, talmente fuori contesto che pare urlare: “cliccami”. E in effetti la scritta sulla finestra consiglia: per scaricare i contenuti speciali collegati ad internet e clicca sullo specchio. Chissà che storie assurde ci hanno riservato i Quintessenza, penso, magari ci sono tutti i loro testi, le photogalleries, i gadgets; non vedo l’ora di acquistare on-line una bandana o un polsino dei Quintessenza. Vado, clicco, si apre una finestra che avvisa: “Actualitès, Fermeture du service Steek-R. F-Secure évalue constamment ses lignes de produits et a décidé d’interrompre le service SteekR le 31 décembre 2011. Veuillez nous excuser pour la gène occasionnée”. La pesante mano della censura francese. Che i cugini d’oltralpe si siano resi conto della schifezza ed abbiano deciso di chiudere ogni collegamento ipertestuale con la merda in questione? Ad ogni modo io, per partito preso, sto tutta la vita coi Quintessenza, ché i francesi, si sa, fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote a noi italiani. Okay, fa niente, ora sono più pronto e motivato di prima: inizio l’ascolto.  C’è dell’acqua che scroscia (ecco spiegate le infiltrazioni di cui sopra), un chiavistello che scrocchia, una porta che si apre, dei passi cadenzati e un orologio che segna l’ora con un don. Fin qui nulla di grave. Finché una voce femminile alquanto eccitata incomincia col dire: “Vieni qua e guarda il futuro attraverso lo specchio, vieni” (con la “e” di “vieni” è pronunciata aperta, solo come i grandi attori di teatro fanno). Un tizio dalla voce ancora più impostata in modalità attore- teatrale- pensieroso – lancinato dal dolore di mille lame nel petto risponde: “No, no! È impossibile… Tu sei… Tu sei” (sempre con la “e” apertissima). E la tizia, ancora più arrapata di prima: “Shhhh”. Fatto sta che questa bella donna – perché se ha quella voce è evidentemente una bella donna, non ci sono dubbi – comincia a cantare come se dovesse convincere una giuria composta da Gianni Morandi, Beppe Bigazzi e Cristiano Malgioglio (per dire, sai il divertimento lì in mezzo con tutta quella varietà di gusti “culinari”), tutta svasata e piena di accenti e vibrati, ed invita il tizio ad ascoltare il lento respiro della notte, afferrare le sue mani invisibili, lasciare compiere il loro destino con l’arrivo del nuovo giorno. E il tizio: “Anima mia, dove mi hanno condotto le tue parole”. Ora, capirete anche voi che non si può mantenere un contegno serio davanti a tutto ciò; che poi, secondo me, è la lingua italiana che fotte i Quintessenza. Avessero scelto, che so, l’udmurto, almeno non si sarebbe capito nulla e magari avrebbe fatto schifo solo la musica. Lì, dico io, avrebbero limitato la merda e la gente, pur continuando a non ascoltarli, avrebbe mantenuto un ricordo dignitoso dei Quintessenza, come di coloro che chissà quale poetica storia romanzata veicolavano attraverso i testi. E invece no, le parole sono scandite bene, e poste pure in primissimo piano rispetto alla musica che fa, piuttosto, da tappeto sonoro. A proposito di musica, qualora possa interessare, stiamo parlando di un prog metal plasticoso fatto di tempi dispari e doppia cassa qua e là, tastiere dal classico suono zium-ziam, chitarre posticce, assoli interminabili e vocals… Beh, quelle ve le raccomando proprio: la metrica è tutta sballata, per un effetto complessivo di intermittenza evidentemente ispirato alle lucine di Natale; tutto poi è amplificato dai suddetti tempi dispari che all’epoca di Aristotele mica esistevano, hai voglia di dire che la felicità non è dell’ordine dei numeri pari. Per non farci mancare nulla ci sono pure i sax da ambientazione di film per adulti che scandiscono i momenti più intimisti e i flauti peruviani per quelli più folk.

È chiaro che i Quintessenza hanno puntato tutto sul songwriting, mi dico, tutto qui è immerso in un impegno attoriale mica da ridere. Allora decido di stoppare la musica, tanto così non si va da nessuna parte, e leggermi il booklet per capire in che contesto ci muoviamo; sicuramente loro, i Quintessenza, avrebbero voluto così.

Si tratta di un concept album, e fin qui ci ero arrivato. I protagonisti sono: l’Anima, l’Uomo, il Guardiano, i Segni Zodiacali, Satana, gli Elementi e Dio. Me cojoni! Non si sa come, l’Uomo si ritrova a Babilonia e chiede al Guardiano di Babilonia (che, tanto per intenderci, è padre e madre, amanti segreti costretti dal fato a inseguirsi in eterno, essenza irradiante di sole e luna, guida e consigliere) cosa ci faccia lui lì, visto che pare non averne la più pallida idea. Il Guardiano lo informa che lui, l’Uomo, com’è come non è, deve scegliere se vivere o conoscere. Brutta storia! Poi comunicata così a freddo deve essere dura da mandare giù. E infatti l’Uomo, preso malissimo, ammonisce che crescerà lentamente e morirà dentro la scelta: a’ ri – me cojoni! Così prende e se ne va. Se ne va, nientepopodimeno, da Satana e interloquisce col demonio, in uno dei dialoghi più assurdi che abbia mai letto. Prima di tutto ci sono Ariete, Leone e Sagittario che parlano di inferno, fiamme rosso sangue che infiammano vene stanche. Boh, valli a capire ‘sti segni zodiacali, sempre influenzati dal corso dei pianeti peggio dello spumante imbottigliato nelle sere sbagliate, con loro non ci si azzecca mai. Entra quindi in scena Satana che consiglia all’Uomo di bruciare i suoi falsi idoli nel liquido amniotico e di andare, non si sa dove. Ora, caro Satana, mi spieghi come si fa a bruciare qualcosa in un liquido come quello amniotico? Eh, Satana? Tu, dolce Satana, ci hai tanti poteri sovrumani, è vero, ma sappi che comunque, vuoi o non vuoi, sono sempre meno di quelli che ci ha Dio; Dio è onnipotente, mentre tu, Satanello, no. Il Dio ti batte a mani basse, come e quando vuole. Pertanto, rispettabilissimo Satana, non ti spingere in trucchetti di questo genere lì dove faresti solo una magra figura; poi ci rimane male pure il pover’Uomo che ci ha già le sue paranoie di scegliere se vivere o conoscere. A questo punto Gemelli, Bilancia e Acquario cominciano, in evidente stato confusionale dovuto ad una intossicazione cronica da gas cosmici, a descrivere l’aria rarefatta  che, confondendo l’organismo, concretizza il bianco soffio di quel che chiamiamo respiro. Allora l’Uomo parla con l’Anima che gli consiglia vivamente di respirare a pieni polmoni e spogliare il vento aprendo la mente, svegliandosi dall’incubo, e di ringraziare Iddio, perché solo grazie a Dio l’Uomo non esploderà… Ho capito, ora mi è tutto chiaro. L’Uomo ha un brutto vizio: la sigaretta! E qui tutto torna: le fiamme che infiammano le vene stanche indicano il fumo delle sigaretta che ottura il circolo sanguigno; Satana vuole che l’Uomo continui a fumare in quanto lo invita a bruciare gli ideali (le sigarette) nel liquido amniotico, ossia nella pleura e nei bronchi; vuole, in altri termini, che l’Uomo si accenda le sigarette direttamente nei polmoni! ‘Sto bastardo di Satana. Ma l’Anima avverte che il fumo confonde l’organismo che lo prende per aria pulita e che, pertanto, un pericolo incombe: se l’Uomo non la smette porterà i suoi polmoni ad esplodere. Eh lo so, caro Uomo, ti capisco, la sigaretta è una menzognera degenerata che controlla le menti e prima o poi ti fa morire male, ma male, male, male. Però, carissimo Uomo, ti volevo anche dire che vale la pena di smettere, sai? La salute prima di tutto. Non devi arrenderti, forse ce la fai, ci sono tanti ritrovati della moderna farmacia: la sigaretta elettronica (che, pensa, puoi pure aromatizzarla a tuo insindacabile piacimento), il cerotto, la chewing gum, la cara vecchia radice di liquirizia. Ci sono terapie adatte, Uomo, cliniche che t’aspettano. Non mandarti male così, nessuno qui esploderà, te lo prometto. È l’ora di Toro, Vergine e Capricorno che declamano: cenere alla cenere e polvere alla polvere. È giusto, d’altronde la cenere delle sigarette va depositata nel posacenere che è lì alla bisogna. È da incivili buttare la cenere a terra; e poi, Uomo mio, stai a Babilonia, la terra del Tigri e dell’Eufrate, degli Assiro-Babilonesi, lì dove è stato coniato il motto ‘occhio per occhio, dente per dente’ (prima testimonianza della funzione retributiva del diritto penale), mantieni un contegno. E che è, sempre a farci riconoscere noi italiani. Cancro, Scorpione e Pesci ora ci parlano di acqua, di onde impietose che emozionano l’oceanica quiete. Questo è un consiglio spassionato che i segni zodiacali ti danno, Uomo: fai nuoto! Il nuoto aiuta, il nuoto ti fa irrobustire le ossa, ti slancia e, soprattutto, il nuoto fa bene a quei tuoi polmoncini incatramati che ti ritrovi. Se fai nuoto impari a respirare a tempo, alleni i polmoni che si irrobustiscono e non corri il rischio farli esplodere. Qui l’Uomo non parla con nessuno ma ci dice che cerca solamente aiuto. Ben fatto Uò, la consapevolezza della propria dipendenza è il primo passo per uscirne. Continua così, sono con te, so che puoi farcela. Entrano in scena gli Elementi. Questi se ne escono dicendo che il nero è il colore del quinto elemento, l’essenza armonica che contiene in sé i codici della genesi umana. Il nero sta ad indicare evidentemente il catrame della sigaretta. Oh no, Uomo, non farti infinocchiare, gli elementi sono cattivi, vogliono farti ricadere nel turbinio del vizio, non ascoltarli. Tuttavia l’Uomo esclama: “Che sia donato a me il potere assoluto del soffio divino! Entrate in me fondendovi nell’anima!”. No Uomo, stavi andando bene, perché vuoi ricominciare col soffio, perché vuoi riprendere ad aspirare il nero catrame facendolo entrare fin’anche dentro la tua anima? No Uomo, sei una delusione, io tifavo per te. È la fine, interviene Dio. Si scherza poco e si ride meno, questa è l’ultima chance per te Uò, concentrati. Forse Iddio, con i suoi millanta poteri sovrumani, riesce a farti smettere ma pure tu ci devi mettere del tuo, eh! Dio invita l’Uomo a nutrirsi dei frutti sacri perché possa con mani d’oro ascendere, non si è capito dove. Lo spinge, inoltre, a non rimpiangere gli attimi d’esitazione e la paura di morire e a lasciar fluire in lui gli aliti di vento che infuocano nel cerchio che li vede uniti nella sua origine per purificare la carne infetta. Ma ho capito bene? Cioè Dio sta invitando l’Uomo a continuare a fumare? Non c’è dubbio: il Signore vuole che all’Uomo gli si ingialliscano le mani per quanto deve fumare (cfr. con mani d’oro); gli aliti di vento che infuocano stanno ad indicare il fumo di sigarette che deve incominciare di nuovo a fluire dentro i polmoncini dell’Uomo; e poi che ci vede uniti nella sua origine… Ma Dio, allora anche tu sei un tabagista impunito? Però, Dio, non si fa così, non è corretto. Induci l’Uomo in tentazione solo perché tu non sei capace di smettere. L’Uomo era ad un passo dallo smettere e tu, proprio quando potresti con i tuoi omni-poteri sovra terreni cancellare la spinta al fumo dell’umana creaturina, gli dici di nutrirsi dei frutti sacri (ossia delle sigarette), di farsi venire le mani gialle, di non avere paura della morte e di lasciare fluire dentro di lui gli aliti di vento (ossia il fumo). Cioè, a ‘sto punto era meglio seguire il consiglio di Satana… Ah no, Satana voleva far esplodere i polmoncini incatramati dell’Uomo. Tu, invece, sommo Signore, continui sì a far fumare l’Uomo ma allo stesso tempo lo purifichi. Gli concedi la possibilità di allungare la sua vita, di ricominciare tutto da zero. Ho capito, è la vecchia storia del libero arbitrio, non puoi intervenire a modificare le volontà umane. Vabbè, dai, Uomo mio, tutto sommato nella sfiga ci hai avuto culo, potevi esplodere e invece no. L’Uomo prende atto e, dopo aver mestamente affermato di aver assaporato l’ascesa, termina il suo viaggio. L’Uomo riprende a fumare.

Non so che fine abbia fatto l’Uomo ma mi piace immaginarlo mentre si accende la sua meritata sigaretta all’uscita dalla piscina. Oggi ho appreso una lezione importante che porterò sempre nel mio cuore: il male e il bene sono due facce della stessa medaglia, vieni comunque fottuto, ma il bene, quantomeno, non ti fa esplodere. Grazie Quintessenza.

VAGO

5 commenti

  • Assolutamente straordinario. Mi hai fatto riflettere anche su quanto sia triste la vita degli ex-fumatori, la categoria di persone più nevrotica del mondo.

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  • Fanculo le sigarette e chi le ha inventate.Un ex fumatore da 6 mesi.

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  • grande “il sax da film per adulti”… a me successe una volta di entrare in uno di questi baretti-localetti fichetti tutti bianchi che stanno purtoppo colonizzando il mondo, insieme ad un amico, qualcosa come l’una di notte dopo aver pagato il canone mensile alla peroni.
    entriamo, luci soffuse, ambienti minimal, ci siamo noi due in modalità “reggime che tte reggo”, una ragazza ed il barista. mentre ci facciamo strada nel locale parte una musichetta d’atmosfera tastierine e sassofono che manco perdition city e il mio amico esclama a voce chiara ed alta (ma come avrà fatto? io stavo tutto impastato): “OH, MA STA MUSICA DA FILM PORNO?”

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  • Pingback: Facce da vincitori: FUNAMBOLO « Metal Skunk

  • standing ovation! ‘sti quintessenza hanno fumato di brutto, altro che “l’uomo”!

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