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Avere vent’anni: S.O.D. – Bigger Than The Devil

23 maggio 2019

Col passare del tempo ho maturato la personale opinione secondo la quale Bigger Than The Devil dei S.O.D. non è mai esistito. Non è possibile, punto. I S.O.D. ebbero il tempo di registrare il meraviglioso Speak English or Die e poi ognuno se ne tornò per conto suo. Gli Anthrax stavano vivendo il periodo a cavallo tra Spreading The DiseaseAmong The Living, non esattamente due dischi di merda per i quali qualcuno penserebbe di rimediare con qualche side-project. Dan Lilker, invece, era fresco d’ingresso nei Nuclear Assault ed avrebbe registrato di lì a poco Game Over. Cioè un altro caposaldo di quegli anni, con Sin e quella ficata di Hang The Pope capace di sfasciare qualsiasi cosa, ripetendo più o meno un’unica e breve frase. Si trovavano tutti in stato di grazia, fuorché Billy Milano.

Il piccolo Billy Milano, cresciuto facendo il roadie agli Anthrax, oltre ad essere una figura notoriamente vicina ai Testament, una volta chiuso il capitolo Stormtroopers Of Death in realtà non era più nessuno. Per lui si trattava di una cosa importante, se non vitale, così costituì i M.O.D. – Method Of Destruction – e fu pure capace di farli durare un decennio. Alla fine del giro, naturalmente, litigò con tutti. I S.O.D. erano fermi da una vita, fatta eccezione per un’esibizione live che sarebbe diventata Live At Budokan nel 1992. Ma Billy in cuor suo sapeva che gli Anthrax non erano più quelli di Among The Living, come la MILF che hai adocchiato quando aveva ventotto anni e per la quale una volta alla soglia dei cinquanta ci sarebbe voluto solo un ultimo pizzico di pazienza. Billy Milano fece come il vicino di casa con la MILF, o meglio ancora come il varano: portò quel pizzico di necessaria pazienza. Morse Scott Ian durante il concerto del 1992 e mollò la presa. La sua preda pensò di averla scampata grossa, credendo di rientrare in studio per registrare Sound of White Noise e fare il figaccione metropolitano al passo con i tempi per un altro paio di lustri.

I Nuclear Assault di Dan Lilker nel frattempo erano bell’e scoppiati, ma lui compensava benissimo con i Brutal Truth: erano gli Anthrax il punto cruciale, la preda da mordere. La saliva del varano – evidentemente come quella di Billy Milano – non è velenosa, ma contiene una carica batterica sufficiente a mandare in setticemia chiunque. Venditori di aspirapolvere, testimoni di Geova, gruppi metalcore in cerca di un batterista e pure Scott Ian. Nel 1999 le sue condizioni peggiorarono al punto di incidere Volume 8: The Threat is Real. Charlie Benante lo osservò cianotico ed emaciato e mentre gli dava schiaffi per tenerlo sveglio, onde evitare il coma, continuò a domandargli dove ti porto, Scott? Si fece riportare dal varano, dal roadie usa e getta che in quel momento sembrava l’unica cosa in grado di fargli registrare un qualcosa di dignitoso, e con ciò riacquistare un colorito facciale tipico dei vivi. E così fu. Dopodiché litigarono di nuovo, ma ormai Celtic Frosted Flakes era divenuta realtà e nient’altro aveva più importanza.

Non si va d’accordo con Billy Milano, che riformerà i M.O.D. per abitudine piuttosto che per necessità, e all’occorrenza – dopo aver picchiato tutti – altri gruppi chiamati con un acronimo del genere. Fortunatamente non ha impedito alla saga di Call of Duty di chiamarsi così; sfortunatamente è arrivato tardi a registrare il moniker P.O.D. e da lì è nata una band di sicuro peggiore di quella hardcore-thrash, similare alle precedenti, che sicuramente serpeggiava nei meandri della mente di Billy. Avete presente i P.O.D., porca puttana? Quelli di Satellite, quelli del video di Boom in cui c’era gente che giocava a ping pong e lui che diceva qualcosa tipo HERE COMES THE BOOM, R-DY ‘R NAA! R-DY ‘R NAA!, e altre frasi devastate dallo slang, che puntualmente finivano per suonare come luoghi immaginari descritti da Lovecraft. Che cacata di canzone. Vent’anni per dimenticarla, un solo Billy Milano per farmela ritornare a gola. (Marco Belardi)

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  1. ignis permalink
    24 maggio 2019 07:28

    Gran gruppo, gli S.O.D. Un amico, che non li ascoltava davvero, continuava a ripetermi che S.O.D. stava per “Sucamelo O Dammela”!

    Piace a 1 persona

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