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Megalomania e autodistruzione: METALLICA – Hardwired… to Self-Destruct

21 novembre 2016

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E poi, oltre a quello così precisamente delineato dal Messicano, esiste un altro fenotipo umano molto diffuso, quello del sessantenne affetto da megalomania incontrollata. Ce lo avete presente? Sono quelle persone che hanno dedicato la vita al lavoro, togliendosi molte soddisfazioni e raggranellando parecchio denaro. Finita la rincorsa al successo, arrivati ai sessanta, si fermano, si guardano indietro e vedono solo macerie. Una famiglia devastata. Una vita passata in compagnia di persone brutte e squallide, gente con cui non andresti a prendere un caffè ma con cui, invece, hanno condiviso pranzi, cene e vacanze per molti anni, perché colleghi o clienti. Lì avanti la vecchiaia e il decadimento psico-fisico. Cosa faranno di tutti quei soldi? Decidono sia giunto il momento di godersi la vita ma non sanno come farlo, non ci sono abituati. Si comprano l’ultimo suv da 90 mila euro, enorme, da sei cilindri e 300 cavalli, lo portano sulla neve immaginando di essere su un carro armato ma, visto che vogliono il massimo, vi hanno fatto montare pure i cerchi in lega da 20 pollici e le gomme sportive gonfiate con l’azoto, e si infilano nella prima cunetta sfasciando tutto. Non soddisfatti, si comprano pure quella moto da 250 kg a secco che hanno tutti coloro che pretendono il massimo e la attrezzano come se dovessero partire per il giro del mondo; carichi come degli sherpa per farsi il weekendino fuori porta, salgono in sella, ma non ci sanno andare pur pretendendo di saperlo fare, cosa vuoi che sia, ho diretto un’azienda per una vita, posso fare questo ed altro, e si schiantano da fermi appena usciti dal garage, sfasciando la costosissima moto da 250 kg a secco. Ed è un peccato, perché questa gente non è ancora bollita, ha ancora il fisico e lo spirito per fare cose entusiasmanti, cose avventurose, l’attitudine ad uscire dalla propria comfort zone. È apprezzabile, in fondo è questo che ti tiene giovane e mentalmente attivo. Però, arrivati a questo punto della vita, pretendono che la vita gli restituisca tutto, subito e con gli interessi, facendo sfaceli per colpa di una ingenua megalomania. Qui c’entra benissimo il discorso che faceva il Messicano sulla crisi di mezz’età ma in un modo diverso. Per queste persone l’affermarsi al di sopra degli altri non è un’opzione, bensì un dovere, un’abitudine. Le interpretazioni psicologiche si sprecano: un’insicurezza personale di fondo o la reazione a frasi sentite ripetere sempre da quelle false persone che frequentano, caro mio, sei diventato vecchio anche te! Io vecchio? Adesso te lo faccio vedere io, e che godranno nel momento in cui assisteranno alla loro débâcle finale, perché la débâcle arriva prima o poi per tutti. E sempre questa invidiosa compagnia li incita, li fomenta nella loro megalomania, hai visto l’ultima Porsche? Certo, se non la porti in pista non sei nessuno, al fine unico di vederli schiantarsi alla prima curva e crepare.

I Metallica.

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Che bisogno c’era di fare un doppio disco? Che bisogno c’era di fare dieci videoclip? Che bisogno c’era di vantarsi di avere così tanti riff? Qual è il senso di tutta questa megalomania?

Secondo me si spiega così: 1) le continue e reiterate critiche li stavano corrodendo dall’interno, da qui una smania mostruosa di nuova auto-affermazione; 2) la consapevolezza che la vecchiaia è lì, a portata di mano, li ha indotti a voler dare un’ultima potente spallata al mercato discografico; 3) l’essersi circondati dalle persone sbagliate, che vogliono solo vedere il loro sangue schizzato su un jersey, ha contribuito ad accentuare l’infantilismo da vecchiaia.

I Metallica, però, non sono ancora bolliti, non sono ancora finiti, anche se a qualcuno piacerebbe vederli morti e putrefatti non è così; e do una brutta notizia anche a voi, miei cari disfattisti, perché lo so che speravate in una pesante stroncatura, voi godete nel lanciare merda sui Metallica e sugli Iron Maiden anche quando non se lo meritano, ma vi informo che l’adolescenza è finita, il totem è stato abbattuto da un pezzo, è tempo che impariate a riconciliarvi con esso altrimenti resterete degli eterni bambocci.

Peccato, insomma, che i Metallica abbiano perso il senso della misura e peccato non abbiano condensato i pezzi migliori in un album normale, un cazzo di album normale. Continuando di questo passo, come recita il titolo del disco, c’è solo l’autodistruzione. (Charles)

27 commenti leave one →
  1. Ranx permalink
    21 novembre 2016 11:50

    Però dai pensavo peggio. Il disco è pleonastico come pochi ma qualche pezzo si lascia ascoltare e ormai non me la sento di pretendere di più (forse perché non sono un fan sfegatato). Noto con piacere che la copertina è orrenda, come da tradizione.

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  2. Andrea permalink
    21 novembre 2016 11:51

    L’ho ascoltato solo una volta e oltre ad un solo cd magari anche pezzi più brevi..

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  3. 21 novembre 2016 12:48

    Cose a caso + “Metallica” + paragrafo finale.
    Sarebbe stato disonesto pretendere di più da gente che come ultime prove discografiche ha inanellato “Death Magnetic” e “St. Anger” (“Lulu” fingiamolo di Lou Reed) e che non importa cosa vorrà o potrà fare, sarà sempre giudicata sulla base dei primi cinque dischi, ma a quanto pare l’onestà intellettuale a volte si dilegua. Ovviamente è (sarebbe stato?) perfettibile, ma l’album, l’intero album scorre bene; e se non si concorda, si colga il lato positivo e l’opportunità di farsi il proprio “Hardwired” scegliendosi la tracklist tra i dodici pezzi.

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  4. weareblind permalink
    21 novembre 2016 16:01

    Dopo 20 anni di brutture (come sono educato), un album metal con venature thrash. Però prolisso oltre ogni accettabilità. Il mercato propone pletore di scelte migliori.

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  5. onelastperkele permalink
    21 novembre 2016 17:51

    C’è di meglio, in giro, oserei dire.

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  6. 21 novembre 2016 18:14

    Boh. A me sembra roba non all’altezza, cioè la quintessenza del bollito.
    I Metallica di adesso somigliano a Schumacher del periodo Mercedes, ossia un anziano non più in grado di misurarsi con i colleghi più giovani. Compositivamente, i Metallica stanno allo stesso modo. Idem per i Maiden.

    I Motorhead non erano bolliti, perchè era sempre la stessa identica canzone ripetuta da 40 anni, quindi non potevano esserci cali. Idem per gli ACDC.

    Poi, vabbè, se abbiamo una soglia d’aspettativa così bassa da farci apprezzare ‘sta roba… a posto così.
    In giro ci sono centinaia di migliaia di regazzini che, ai Metallica di adesso, fanno il culo a strisce.

    De gustibus.

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  7. Fanta permalink
    21 novembre 2016 21:40

    “L’equazione forse corretta è: Vasco Rossi sta all’Italia come i Metallica stanno al mondo…”

    “Se è stato dato il premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan, vogliamo almeno dare una cazzo di laurea ad honorem a Lars Ulrich?”

    Mi pare la questione ruoti attorno a questi due punti cardine: piacere in un modo talmente trasversale da sdoganarsi persino nei paraggi di gente con un Q.I. pari a quello di una foca monaca; farlo con dovizia sovraespositiva.
    Poi sì certo: ci sono quei tre barra cinque barra sette minuti di cose che riescono a farti venire un paio di lucciconi come quando segna Totti a 47 anni…ma in fondo lo sai che stai alla canna del gas.

    Io comunque 20 euro e rotti col cazzo che li caccio per sta roba. È dal 91 che ho smesso…

    Liked by 2 people

    • weareblind permalink
      26 novembre 2016 12:44

      Anche io ho smesso col Black Album. E ci mancherebbe.

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      • ignis permalink
        26 novembre 2016 13:29

        Io il Black Album l’ho venduto quasi subito…

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  8. Bloody Karma permalink
    23 novembre 2016 13:48

    Boh…ho provato ad ascoltarlo un paio di volte su Spotify, qualcosa di buono ci sta (Atlas Rise o Moth Into Flame), ed è cmq meglio di Death Magnetic, che detesto all’inverosimile. Però ho sempre la sensazione anche qui di dover andare a cercare il pelo nell’uovo per farmi piacere sta robba…e cmq due cd sono troppi cacchio!!!

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  9. Michele Guerrieri permalink
    23 novembre 2016 14:15

    Sono d’accordo con ciò che ha detto Charles: questo album non è assolutamente paragonabile ai primi 5, ovviamente, ma bisogna ammettere che è il loro migliore disco degli ultimi 25 anni, poiché rappresenta una sorta di sintesi degli aspetti positivi sia di album come Load e seguenti (che comunque di aspetti positivi ne hanno pochi…) che di Death magnetic.

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    • Michele Guerrieri permalink
      23 novembre 2016 19:49

      Detto questo, Death magnetic non assolutamente inferiore a Hardwired

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  10. Peppino permalink
    23 novembre 2016 17:01

    Oh, a me l’ultimo dei Metallica piace. Magari è un po’ prolisso, ma questi sono i Metallica. Non hanno mai avuto il dono della sintesi. L’unica pecca (a parte la copertina) è il suono del basso. Non so se avete notato, ma non si sente. Ora, io capisco che hanno perso un amico oltre che un grande bassista, e che rimpiazzarlo è un rospo da mandar giù, però a me Jason piace, e poi dal vivo spacca. Insomma, dopo un grande album come Master non era semplice uscirne con qualcosa di buono…

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  11. MorphineChild permalink
    23 novembre 2016 17:55

    L’ennesima variazione dei Metallica sul tema “Meglio la mediocrità o l’incompromissoria cagata?”, perpetuato in alternanza da Load/Reload in poi. Ascoltabile, ma piatto e noioso. Almeno il rullante di St.Anger e Hetfield che diventa un tavolo erano memorabili.

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    • Charles permalink
      23 novembre 2016 18:33

      sarebbe stato meglio fare sintesi. quello che cercavo di dire è che accanirsi sui Metallica ormai non ha più senso, sperare in un album tipo quelli vecchi nemmeno, chiedere a gran voce il loro scioglimento neanche, perché tutto sommato qualche pezzo buono ancora riescono a farlo (e poi non ha senso mai una cosa del genere e comunque sono troppo vecchio per mettermi a fare le crociate). in questo caso non si può parlare neanche di un disco di merda o mediocre, semmai prolisso, stupido e, appunto, inutilmente megalomane. se si analizza la cosa a freddo (perdonatemi ma a 35 anni non riesco proprio a vivere con passione e trepidazione l’uscita del nuovo album dei Metallica), salta agli occhi che bastava fare sintesi, cinque/sei dei migliori pezzi, un disco da 40′ come ormai non fa più nessuno ed eravamo tutti più contenti.

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      • Michele Guerrieri permalink
        23 novembre 2016 20:21

        Comunque con il termine sintesi non mi riferivo alla durata complessiva dell’album e delle singole canzoni, ma alle tendenze compositive (melodiche, ritmiche, riguardanti i riff…) che hanno caratterizzato gli ultimi 25 anni del gruppo. Insomma, il termine sintesi non va inteso in senso stretto, non solo nel metal, ma in qualsiasi contesto musicale.

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  12. mik permalink
    24 novembre 2016 20:17

    Eh già già tornano i Metallica,versamenti di bile contenuti questa volta però,perchè Hardwired a me non dispiace per niente,anzi.Io sono un vecchio rincoglionito della prima ora,uno di quelli che a 15 anni ha avuto il cazzo di onore di ascoltare la cassettina magica di kill’em all arrivata da amici di amici,ai giardinetti ,al freddo,ai margini del mondo di merda in cui vivevamo,ricordo a tutti che eravamo sotto occupazione di paninari e fans di duran duran e spandau ballet oltre al discutibile m. jackson e tutta una merda generale che voi non immaginate neanche,ci ritrovammo tutti in quei riff taglienti,quell’audio imperfetto grezzo come noi,pogavamo ogni volta,ogni sera ,pogavamo con la rabbia degli esclusi,vivevamo una favola,finalmente qualcuno ci rappresentava e ci univa.Poi venne Ride e fu la conferma,ma con Master of puppets fu la consacrazione,avevamo la consapevolezza di essere parte di qualcosa di epico,quel cazzo di vinile l’ho consumato e l’ho fatto consumare visto che il fottuto sharing lo abbiamo inventato all’epoca,chi comprava il disco lo prestava e poi veniva sdoppiato in 10 100,1000 cassette,funzionava così.Ecco cosa rappresentano i Metallica per uno come me,sentire sparare merda in ogni occasione lecita o meno è per me e quelli come me un colpo al cuore,ci va rispetto cazzo,è vero che ho sofferto anche io con la stroria di napster,del minchione(in senso buono)di Lars,dei loro ultimi lavori discutibili,di una apatia compositiva (James era meglio da storto)però il legame affettivo è un’altra cosa,questa è gente che davvero ha salvato delle persone a suo tempo,ripeto per la mia vita furono fondamentali.Questo loro ultimo album potrebbe essere per me la giusta chiusura della loro carriera,dovrebbero pensarci seriamente,si ritirerebbero con tutti gli onori che meritano o almeno senza infamia.Chi ha nel mirino James e soci questa volta sbaglia di grosso,chi sarebbero i degni successori di questi ormai attempati rockettari ?,io non vedo (sento) band di simile portata,fate un discorso onesto,chi ,dove e quando,oggi è cambiato tutto,tutti ascoltano tutto,scaricano di tutto,il mercato discografico è morto, si vive su concerti da 80/100 euro in su per vedere sessantenni strimpellare,siamo onesti porca pupazza questi ci fanno un album del genere e noi da buoni raffinati del metal contemporaneo dovremmo dire che Hardwired è una merda…questa volta io dico no! No Life ‘Til Leather!:

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  13. Anxiety Hangover permalink
    21 dicembre 2016 19:19

    Sembrerò snob ma già con il disco nero storsi leggermente il naso. Li abbandonai definitivamente con l’avvento di ‘Load (of shit)’ e sequel…di “St. Anger” non vale la pena neppure sprecar parole. Quando ho ascoltato “Moth Into Flame” sono rimasto sorpreso: vuoi vedere che stavolta hanno tirato fuori qualcosa di decente? Mera ingenua illusione. Ed alla mia età, passati i 30 da un botto, è reato grave. Che dire. Una noia mortale. Però, però…contiene “Moth Into Flame” che è un gran bel pezzo e soprattutto la conclusiva “Spit Out The Bone” che è a mio avviso la migliore cosa da EONI…in pratica è dai tempi di “Dyers Eve” che non ascoltavo un brano dei Metallica così figo. Peccato. Torniamo al presente e bando alla nostalgia…Con tutto il rispetto verso chi magari sta amando questo doppio mattonazzo.

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