Schiaffone alle Nervosa: CRYPTA – Echoes of the Soul

Inizialmente le Nervosa non erano malaccio. Voglio dire, non mi strappai neppure in capello all’uscita di Victim of Yourself ed Agony, ma i due album si lasciavano piacevolmente ascoltare. È alla prova del terzo e fatidico capitolo che le cose hanno iniziato a cambiare.

Adesso che le Nervosa mi fanno schifo in modo torrenziale, perché, come ne scrissi in sede di recensione, null’altro attuano che un thrash metal di seconda o terza mano oltre che di scarsa efficacia, è tempo di affrontare la costola che se ne è distaccata qualche anno fa: le Crypta. Immaginate che voglia ne ho.

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Le Crypta sono composte dalla loro cantante Fernanda Lira, da una delle innumerevoli ex batteriste delle Nervosa, Luana Dametto (la terza se non vado errando) più due azzeccatissime new entry che certamente rappresentano il punto di svolta rispetto alla formazione madre. La prima, olandese e biondissima, proviene dall’heavy metal classico avendo un passato nelle Burning Witches, è Sonia Anubis e farà coppia alla chitarra con la brasiliana Taìna Bergamaschi. Il quartetto è dunque completo.

Sentendo l’album, Echoes of the Soul, mi vien da dire che le Crypta intendono rispondere alle Nervosa come il meme con le due amiche truccate che urlano contro il gatto. Le Crypta sono il gatto. Non tutto se ne sta al suo posto, sfortunatamente. Il problema principale è l’evoluzione della voce di Fernanda Lira, un tempo una screamer caustica vagamente alla Schmier, ed oggi un grandissimo rompimento di cazzo che spartisce le sue influenze fra Flegias dei Necrodeath e Dani Filth, pescando l’impostazione dal primo e le metriche dal secondo in un pot-pourri finale in cui pagherei ci fosse una sola cosa che funziona.

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Cradle of Filth dovete tenerli ben a mente. Se l’album si dichiara come una cazzutissima ripresentazione del death metal vecchio stampo (per un terzo Morbid Angel, per i due restanti europeo), sia nella produzione, con una batteria che sorprendentemente nel 2021 è realmente una batteria, sia nei riff, la realtà delle cose è ben distante dall’esaltante immaginario che potreste costruirvi.

Echoes of the Soul è un album moderno che lentamente sprofonda in riff vecchia scuola i quali, un po’ alla rinfusa, provano per quaranta minuti a farla da padroni, ma debbono desistere alle vere protagoniste del sound delle Crypta: le atmosfere e le trionfanti – e ahimè relegate in un angolo – melodie di chitarra. Vorrei che questo gruppo imparasse a rallentare un po’ di più, oltre a valorizzare ciò che gli riesce meglio: ne è la prova Under the Black Wings, che non annoia, e se non decolla è perché già si ritrova adagiata su dinamiche eccellenti in ogni sua fase. Molti brani volutamente a cazzo duro, come Death Arcana o la finale From the Ashes, non è detto facciano presa se non per qualche sporadico passaggio. Inoltre è palese come le stesse chitarre ritmiche emergano in un contesto più moderno piuttosto che in uno goffamente ispirato alla vecchia scuola. Sentitevi Kali: è in tutto e per tutto un omaggio al Paul Allender che riportò i Cradle of Filth dalle parti dei thrash/death degli esordi pur facendo una musica diametralmente opposta, in Midian così come in altri meno rinomati lavori, tipo l’ultimissimo The Manticore and Other Horrors dopo il quale la band si separò dal chitarrista.

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Le dichiarazioni d’intenti delle Crypta stanno a The Principle of Evil Made Flesh quanto la risultante effettiva sta a Midian, il paragone dell’effettiva distanza fra le Crypta e la vecchia amata scuola sta tutto lì.

Ciò non significa che l’album sia brutto. Starvation è un singolo discreto e discretamente paraculo, Possessed ha delle belle chitarre soliste e Dark Night of the Soul, sulla scia della già citata Under the Black Wings, auspica più tempi lenti e dinamismo per le future uscite. Sarà Fernanda Lira, semmai, a dover rimodulare la sua voce daccapo, perché se quella “Diva Satanica” altro non m’era sembrata che una sbiadita scopiazzatura dello stile della Gossow, qui si è tirato fuori di peggio. Ad ogni modo un album certamente superiore e certamente più genuino di quella spazzatura mediatica a nome Perpetual Chaos. (Marco Belardi)

7 commenti

  • però che gran bella topa alla chitarra…poi vabbè anche la musica effettivamente si lascia ascoltare

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  • Ma…ma…ma questo è CATCALLING!!! Oh- My- God!
    Brivido, orrore e raccapriccio.

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  • Al di là della qualità della proposta musicale in sé, io penso che gruppi del genere finiscano per avere un contratto con un’etichetta come Napalm records solo ed esclusivamente perchè hanno tutte una fregna in mezzo alle gambe. Poi magari mi sbaglio eh!?! Magari sono un retrogrado sessista obnubilato dal patriarcato e dalla cultura fascista, non so. Magari sono il futuro del metal queste qua, boh. Per me resta un’emerita presa per i fondelli e un’altra mesta sconfitta per il carro di buoi

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    • Certamente è così, statisticamente. Certamente però può capitare di tanto in tanto che esca qualcosa di buono o anche solo decente. Le stesse Nervosa non erano partite malaccio, le stesse Konvent non mi fanno impazzire ma garbano a un sacco di gente… Per quanto il loro criterio di selezione sia estetico e socialmente paraculo, per fortuna ogni tanto esce anche della discreta musica anche se per ritornare a un grande album su napalm bisogna risalire a chissà quale annata. Non è la musica a interessargli come una volta, ma far chiacchierare di sé, immagine

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      • Già. L’altra sera stavo riascoltando Deathshead Extermination dei Crisis e che dire.. Sfido qualcuno ad ipotizzare che Karyn Crisis non avesse altri argomenti, oltre all’avvenenza, per mettersi in mostra. Al di là del fatto che era pure una topa pazzesca, ma c’era anche la sostanza

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  • Voce insopportabile.

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  • Ascoltate e non sono in effetti male. Detto questo la topaggine conta eccome ahimè, fossero state 4 buzzicone senza trucco sarebbero dove sono? La risposta è NO. Senza se e senza ma, fossero state 4 ragazze anche solo sovrappeso o non carucce di faccia le avrebbero pure sfottute, spiace davvero dirlo ma è così. Possibile che nel mondo metal quando delle ragazze si trovano per formare un gruppo sono sempre o bene o male delle gradevoli figliole? E’ una coincidenza? Come diceva il buon vecchio Adam Kadmon…NON CREDO.

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