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SOGNAMETAL tour (Vreid/Windir/Ulcus) @Traffic, Roma, 15.10.2014

18 ottobre 2014

vreid_traffic

A circa tre mesi di distanza dal concerto dell’Hellfest, mi ritrovo ad assistere alla calata italica dei Vreid, o meglio sarebbe dire dei Windir, visto che la band è la stessa ad eccezione del compianto fondatore Terje “Valfar” Bakken, deceduto per ipotermia (la morte black metal per eccellenza) una ventina di anni or sono. Inutile dire che il concerto di stasera (così come tutto il tour programmato) è in gran parte dedicato proprio alla memoria di Valfar e alla storia del gruppo di Sogndal, tra i capostipiti della seconda ondata black metal made in Norway, con quelle melodie simil-folkloristiche di chitarra che s’intersecavano alla perfezione con il classico black metal di stampo norvegese, per un risultato davvero unico.

Devo dire che, nonostante la settorialità del concerto, il pubblico romano ha risposto più che bene. Certo, non c’è il pienone ma già quando cominciano a suonare i Posthum c’è comunque una discreta platea. La band norvegese, nonostante il poco tempo a disposizione, riesce a calamitare l’attenzione del pubblico grazie a un black metal di chiara ispirazione nordica che si alterna fra momenti ultra tirati ed altri più ragionati, con una grande attenzione all’uso delle melodie che (seppur a volte un po’ troppo scolastiche, diciamo) rappresentano forse il punto di forza della loro proposta musicale.

L’attenzione principale della serata però è tutta rivolta allo show degli Vreid, anche se l’impressione generale è che la grandissima parte dei presenti (tra cui il sottoscritto) sia qui per sentire finalmente i brani degli Windir suonati dal vivo, e la band norvegese è ben consapevole di ciò, considerata anche la presenza sul palco del gigantesco Vegard Bakken, il fratello di Valfar che si occuperà di tutte le parti in screaming. Il trittico iniziale basta già a mandare in estasi l’audience capitolina. Vengono infatti passate in rapida successione Aarntor, a Windir, Dance of Mortal Lust e The Spiritlord, queste ultime due tratte dal quel 1184 che ancora oggi resta probabilmente il loro lavoro di maggior successo e che infatti sarà il disco maggiormente riproposto. Ovviamente, però, trovano spazio anche le composizioni dei Vreid: dopo una brave pausa vengono sciorinate Helvete (dall’esordio Kraft) e The Reap, che testimonia appieno la loro l’anima black n’ roll, con il pubblico che sembra comunque continuare a gradire.

Dopo una breve parentesi dedicata al black sinfonico degli Ulcus (la precedente band di Sture e Steingrim, autrice di un unico disco nel 2000 (Cherish The Obscure, in realtà non proprio un capolavoro impredibile), si ritorna a bomba con la micidiale On The Mountains of Goats da Likferd, seguita da quello che considero IL brano per eccellenza degli Windir, Svartesmeden og Lundamyrstrollet dal capolavoro Aarntor, 8 minuti di apoteosi pura che ti portano con la mente sugli speroni rocciosi del Sognefjord ad ammirare il paesaggio incontaminato circostante (un po’ come faceva il compianto Valfar). Purtroppo il tempo scorre infausto e ci si avvia inesorabilmente verso la fine, ma prima c’è spazio ancora per i Vreid con Pitch Black, per poi concludere degnamente con Journey to The End (per l’appunto) con tanto di coro finale “Valfar Valfar”! Una bella serata e un bel tuffo nel passato, insomma, per un progetto che merita di essere ancora riproposto in sede live.

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