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La mensa di Odino #12

24 maggio 2013

Timo Kotipelto ha fatto un disco acustico insieme all’ex chitarrista dei Sonata Arctica, Jari Liimatainen. BOOM. Se avete qualche dubbio sul vostro orientamento sessuale, Blackoustic è quello che fa per voi. Se vi lascerà freddi almeno la metà di quanto i due suonino e cantino, è una storia. Se vi ritrovate abbracciati al cuscino con gli occhi lucidi durante la versione acustica di My Selene, è un’altra storia. Nel frattempo potrete molcere gli affanni del vostro gaio cuoricino con le sdolcinatissime cover dei nostri due biondissimi eroi, tratte sia dalle band principali (Black Diamond, Hunting High & Low, Coming Home degli Stratovarius, più un paio dai dischi solisti di Kotipelto; mentre My Selene è l’unica dei Sonata Arctica anche perché è l’unica che non ha composto Tony Kakko) sia raccattate in giro. Anche qui Kotipelto non manca di fare un po’ lo stronzo nei confronti di Tolkki, proponendo un pezzo (Coming Home) scritto interamente dal fondatore degli Stratovarius. C’è un solo inedito scritto da Liimatainen, Where My Rainbow Ends, sul quale sopravvoliamo per pietà. L’operazione rimane simpatica perché Blackoustic  era un disco autoprodotto e venduto alle bancarelle di quel tour, avendo poi talmente tanto successo da convincere la Earmusic a distribuirlo.

Gli WOLFCHANT sono un gruppo tetesco di Sankt Oswald-Riedlhütte, in Baviera, e fanno musica da Wolfszeit. Ovvero quel tipo di viking metal blastone e poweroso che riesci a goderti appieno solo se lo ascolti in mezzo a un bosco tedesco attorniato da centinaia di metallari ubriachi a torso nudo che cucinano il barbecue ruttando e versandosi addosso lattine di birra sgasata del giorno prima. Immaginate degli Ensiferum ancora più powerosi ed adolescenziali, e ci siamo. Embraced By Fire è il loro quinto disco, decisamente trascurabile se vi tocca ascoltarlo a casa da soli, ed ha la particolarità di avere alle clean vocals Michael Seifert dei Rebellion, un cantante per cui io personalmente stravedo, ma credo di essere il solo. L’unico pezzo che merita è Winters Triumph, un bel climax in cui risalta la voce di Seifert; non è male neanche Autumns Breath, coattata stradaiola folk metal con un assolo trascinante e qualche vaga reminiscenza dei primi Falconer.

Tedeschi, questa volta dal Nord Reno-Westfalia, anche i DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT, gruppo black dal nome improbabile e dal suono fortemente influenzato dalla scuola norvegese. Esistono dal 1997 e sono guidati da una donna, tale Onielar, cantante e chitarrista nata in Polonia ed unico membro fondatore rimasto. 

Onielar, una ragazza da presentare ai propri genitori

Onielar, una ragazza da presentare ai propri genitori

Necrovision è il loro quinto full ed ha un suono molto compatto, pieno, che riesce a dare sempre una visione d’insieme tenendo collegati tutti i particolari; ciò valorizza il risalto che viene dato ai singoli strumenti, seguendo ognuno dei quali si ha sempre l’impressione che sia posto in primo piano; il disco è catchy senza mai essere cazzeggione, è aggressivo senza mai essere casinaro, è intricato senza mai essere cervellotico; ma soprattutto è black metal fino al midollo e raggiunge momenti altissimi, come nella splendida The Eviscerator (pezzo black dell’anno? daje) o in Fundaments Of Seminal Knowledge o ancora in Coronated Spheres of Adversity. Basandomi sulla mia memoria e sulla mia esperienza, i Darkened Nocturn Slaughtercult sono la cosa migliore mai fatta da una donna in ambito black metal.

E dopo sette dischi è arrivata anche per i FREEDOM CALL l’ora di fare una raccolta, Ages of Light 1998-2013. Se ne fa qui menzione a causa del secondo disco, chiamato Masquerade, che contiene sei pezzi risuonati ognuno in un diverso stile esotico: dalla citata Rockin’ Radio in versione rockabilly a Mr. Evil stravolta in salsa reggae, fino allo swing di Age of Phoenix, genere scelto probabilmente per poterci mettere le trombette. Massimo rispetto. Ora devo mettere l’usuale foto del gattino

e ricordarvi che ogni volta che parlate male dei Freedom Call uno dei suoi fratellini verrà sbudellato e appeso nel vostro portone.

Le RAGANA sono un duo americano tutto al femminile e decisamente poco inquadrabile. Già il loro debutto dell’anno scorso, All’s Lost, lasciava trasparire una ecletticità inquadrabile nell’amorfa scena americana tra post-black metal e sludge; la loro seconda uscita, l’EP Unbecoming, si lascia alle spalle gran parte del retaggio black per virare su territori più noise rock, e quello che ne esce fuori è una specie di incrocio acido tra Kylesa, Sonic Youth e Wolves In The Throne Room, perché ormai gran parte del BM americano passa da questi ultimi, o dal cascadian metal in generale. A parte la curiosità dovuta alle peculiarità intrinseche della band (due ragazze che suonano una cosa del genere, voglio dire), Unbecoming mi sembra un grosso passo avanti rispetto al suo predecessore, e fa crescere l’attesa per il secondo full length, che con queste premesse rischia di far diventare le Ragana qualcosa di piuttosto grosso. Se ciò dovesse succedere, ricordatevi di chi ve ne ha parlato per primo.

Chiudiamo con i VREID, discreta band che per mancanza di concorrenza si è ritrovata ad essere tra i portabandiera del black metal norvegese. Il precedente V aveva fatto fuoco e fiamme, tra recensioni entusiastiche e nomination ai Grammy Awards norvegesi; questo Welcome Farewell non si discosta stilisticamente dalla loro precedente produzione, rendendo quasi inutile un’ulteriore descrizione per chi ha già ascoltato un qualsiasi altro loro disco. In caso contrario, sappiate che i Vreid suonano un black’n’roll ritmato e sostenuto, inframmezzato da lunghe parentesi più atmosferiche (come Sights of Old, decisamente più riflessiva rispetto alla media) e comunque sempre molto legato alla tradizione del loro Paese. Welcome Farewell non è un disco da strapparsi i capelli, ma difficilmente potrà fare schifo a qualcuno. Il pezzo scelto per il video non è né il migliore del lotto né il più rappresentativo, ma è comunque piuttosto gradevole. (Roberto ‘Trainspotting’ Bargone)

15 commenti leave one →
  1. Orgio permalink
    24 maggio 2013 11:47

    Una mensa di Odino un po’ sottotono stavolta: non sarai mica abbacchiato dalle critiche ricevute per il report degli Agalloch?

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    • 24 maggio 2013 12:58

      no, in realtà l’avevo scritta quasi tutta prima di quel report. comunque l’unico motivo per cui la cosa mi ha abbacchiato è che uno dei miei artisti preferiti si è rivelato essere un gran maleducato, “dettaglio” che -ahimè- tende a farmi rivalutare l’intera persona. per il resto capisco benissimo i fanboy e sapevo che avrebbero risposto così, anche perché per la maggior parte non sono lettori abituali e quindi avranno pensato che io fossi un ragazzino scemo che ha disturbato il loro beniamino mentre era impegnato a collegare il proprio spirito con l’infinito. invece no, quello aveva appena finito di fare il lumacone con due tipe e stava cazzeggiando con un roadie alticcio: io ho omesso di scriverlo e dunque molti hanno equivocato.

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      • bonzo79 permalink
        24 maggio 2013 13:31

        le due tipe hanno: la passera. il roadie lo conosce di persona e magari ha: tutto il suo rispetto. e tu, che caxxo c’hai? i suoi cd originali? ma falla finita, ti rendi ridicolo. l’opera di un’artista non ti dice necessariamente tutto di lui, tanto meno un episodio della sua vita che per caso è anche della tua.

        (uno che li ha conosciuti grazie a questo blog l’anno scorso, e c’ha vent’anni di metallo alle spalle, quindi non propriamente un fanboy)

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      • Snaghi permalink
        24 maggio 2013 14:15

        Questo commento è ridicolo. Cioè se non hai o la passera o il “rispetto” ti devono trattare come una merda? Che ragionamento da ritardati

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      • bonzo79 permalink
        24 maggio 2013 14:44

        ma no, per carità, non ho assolutamente detto questo. è che, per dire: io personalmente ad esempio tiro rutti con altra gente presente. questo fa di me un maleducato tout court o ci sono vie di mezzo? secondo il bon ton sono un maleducato e fine, però il buonsenso potrebbe farti dire “lo fa con chiunque presente, magari anche in faccia al capufficio o sol quando si fa a gare di birre o gli è capitato una volta che ero lì?” traduco. poteva essere un caso che fosse nervoso, magari la fi*a lo rilassa (si fa per dire) o il suo roadie brillo lo fa ridere e smaltire la tensone. questo non lo giustifica ma condannarlo a morte con un post acido come quello in questione mi pareva un attimo eccessivo, del tutto privo di comprensione umana. chiaramente non escludo che sia davvero un pezzo di merda di persona, ma non mi baserei su un episodio per giudicare chicchessia, ecco. più chiaro?

        (qui poi si potrebbe aprire una parentesi su quanto sia meglio non avere a che fare con gli artisti al di fuori della loro opera. sono esseri umani, e possono deluderti, in quanto tali. in realtà possono deluderti anche con la loro opera, per quello un mio amico sostiene che sia “sbagliato” avere un gruppo preferito, che prima o poi magari tirerà fuori un reload e ti lascerà a piangere e tirare bestemmie. ma sto divagando).

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  2. Snaghi permalink
    24 maggio 2013 16:43

    magari non è quello che hai detto, ma è quello che si capiva. sulla ultima parte del tuo discorso posso essere d’accordo, su quella prima no, l’educazione per me è tale se rivolta verso chiunque, facile essere educati solo col capoufficio o quando non si hanno le palle girate (e non parlo di rutti, la maleducazione è un’ altra cosa).

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    • bonzo79 permalink
      24 maggio 2013 18:41

      vabbè, quindi sei d’accordo, uno ti rifiuta una foto e quindi è SEMPRE un uomo di merda, qualsiasi cosa ci sia dietro? non esistono vie di mezzo?

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      • Snaghi permalink
        24 maggio 2013 23:58

        beh un artista che fà le foto solo con certi fan e altri no come lo definiresti tu? non dico che sia una merda assoluta, magari dona il sangue e paga tutte le tasse,però in quel tipo di situazioni il suo atteggiamento è per me molto rivedibile, ovvero da pezzo di merda.

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  3. sergente kabukiman permalink
    24 maggio 2013 21:30

    oh ma davvero non vi va giù il fatto che il vostro eroe sia un maleducato di merda?uno segue la band comprando dischi e andando al concerto, sicuramente questo fan ci rimane male se il musicista gli nega una foto(cioè..sei brutto come la fame e te la tiri per una foto?ma vai a crepare ritardato).

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  4. fabriziomagno permalink
    24 maggio 2013 22:42

    i pezzi di merda esistono, eccome. ho raccontato a un’amica di quanto sia stato stronzo e scortese il cantante dei primordial con me e lei mi ha detto 9734 volte quanto è bravo e gentile e che il suo gruppo è fantastico e che blablabla. Non metto in dubbio le qualità artistiche di un musicista, ma della persona, dopo un po’ che ci hai a che fare, sì. nel mio caso ci sono diverse email in più giorni ed è sempre peggio, non c’è scusa del nervosismo e altre cavolate. D’altra parte, se sei nervoso sbatti la testa contro il muro, non te la prendere con uno che ti supporta.

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