Recuperone grim 2019: WALDGEFLÜSTER, WINDSWEPT, WINTAAR

Nel curriculum dei WALDGEFLÜSTER ci sono quattro dischi e uno split coi Panopticon. Questo Mondscheinsonaten è il quinto album in dieci anni, e per la gran parte si compone dello stile tipico del gruppo bavarese: un black metal soffuso, silvano e autunnale, che con gli anni si è avvicinato molto alle fascinazioni blackgaze senza però mai oltrepassare davvero il confine. Il sottogenere a cui invece i Waldgeflüster possono essere davvero accostati è il cascadian black metal, di cui riprendono le tematiche, l’approccio rilassato e lo slancio panteista. Mondscheinsonaten (“sonate al chiar di luna”) può essere diviso in due componenti: la prima è quella del classico disco black metal atmosferico da sottofondo, che rimane naturalmente in secondo piano con le sue atmosfere fragili e le melodie abbozzate, e tendenzialmente suona come se non volesse mai prendersi la ribalta. La seconda componente è un hipsterismo che si è manifestato soprattutto nell’ultima parte della loro discografia e disturba non solo per la questione hipster in sé ma anche perché stona parecchio con tutto l’immaginario costruito fino a quel momento. Fortunatamente questa degenerazione si esplicita soprattutto nelle ultime tracce: dunque possiamo dire che se Mondscheinsonaten fosse stato composto solo delle prime quattro canzoni sarebbe stato un EP abbastanza carino.

I WINDSWEPT sono una creazione dei tipi dei Drudkh, che da soli compongono una buona parte della scena ucraina. Oltre ai gruppi citati, infatti, i tre nostri eroi sono (o sono stati) anche in Hate Forest, Blood of Kingu, Precambrian, Astrofaes e persino negli Old Silver Key, il gruppo che formarono con Neige alla voce e che nell’unico, brutto album prodotto si erano ridotti ad abbozzare null’altro che un pedissequo incrocio tra Drudkh e Alcest, appunto. The Onlooker è il secondo album del progetto Windswept, in cui l’impronta dei Drudkh è sempre ben riconoscibile ma riproposta in versione accelerata grazie a blast beat quasi onnipresenti. Ed è un buon disco, malinconico e disperato, con evocative suggestioni letterarie e un senso di gelido che pervade tutti e 37 minuti di durata. Ho trovato abbastanza fuori contesto le parti vocali, troppo sguaiate per un album del genere, ma per il resto The Onlooker è un lavoro consigliatissimo sia per chi seguiva i vecchi Drudkh sia, più in generale, per gli amanti di un certo black metal.

E poi ci sono i WINTAAR. A dir la verità volevo scrivere di Heaven That Dwells Within dei Wormwitch, che mi era decisamente piaciuto; Ciccio però mi ha ricordato di averlo recensito lui qui (purtroppo a lui non è piaciuto quanto a me) e quindi mi ha suggerito di buttarmi su ‘sti Wintaar, così da mantenere il format recensioni di gruppi black che iniziano con la lettera W. Insomma, i Wintaar in realtà sono un progetto portato avanti dal solo Winter Vampire, tizio russo che non ha evidentemente nulla da fare da mane a sera visto che coi Wintaar fa uscire una media di 5 dischi l’anno (giuro: fondati nel 2016, hanno fatto 19 dischi senza calcolare la discreta quantità di split) e che milita in un’altra decina di progetti, tutti black metal e quasi tutti one man band. Non c’è molto da dire di quest’ultimo Frozen Escathology tranne che trattasi di black primordiale registrato in cantina come migliaia di altri: l’unica particolarità è che si sente il basso. A dire il vero questo dettaglio mi è stato fatto notare da Ciccio, che essendo egli stesso bassista ha le orecchie impostate su una frequenza diversa da quella di noi umani. Si potrebbero progettare dei fischietti per bassisti, come quelli dei cani ma con il suono di basso dei Wintaar. Potrebbe essere l’idea per una start-up come va di moda adesso, magari riusciamo a prendere dei finanziamenti e abbiamo svoltato; e peraltro sarebbe anche l’unica conseguenza positiva dell’esistenza dei Wintaar. Se invece l’idea non vi piace mandate affanculo il prezzemolino russo e ascoltatevi gli Wormwitch. (barg)

One comment

  • Dai nomi e dalla prima copertina mi pregustavo uno specialone Black/Pagan, peccato.
    Visto il clima di questi giorni però magari qualcosa di questo Winter Vampire me lo recupero.

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