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Avere vent’anni: METALLICA – Reload

27 novembre 2017

Ero metallaro da poco più di un anno, e ciò significava che per la band che mi aveva reso tale avrei potuto fare qualsiasi cosa. Come incidere il loro logo sul banco e, il giorno dell’uscita di Reload, saltare la scuola per andare a comprarlo. Il negozio di dischi – oggi chiuso – non era distante dall’istituto tecnico, una sorta di riformatorio maschile in cui le femmine erano un’entità astratta e quindi la percentuale giornaliera e individuale di rutti, insulti e colluttazioni era incrementata circa del 400%. I metallari in classe eravamo io, e un altro. Uno sapeva che la band era ufficialmente andata a puttane da almeno un anno, l’altro era il sottoscritto. Sebbene fossi a conoscenza di Until It Sleeps nonché della svolta datata 1991, per me i Metallica erano il punto più alto a cui una band rock potesse ambire; eppure avevo visto le loro foto con i capelli corti e il look da tipini che arrivano in un ristorante a bordo di una limo rent’n’fuck, e chiedono in maniera minacciosa soldi al gestore.

Jason Newsted era il gonzo che l’avrebbe legnato di brutto, pentendosene, ma doveva sbarcare il lunario e quindi non aveva alternative se non finire in un posto del genere a lavare i piatti.

Kirk Hammett era lo psicopatico che gli avrebbe spento un sigaro sulle palle, non prima di averlo denudato, non dopo essere stato fermato in tempo dagli altri nell’atto di avviare un rapporto anale con l’onesto imprenditore.

James Hetfield – constatata la scarsa convinzione del bassista – era colui che finiva di botte il pover’uomo – ma sarebbe toccato a Lars Ulrich umiliarlo più di tutti gli altri, portandogli via le due figlie cameriere, le quali sarebbero diventate di lì a poco le sue puttane preferite.

“STAI DICENDO CHE QUELLE SONO POPPE VERE???”

I Metallica del 1997 non sembravano nient’altro che questo, e non a caso si erano affidati ad Andres Serrano per le ultime copertine, che erano un po’ come quel cumulo di merda di Urs Fischer che da qualche mese, in centro a Firenze, viene spacciato ai turisti per arte contemporanea in un luogo non proprio secondario come Piazza della Signoria. Nonostante tutto comprai Reload facendo riferimento al mio disco preferito di allora, Ride The Lightning, nella speranza che anche qui ci fosse qualcosa di altrettanto cupo e misterioso; magari un richiamo a Lovecraft nelle tematiche o un’altra campana che risuonava a morto, oppure un riff vagamente in onore dei vecchi tempi come quello che faceva capolino in Ain’t My Bitch di un anno prima. Ma che cazzo mi passava per la testa nel 1997? Eppure Reload è uno dei dischi più fallimentari – al netto di oltre quattro milioni di copie vendute – che ho ascoltato più assiduamente in vita mia. Ne ho salvati tanti, e pure in Remains degli Annihilator trovo cose migliori che in altri loro dischi più blasonati – mentre la mia insistenza con Reload riesce a salvare solamente una parte del disco. Il resto è pressoché un disastro.

La differenza fra i due Load qual è? Il materiale era praticamente tutto scritto, e molte cose che finiranno nel secondo capitolo i nostri beniamini le suonavano dal vivo quando ancora i capelli – eccetto quelli di Jason – erano lunghi. Ad esempio Devil’s Dance. Il primo disco riesce però ad essere molto più compatto e relega i filler alla sua seconda metà, dove nostro malgrado troviamo – tanto per citare due esempi dolorosi – Cure e Ronnie. Reload, che aveva la decenza di presentarci solamente una canzone in meno rispetto alle quattordici di Load, non ha la medesima continuità ma i suoi singoli sono probabilmente più forti. Fuel è ad oggi una delle migliori canzoni dei Metallica, e si sposa alla perfezione con la produzione di Bob Rock – nuovamente potente e cristallina dopo il mezzo pasticcio combinato nella lavorazione del predecessore – mentre The Memory Remains mantiene il livello molto in alto. Inoltre mi considero uno di quei deviati secondo i quali la seconda The Unforgiven è perfino migliore della prima, con un feeling magistralmente ereditato da quei lenti grunge elettrici, decadenti e di gran successo come fu Black Hole Sun. Queste erano le premesse del secondo Load, stando a cosa i Metallica facevano circolare su MTV in quel periodo.

Poi c’è il resto, ovvero il mantenimento di un certo riffing metal che in Load era rappresentato da sporadici episodi, come il finale di Hero Of The Day o Wasting My Hate. Qua i suoni sposano al meglio questo aspetto del songwriting, e canzoni come Attitude o la tanto celebrata Devil’s Dance ne avrebbero giovato, se fossero state un minimo buone. Ma non è così che andò. Better Than You ci prova, ma si schianta su uno dei ritornelli più brutti mai scritti dai Metallica, mentre la parte centrale si concretizza come un vero e proprio manifesto della noia – toccando il fondo in occasione di Carpe Diem Baby. Bad Seed è più vivace, e successivamente con Prince Charming si vive un momento di energico Hard Rock, senza però riuscire a saltare sulla sedia. Il disco vorremmo che finisse lì, ma manca ancora la ballad. È per lei che spenderò più di due parole, perché Low Man’s Lyrics è la cosa più irritante che il gruppo di San Francisco abbia mai scritto nella sua carriera. Se giustificavo Mama Said per via dei suoi contenuti legati a una perdita familiare di Hetfield, non ho mai approfondito quelli della ballad di Reload perché è una canzone che mi fa paura così come ad altre persone fanno paura i clown, i ragni, gli spazi chiusi o Pomeriggio Cinque. Fi(xxx)er in chiusura è un tentativo di riproporre quello stile dilatato e già visto un anno prima grazie a The Outlaw Torn o Bleeding Me. C’è il crescendo, e c’è pure l’attitudine da jam session. Mancano però l’epicità e la capacità di intrattenere durante tutti quei minuti.

Rivivo così un album che conosco praticamente a memoria nonostante ne apprezzi solo una piccola parte, inferiore al suo predecessore anche se – in sostanza – parte di esso. La mia convinzione è che se i Metallica avessero selezionato le migliori dieci o dodici canzoni per farne un solo full lenght ne sarebbe nato un vero e proprio capolavoro, preso a sassate per concetto, ma inattaccabile per la qualità di molti brani che riuscirono a incidere in quel periodo. Ci sono voluti molti anni prima che i fan della band americana realizzassero quanto quel periodo storico fosse in realtà l’ultimo in cui i Metallica si sentivano ancora giovani, e facevano progredire il proprio suono in quanto artisti vivi e vegeti. Ma la troppa carne al fuoco, la troppa ambizione e la spocchia nel presentare il loro 2.0 hanno fatto sì che le ventisette canzoni pubblicate fra il 1996 ed il 1997 risultassero, almeno per metà, assai sacrificabili. (Marco Belardi)

38 commenti leave one →
  1. vito lomonaco permalink
    27 novembre 2017 10:11

    All’ epoca non mi dispiacevano a patto di non considerarli dischi metal, oggi li trovo inascoltabili in toto vista la riccanza che ne è derivata solo per loro ma non per la nostra musica preferita.

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    • Rain Chaos permalink
      30 novembre 2017 08:43

      Discorso totalmente senza senso, é la musica che va considerata, non se é metal, non metal, se provoca riccanza o non riccanza…diosanto, povera italia…

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      • vito lomonaco permalink
        30 novembre 2017 09:00

        visto che sei cosi’ entusiasta di questi due capolavori potrei spedirteli insieme a st. anger,sempre meglio che spolverarli.

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      • weareblind permalink
        3 dicembre 2017 12:27

        Ahahhahhah ma li hai comprati? Vergogna.

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    • Rain Chaos permalink
      30 novembre 2017 22:47

      Non ho espresso giudizi sull’ album, ho solo detto che il tuo metodo di giudizio é una cazzata. Quindi non so perché dici che sono entusiasta di questo album

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      • vito lomonaco permalink
        1 dicembre 2017 07:45

        dopo decine e decine di ascolti posso dire che no mi piacciono? vuoi il monopolio dell’opinione?comunque fammi sapere quale e’il giusto metodo di giudizio che sono pronto a farlo mio da subito.

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    • Rain Chaos permalink
      1 dicembre 2017 09:10

      Ma guarda che io sono serenissimo, non te la devi prendere. Trovo solo assurdo il giudizio di un album perché 1. Non é metal 2. Ha causato “riccanza”…non ha senso. Il punto é uno: le canzoni. Se lasciassimo perdere per una volta l’interpretazione (supposta) di cio che ha in testa l’artista, il genere, la riccanza e le stronzate, il mondo sarebbe un posto migliore, e si giudicherebbe LA MUSICA. Questa é la differenza tra chi ascolta musica e chi fa il metallaro, tutto qui…

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      • vito lomonaco permalink
        1 dicembre 2017 09:48

        addirittura la metti sul piano socio/politico,sono ben altre le cose che migliorerebbero questo letamaio chiamato mondo e da persona intelligente quale sicuramente sei lo sai,qui si parla di musica e cazzeggio che da sempre contraddistingue noi “metallari posers”come li chiami te, ai massimi sistemi ci pensiamo nei ritagli di tempo tra un lavoro di merda e una scopata puzzosa con una che neanche ti piace.that’s all !

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    • Rain Chaos permalink
      1 dicembre 2017 09:30

      Quindi, se tu mi dici che le canzoni di Reload ti fanno schifo e argomenti, per me va benissimo, ma se mi dici che ti fanno schifo perché non é metal e perché si sono arricchiti, sinceramente non capisco, mi cadono le braccia…

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    • Rain chaos permalink
      1 dicembre 2017 20:39

      Ok ok, questo di sicuro! 🙂 cmq scusa non volevo innervosirti ne fare il saccente, solo che amo la musica e odio i paraocchi (e ascolto metal da 27 anni!)..buona serata!!!!

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  2. Fabri - Dr.X permalink
    27 novembre 2017 10:13

    una merda di album, semplicemente.

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    • weareblind permalink
      27 novembre 2017 21:27

      Oh meno male. A volte una sintesi è la perfezione. Il dottore pietoso fa la piaga purulenta: inutile cercare con perifrasi di indorare la pillola, è semplicemente un album di merda.

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  3. bonzo79 permalink
    27 novembre 2017 10:25

    “Fuel è ad oggi una delle migliori canzoni dei Metallica” sto gran par di palle

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  4. vito lomonaco permalink
    27 novembre 2017 10:38

    bene,faccio un break mi sparo “blood of lions” dei krisiun.

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  5. Marco Belardi permalink
    27 novembre 2017 11:16

    Fuel non la metto fra le mie dieci preferite, ma fra le venti loro sì. Ci sono tanto affezionato, a dire il vero lo sono con tutti e tre i singoli di quest’album ma non puoi fare un lavoro di tredici pezzi affidandoti quasi solo ai tre che andranno in televisione/radio. Soprattutto con quel nome e le dichiarazioni di quel periodo. In confronto a St. Anger per me è comunque ORO

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  6. Aniello Pepe permalink
    27 novembre 2017 11:59

    “Ci sono voluti molti anni prima che i fan della band americana realizzassero quanto quel periodo storico fosse in realtà l’ultimo in cui i Metallica si sentivano ancora giovani, e facevano progredire il proprio suono in quanto artisti vivi e vegeti”

    Questa è la considerazione più interessante. Non ci ho mai visto questo, ma è un’ottima chiave di lettura, e mi sa che hai ragione.

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    • bonzo79 permalink
      28 novembre 2017 09:55

      sicuramente interessante come lettura, purtroppo per me l’accoppiata load/reload è quella che ha trasformato i metallica in un gruppo da fanboy, una specie di vasco rossi planetario con orde di fanatici pronti a comprar loro persino dischi di scorregge (saint anger, lulu cosa sono se non dischi di rumorosi peti???)

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      • Marco Belardi permalink
        28 novembre 2017 09:59

        Io penso invece che nel periodo che va dal 2000 in poi fossero già un gruppo che sa’ di non essere giovanissino e prova a dare qualche colpo di coda senza nemmeno troppa logica. Scontato il disco con l’orchestra, facile fare una seconda parte di garage inc. Quando hanno deciso di rischiare non ci hanno capito più nulla e poi sono dovuti tornare a ritroso. Death Magnetic è un collage ruffianissimo, sufficiente ma non lo apprezzo granchè e poi ha un suono da cani. L’ultimo è la cosa più onesta e riuscita che hanno fatto da decenni, anche se tutte quelle canzoni e quei video… mah

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      • 28 novembre 2017 11:51

        parole sante

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  7. Luk permalink
    27 novembre 2017 12:20

    Fuel è ad oggi una delle migliori canzoni dei Metallica.

    Certo, come no.

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  8. MalaPurpleMoon permalink
    27 novembre 2017 12:37

    Per me sono morti dopo Master ..

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  9. Fredrik permalink
    27 novembre 2017 18:25

    Il classico Disco di Merda parte 2

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  10. 27 novembre 2017 19:41

    Io, invece, l’ho sempre considerato una “monnezzata”! O, come descrisse il critico cinematografico Roger Ebert il film Non violentate Jennifer > “un disgustoso sacco di spazzatura…senza uno straccio di distinzione artistica”
    Al contrario di Load..in cui tutti, ormai, son concordi nel dire che cala nella seconda parte!

    Inoltre, nel precedente apparivano un più “schietti & sinceri”. In questo, dopo la parziale debacle dell’anno prima, hanno voluto registrare questi scarti (quello sono..) con una distorsione più metal e meno blues. Aggiungendoci, qua e là, qualche assolo “a cazzo” all’ultimo minuto..e si sente!

    Personalmente, salvo: Fuel e The Memory Remains (entrambe troppo “sfacciate”, comunque..) e, anche, Prince Charming. E, poi, qualcosa da Devil’s Dance – Low Man’s Lyric – Attitude. Di riserva mi tengo Where the Wild Things Are..sarà per quello che la successiva risulta accettabile?!
    Insomma, le pessime cose stanno stanno al centro..e sull’ultima!

    La palma di peggiore del disco spetta, comunque, a Better Than You! Ed è stata pure premiata con un Grammy l’anno dopo come “Best Metal Performance”.. O.o

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  11. 27 novembre 2017 22:53

    Quanta trvezza ragazzi!
    Belardi, per una volta concordo pienamente con te, e sono anche io uno dei “deviati”. Quanto a “Fuel”, è la solita storia: se la gente l’avesse ascoltata/ascoltasse senza sapere chi ne è l’autore darebbe ben altro giudizio, e invece è il solito episodio di Sindrome di Monicker. Basta abituarcisi.
    Adesso però comincia il difficile, perché un articolo su “I Disappear” non la passerà liscia da queste parti.

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    • Marco Belardi permalink
      27 novembre 2017 23:02

      Io con il loro periodo I Disappear / St. Anger ci ho messo tutto l’impegno possibile ma non ce la faccio… subito dopo Lulu sono le cose peggiori che abbiano mai fatto.

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      • 27 novembre 2017 23:06

        I Disappear non sembrano neanche i Metallica, e in quell’ottica fila via liscia; se l’avessero fatta i Foo Fighters, per dire, se ne parlerebbe con rispetto ancora adesso. Il video, però, era bello. Quanto a “St. Anger”, sto cercando da un paio di minuti di pensare a una frase ad un tempo salace ma non eccessivamente offensiva che contenga le parole “dj fabo”, ma non mi viene.

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    • bonzo79 permalink
      28 novembre 2017 09:59

      “ghimmifiulghimmifairghimmidatuiciaidisair!UH” ghereghereghereghereghereghere

      maddai. merda pura, altro che sindrome da monicker

      Liked by 1 persona

      • Orgio permalink
        29 novembre 2017 08:00

        Miliardi di mosche non possono sbagliare.

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    • bonzo79 permalink
      28 novembre 2017 10:04

      invece I disappear mi pare una canzoncina innocua ma carina aldilà degli autori

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    • Rain Chaos permalink
      30 novembre 2017 08:51

      Concordo, qua viene giudicato il contorno all’ 80% e il restante 20% la musica…piu che sindrome di moniker é la classica sindrome del metallaro medio, ma tant’é, si vede la differenza tra chi ascolta musica e chi fa il metallaro…3/4 di quelli che commentano l’avranno ascoltato mezza volta, cosi come Load

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  12. ignis permalink
    28 novembre 2017 10:40

    Diamine, hai scritto “full lenght”! Un errore imperdonabile nel giornalismo metal…

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  13. Yukluk permalink
    28 novembre 2017 12:02

    Io non mi considero certo tvue… amo il black album come kill’em all.. ma dopo quello per me è successa semplicemente una cosa che capita penso a qualsiasi artista.. ha finito la benzina creativa.. poi posso essere concorde nel dire che ci sono artisti che portano a casa la “pagnotta” meglio di loro.. ce ne sono un sacco che pubbicano dischi di buona fattura pur senza far gridare al miracolo.. ma a mia modesta opinione loro no.. load e reload per me sono gli album della “picchiata” in termini di qualità.. e lo sapevano anche loro.. infatti già nel tour di load suonavano un paio di canzoni nuove e basta.. altrimenti il pubblico li avrebbe scannati… ;-)

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  14. 28 novembre 2017 14:33

    Se adesso vengo ascoltando slaughter of the soul lo devo a reload e a 6 mesi di unforgiven2. Adesso non lo rimetterei su nemmeno sotto tortura, ma ciò non significa che non mi abbia aperto un mondo

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    • weareblind permalink
      3 dicembre 2017 12:29

      Veramente? Allora un minimo di perdono a sta robaccia glielo devo. Qualsiasi sia la strada verso Slaughter of the Soul, va ringraziata.

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  15. Supermariolino permalink
    30 novembre 2017 18:38

    Dico anche la mia… È molto vero (purtroppo) che Load e Reload sono stati l’ultimo tentativo della band di dire/fare qualcosa di nuovo, di evolversi. Vero anche che nel caso peccarono di presunzione. I veri album di merda per me sono St.Anger e Death Magnetic. Con Hardwired (che pure ha i suoi difetti, tipo dura il doppio di quanto dovrebbe!), sono tornati vagamente alle origini, ma che dire… ormai è un po’ tardi.

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