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Skunk Jukebox: summer of Donald

13 giugno 2018

Qui su Metal Skunk siamo parecchio affezionati ai POWERWOLF, uno dei migliori gruppi power metal dell’ultima generazione che sembra oltretutto migliorare con l’età: e, a tre anni dall’ottimo Blessed & Possessed, i tedeschi stanno per tornare con The Sacrament of Sin, in uscita il 20 luglio prossimo sempre per Napalm Records. Il singolo estratto, in ossequio ai loro classici giochi di parole, si chiama Demons are a Girl’s Best Friend e sembra fatto apposta per essere cantato dal vivo; non è una delle canzoni migliori dei Powerwolf, ma funziona benissimo e ha un bel tiro. Dal pezzo è stato tratto anche un video, che presenta tutte le caratteristiche della band di Saarbrücken: ambientato in una chiesa, con Falk Schlegel che suona l’organo e Attila Dorn che convince un manipolo di avvenenti suore a spogliarsi e finire in un’orgia col Demonio. Il video è stato peraltro realizzato dalla svizzera VD Pictures con un cast tutto italiano, dalle modelle al team tecnico. Aspettiamo ansiosamente il 20 luglio per incastrare The Sacrament of Sin nell’autoradio e renderlo così il disco dell’estate.

Sempre a proposito di raffinati stilnovisti dalla terra di Goethe, i PRIMAL FEAR non hanno alcuna intenzione di lasciarci da soli in questa valle di lacrime privandoci dei loro fischi di chitarra e dei loro adorabili testi su esplosioni nucleari e pestaggi. Mancano dunque un paio di mesi all’uscita ufficiale di Apocalypse, che darà seguito al precedente Rulebreaker di un paio d’anni fa. Il singolo estratto è Hounds of Justice, che vede i Nostri misurarsi con un heavy metal insolitamente leggerino, sempre sorretto dai riff rocciosissimi di Matt Sinner ma che culmina in un ritornello da hard rock radiofonico americano degli anni Duemila. In ossequio a ciò, abbiamo anche un assolo decisamente troppo corto per gli standard della band. Immagino comunque che Hounds of Justice sarà il pezzo più orecchiabile del disco. 

Citiamo anche i FIVE FINGER DEATH PUNCH, nonostante sia già uscito il nuovo album And Justice for None di cui a breve scriveremo la recensione completa, perché oggi c’è stata la storica stretta di mano tra Donald Trump e il brillante compagno Kim Jong-un, e immagino che Zoltan Bathory abbia festeggiato andando nel deserto e sparando col kalashnikov a una sagoma raffigurante Hillary Clinton intenta a mangiare un bambino cristiano. Dall’album sono state tratte tre anticipazioni, ma solo di una è stato girato un video: Sham Pain, incidentalmente la peggiore del lotto. L’album è comunque molto meglio, e capita a fagiuolo non solo con i recenti avvenimenti geopolitici ma anche con l’avvento dell’estate, considerato che la tamarrissima band di Las Vegas è perfetta per essere ascoltata in macchina col finestrino abbassato passando in mezzo ai capannelli di hipster che fanno l’apericena crudista in zona Navigli.

E stanno tornando pure i MARDUK, da noi celebratissimi negli ultimi mesi con ben due report (uno, due) e l’articolo su Nightwing. Personalmente non ero affatto impazzito per Frontschwein, uno dei capitoli meno ispirati della lunghissima e proficua discografia della band di Morgan Hakansson; fra un po’ uscirà Viktoria, ma purtroppo quello che si è sentito finora non è troppo incoraggiante. Sono infatti uscite due anticipazioni, Werwolf ed Equestrian Bloodlust, che sembrano spostare il baricentro stilistico verso un punkettone rozzo ed elementare: non è una cattiva cosa di per sé, intendiamoci, specie per i Marduk che con l’iconoclastia del punk ci vanno, quantomeno concettualmente, a nozze. Il problema è che i pezzi sono mosci, specie Werwolf. Un po’ meglio Equestrian Bloodlust, ma comunque niente che faccia troppo ben sperare, specie perché, se entrambe le anticipazioni sono in questo stile, probabilmente sarà l’intero album ad essere così.

Chiudiamo con un gruppo che scopro solo adesso, nonostante abbia debuttato dieci anni fa con un album, Monument, che finora non ha avuto successori. I COR SCORPII sono infatti la prosecuzione ideale dei Windir, essendo stati fondati dai vecchi membri della band di Valfar quasi al completo; e sono la prosecuzione dei Windir molto più dei Vreid, dato che i Cor Scorpii riprendono lo stile di 1184 e Likferd come se il tempo non fosse passato. Il disco si chiama Ruin e uscirà a brevissimo; nel frattempo possiamo ascoltare la bella Skuggevandrar e recuperare il debutto, così magari un giorno potremo scriverne qualcosa. (barg)

2 commenti leave one →
  1. vito permalink
    13 giugno 2018 10:22

    sta svolta “darkthroniana”dei Marduk non mi dispiace !

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  2. Supermariolino permalink
    13 giugno 2018 23:20

    Ok i Cor Scorpii, ma i Windir erano veramente qualcosa!

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