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Maleducazione e sentimento: AGALLOCH // FEN @Traffic, Roma 16.05.2013

18 maggio 2013

agalloch

Frequento concerti metal dal 1998, quando riuscii a strappare ai miei il permesso per farmi 500 chilometri da solo e vedere Iron Maiden ed Helloween a Roma; sono stato innumerevoli volte in backstage, tourbus, soundcheck a porte chiuse, studio report, clinic, sessioni d’autografi, pranzi promozionali eccetera: tutti posti in cui i musicisti come minimo ti passano vicino, ci puoi scambiare due parole, una birra, e cose del genere. Bene, in quindici anni non mi era mai, MAI successo che qualcuno rifiutasse di farsi una foto con me. Dovevo arrivare al 16 maggio del 2013 perché John Haughm mi facesse un gesto sdegnoso con la mano e ritornasse a chiacchierare con il roadie nel cortiletto del Traffic. Ma vaffanculo. L’altro giorno sono andato a vedere suonare Marky Ramone (con Andrew WK), con cui in passato ho chiacchierato più volte e di cui ho uno splendido ricordo perché è persona squisita ed educata; e, alla fine, lui è tipo l’unico al mondo che attualmente può permettersi di suonare Sheena is a Punk Rocker senza dover dire che è una cover. Quando chiesi a Tommy Lee di farsi una foto con me, mi prese in braccio e ce ne facemmo cinque. Ho una foto pure con Bruce Dickinson, notoria testa di cazzo arrogantissima e supponentissima, ma evidentemente persino Bruce Dickinson ritiene sgarbato rifiutare la foto ad un fan che ha versato litri di lacrime sulle sue canzoni. Eccetera, eccetera, eccetera. John Haughm invece no, lui è troppo stocazzo per concedere una foto. Ma pure Neige, che come personaggio gli si può accostare, quando venne a Roma pochi mesi fa si fermò apposta per fare foto e autografi con la gente. Penso che rifiutare una foto, o un autografo, o una stretta di mano ad un fan che è venuto là pagando il biglietto per vederti suonare -e comprare i tuoi dischi- sia uno dei gesti più incivili, cafoni e da cavernicolo che un musicista possa fare. Capisco che il contatto ti possa dare fastidio, ma a quel punto statti nel tourbus e non metterti a girare in mezzo al pubblico, pretendendo poi che nessuno ti fermi. Quindi converrete anche voi che è cosa buona e giusta riferirsi d’ora in poi a John Haughm non più come John Haughm ma come “il pezzo di merda” o, più sporadicamente, con analoghi epiteti del medesimo campo semantico.

Per gli Agalloch si era addirittura risvegliato dal letargo Michele Romani, che le ultime notizie davano morto assiderato sul molo di Capo Nord mentre urlava I AM THE BLACK WIZARDS rivolto verso l’Artide, a torso nudo. Invece è vivo e vegeto, sempre identico a quando l’ho conosciuto dodici anni fa, e sempre con le sue compilation di norsk arisk black metal in macchina, che d’estate suppongo gli servano anche come condizionatore. Con lui c’era il gracile Charles, molto divertito dalla selezione musicale che sembrava uscita da una cassettina di quando avevamo sedici anni. Discutiamo della scaletta degli Agalloch, più o meno fissa in tutto il tour, e già Michele preannuncia: “Oh, a Faustian Echoes ce ne andiamo a pisciare”. Lo dirà più volte tutta la sera, ed effettivamente i 20 minuti di quella puttanata depressive black metal sembrano proprio fatti apposta per andare al gabinetto; luogo che peraltro ha parecchi legami con la suddetta canzone. 

FEN

Di spalla c’erano i londinesi FEN, che io non avevo mai sentito prima: Charles e Mighi sì però, e assicurano che siano un gran gruppo. Il genere è più o meno quello, post-black post-rock shoegaze folkeggiante e intimista per persone molto sensibili, tipo quelle che sfanculano i fan che gli chiedono una foto. Suonano pochino, comunque dal vivo sembrano gradevoli; di più non mi sento di dire perché non li conosco, e non sono proprio un gruppo d’impatto che ti prende a prima botta. Appena finiscono Michele Romani mi ribadisce la sua intenzione di andare a pisciare durante Faustian Echoes.

La scaletta degli AGALLOCH è quella standard di questo tour. Cominciano con Limbs e ci accorgiamo di due cose: la resa sonora non è il massimo, e certi passaggi sono un po’ troppo scarnificati rispetto alla resa in studio. Il primo aspetto migliorerà progressivamente durante la serata, il secondo no. Forse per alcuni pezzi ci vorrebbe una chitarra in più; o quantomeno il bassista potrebbe suonare col plettro, perché in certi frangenti suonare con le dita toglie spessore al muro sonoro. Vabbè. La scaletta continua con Ghosts Of The Midwinter Fires, fortunatamente unico estratto dal tremendo Marrow Of The Spirit, e ancor più fortunatamente uno dei pezzi meno abietti del disco. Inizia un timidissimo pogo e Michele Romani lamenta la poca grimness insita nel concetto di pogo; poi partono dei cori tipo oh-oh-oh e il Romani, sdegnatissimo, si gira verso di me e mi fa “Manco fossimo agli Iron Maiden!”. Subito dopo attacca la meravigliosa Falling Snow, e un po’ devo ammettere che mi sono emozionato, anche se ancora mi rodeva forte forte il culo. Mi sembra che facciano troppi svarioni psichedelici, e mi chiedo se non stiano prendendo la stessa deriva che presero i The Gathering parecchi anni fa, e che li ha portati a essere quello che sono, diciamo. Certo poco importa ormai, perché le ultime cose degli Agalloch fanno così schifo che una qualsiasi speranza di redenzione mi pare impensabile. A conferma di ciò arriva Faustian Echoes e andiamo a pisciare.

il pezzo di merda in una delle sue pose da artista maledetto e tenebroso

il pezzo di merda in una delle sue migliori pose da artista maledetto e tenebroso

Mentre ero in fila faccio la conoscenza di una persona seria con la maglia di Mystification dei Manilla Road, che mi parla dei suoi viaggi ai festival di metallo autentico tipo il Keep It True e l’Headbangers, e mi consiglia i MURO, un gruppo spagnolo di speed metal ignorante alla vecchia, che pare siano da paura. Poi se mi piacciono ve ne parlo, giuro. Purtroppo Faustian Echoes è talmente lunga che siamo costretti ad ascoltarne un po’; ma davvero è una canzone così inutile, insulsa, banale e cretina che non so neanche che dire. Non è che faccia schifo, ma è il classico pezzo standard del classico gruppo depressive black standard che andava di moda qualche anno fa, e che però dura venti minuti. Fortunatamente di lì in poi la scaletta comprenderà solo cose dai primi tre dischi, che come ho già detto considero tra i picchi più alti mai raggiunti dall’umanità insieme alla scoperta del fuoco, della ruota e del barbecue. Si comincia con The Melancholy Spirit, purtroppo unico estratto dal debutto Pale Folklore, da cui Michele voleva ascoltare disperatamente, e direi giustamente, Hallways of Enchanted Ebony. Subito dopo arrivano i due pezzi da The Mantle: la sovrumana You Were But A Ghost In My Arms e la ugualmente meritevole di un superlativo assoluto a caso In The Shadow Of Our Pale Companion. La prima gli riesce meglio, perché in fondo è quasi un pezzo black metal, tendenzialmente più diretto rispetto alla loro media; la seconda ha troppe sovraincisioni su disco, e in certi passaggi la differenza si sente. A questo punto il pezzo di merda annuncia la cover dei Sol Invictus e parla di Tony Wakeford come di una grande influenza; però a me Tony Wakeford risulta essere persona gentilissima e disponibilissima e sempre pronta a prendersi in giro, a differenza di qualche altro patetico succhiacazzi che in questo momento è sul palco a fare le pose da poeta maledetto dall’animo sensibile. La chiusura è affidata a Of Stone, Wind and Pillor, opener dell’omonimo primo EP che il pezzo di merda dedica a Oddvar Moi, e Our Fortress Is Burning, suite finale di Ashes Against The Grain.

Finisce il concerto e ce ne torniamo a casa ascoltando i Kampfar nella macchina di Michele. Prima però becco il chitarrista degli Agalloch, Don Anderson, che nonostante insegni Letteratura inglese all’università di Washington è una persona molto più disponibile del pezzo di merda dietro al microfono, e ci facciamo una foto insieme. Così, giusto per sottolineare la cosa. Non posso dire che sia stato un brutto concerto, ma poteva essere migliore; di certo i venti minuti di Faustian Echoes tolgono spazio a due-tre canzoni a caso che di sicuro sono meglio di Faustian Echoes. Perdonate la poca lucidità ma in quindici anni non mi era mai successo nulla del genere, e gli Agalloch sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre. Un saluto alla coraggiosissima tipa venuta sola soletta da Perugia per vedere il concerto, e che alla fine ci ha chiesto il numero del taxi. Chiudo il report con un capolavoro scritto da una persona seria. (barg)

Tracklist:
Limbs
Ghosts Of The Midwinter Fires
Falling Snow
Faustian Echoes
The Melancholy Spirit
You Were But A Ghost In My Arms
In The Shadow Of Our Pale Companion
Kneel To The Cross
Of Stone, Wind and Pillor
Our Fortress Is Burning

29 commenti leave one →
  1. Certain Death permalink
    18 maggio 2013 11:32

    Secondo me non se la tira, lo fa proprio perché è un sociopatico e se gli gira male dice di no alle foto. Una mia amica sono due volte che va a vederli e per due volte gli ha preparato una torta e lui addirittura sorride nelle foto.

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  2. 18 maggio 2013 11:53

    Concordo con Certain Death, secondo me l’hai beccato in un momento in cui gli girava male e stop. Ho parecchi amici che sono andati alla data romana e ognuno di loro ha diverse foto con Haughm e dicono che sia stato anche gentilissimo…

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  3. Lorenzo Von Matterhorn permalink
    18 maggio 2013 14:16

    Secondo me l’utente Certain Death ha frainteso il concetto di “cream pie”.

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    • Certain Death permalink
      18 maggio 2013 22:48

      Io a volte mi chiedo perché la gente continua a voler farmi fare il terrone a tutti i costi.

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  4. Breuer permalink
    18 maggio 2013 15:11

    Al di là della sociopatia credo che sia davvero una questione di educazione: io non apprezzo il contatto fisico (anche se suppongo di essere meno sociopatico di uno che canta “A curse to those who corrupt these sacred woods” come se stesse dicendo che tempo fa), e se per esempio salutando non cerco baci, abbracci e simili, non è che mi ritraggo e tiro una sputazza se succede. Detto ciò, scrivo più che altro per risollevare un pochino il senso di amarezza che rimane leggendo questo report, perché li ho visti ieri sera a Romagnano e devo dire che è stato un concerto DELLA MADONNA.
    Questo può essere dovuto a una somma di fattori indipendenti dalla qualità reale del concerto: probabilmente il ruolo maggiore l’ha giocato l’averli visti l’anno scorso ed essere rimasto parecchio deluso dalla resa live, quindi partivo davvero con nessuna aspettativa. Poi al contrario di quanto leggo qui i suoni erano mooolto migliori dell’altra volta, a questo aggiungi i vasetti con l’incenso che ha bruciato all’inizio e la totale assenza di pogo (l’altra volta accolto da un “ma sta gente crede di essere a sentire i Pantera?”) e alla fine ero davvero gasato. La possibilità di rimanere deluso dalla pezzodimerdaggine del cantante è stata totalmente cancellata dal fatto che il tempo prima dell’inizio del concerto l’abbiamo speso per metà rimpinzandoci del take away indiano che ci eravamo portati (questo http://tinyurl.com/d7tdal2, straconsigliato se passate dal centro di milano e vi viene fame), che mi ha lasciato un senso di pace interiore e spezie che rende ogni evento della vita migliore, e per l’altra metà a berci una morettona al circolo arci lì di fianco, in mezzo a personaggi veri tra cui un vecchio che a un certo punto si è messo a ballare da solo, e dopo il concerto siamo partiti subito. Nel mezzo che dire, proprio una figata. Persino Faustian Echoes, per la quale mi ero trovato totalmente d’accordo con la recensione letta su queste pagine, alla fine c’è stata. Troppo lunga eh, sbadigli qua e là, ma nel complesso ci stava pure lei. Andrei a rivederli stasera stessa

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  5. Fabio permalink
    18 maggio 2013 15:29

    ….sono 25 anni che vedo concerti in giro per l’Italia e proprio per evitare le incazzature come la tua quando gli “artisti” mi passano vicino faccio finta di niente!! l’unica eccezione l’ho fatta per Bob Mould e Biff Byford, ma loro, notoriamente, sono di un altro mondo!!!!..e comunque anche io sono venuto, solo soletto, da Perugia: per me è normale visto che sono anni che vado ai concerti da solo (detta così è proprio da sfigati ;-))!!! Fabio

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  6. sergente kabukiman permalink
    18 maggio 2013 17:55

    report stupendo(non per la band che mi fa altamente schifo),ma per la rabbia di bargone. fanculo sti snob del cazzo.ho chiacchierato con gente come matt pike,scott wino, i municipal waste e lg petrov degli entombed e nessuno di loro si è tirato indietro di fronte a 4 chiacchiere e una foto. boicottare questi snob da cantina!(bargò se ti può far stare meglio nella foto il pezzo di merda ha in mano un oggetto falloforme. immagina gli scopi anali di quel coso)

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    • Nidstang permalink
      18 maggio 2013 19:43

      Ma voi che leggete prendete per oro colato ciò che dice questo “recensore”offensivo e maleducato? Il concerto è stato meraviglioso,loro sono persone squisite,compreso John . Se si è comportato così un motivo ci sarà ;). Cii vuole intelligenza,educazione e rispetto. Con questi,si va dove si vuole. Senza,no.

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      • Snaghi permalink
        19 maggio 2013 12:49

        certo che prendiamo per oro colato quello che dice. e poi, parli di intelligenza e rispetto però giustifichi una persona che, siccome ritieni un grande artista, si è comportata in maniera pessima. la coerenza?

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  7. Alessandro permalink
    18 maggio 2013 23:19

    Caro Roberto ‘Trainspotting’ Bargone,
    frequento, guarda caso anche io, concerti metal dal 1998, senza backstage, tourbus, soundcheck a porte chiuse, studio report, clinic, sessioni d’autografi, pranzi promozionali eccetera, ma tutti con file più o meno chilometriche, sotto il palco o quasi e, credimi, nemmeno io farei mai una foto con te.
    Un fiero ammiratore del pezzo di merda, dei suoi 3 compagni e dei loro lavori.
    PS: se vuoi, in privato, posso mandarti una delle foto che gentilmente mi hanno concesso di fare con loro, in ognuna delle 3 volte in cui li ho visti.

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  8. Cronoclasta permalink
    19 maggio 2013 00:32

    Questo report è semplicemente pessimo, scritto con un risentimento ingiustificato che rovina il giudizio su quello che è stato un ottimo concerto. Partendo dal presupposto che concedere foto è una cortesia, il tutto sembra una pagina scritta sul diario segreto di una quindicenne che non è riuscita a farsi la foto con il suo idolo…
    PS: Ero io quello che ha esclamato, sedegnato “Manco fossimo agli Iron Maiden” e non mi chiamo Romani

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  9. Fabrizio permalink
    19 maggio 2013 09:52

    Ero molto indeciso se insultarti o compatirti, ma rischierei di abbassarmi al tuo livello.
    Dal 1998 non hai capito che un autografo o una foto è meglio chiederla dopo il concerto? La prima volta che ho visto John si è spaventato perché l’ho abbracciato, poi ci ha autografato tutto quello che avevamo.
    A Roma stava parlando con l’autista del tour bus e notoriamente, quando due persone parlano, non ci si intromette. Il “pezzo di merda” con il cenno della mano, forse voleva farti notare ciò che i tuoi genitori si sono dimenticati di insegnarti: l’educazione.
    Tutta la band era un po’ preoccupata dalla resa del locale, infatti, appena entrati con il promoter, hanno esordito con un: No Comment. A fine serata hanno dichiarato che è stato il concerto più bello del tour.
    A fine concerto, TUTTA LA BAND era a disposizione dei fan. Il giorno dopo, a Romagnano Sesia, è stato John a salutarmi con un abbraccio dopo aver fatto una foto insieme e poi si è avvicinato spontaneamente ad un gruppo di persone con dei cd in mano che non avevano il coraggio di avvicinarlo.
    E ho sorvolato sulla recensione del concerto perché è troppo condizionata dal tuo senso di frustrazione.
    Poverino, continua a guardarli in dvd i backstage, gli studio report…

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    • Marco permalink
      22 maggio 2013 18:45

      Sottoscrivo ogni tua parola Fabrizio. Recensione e report esilaranti, e nessun bisogno di dover aggiungere altre parole a chi già con le proprie sostanzialmente mette alla berlina se stesso. Questo semmai voglio dire, sono felicissimo che ci fosse anche una persona come te l’altro giorno al Traffic. La tensione nel pre concerto, l’attenzione e la concentrazione taciturna di JH prima di un live corrispondono al semplice e poco radical/snob desiderio di offrire due ore di musica suonata con l’anima. Su nove concerti seguiti un po’ ovunque non ho MAI notato finzione nel modo che ognuno di loro ha di rapportarsi a chi viene ad ascoltarli. Sono persone, come me e te, non personaggio. E se non fosse così non muoverei un passo per andarli a sentire e salutarli appena possibile. Di questi tempi soprattutto, in cui le difficoltà si centuplicano e personalmente, non mi basta una pacchetta sulla spalla ed uno show bombastico dove tutti i musicisti sono promossi perché con qualche gesto dispensato urbi et orbi vanno a glorificare il piccolo ego di ognuno. Se non ci interessano musica e persone, e ripeto “la musica e le persone” allora questo genere non ha nulla da dirci. La musica non ha un cazzo da dirci.

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  10. sergente kabukiman permalink
    19 maggio 2013 16:04

    “La prima volta che ho visto John si è spaventato perché l’ho abbracciato”…AHAHAHAHAHAHAHAHAH questa vale più di mille parole

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  11. Matteo permalink
    19 maggio 2013 16:07

    Ma ringrazia che non ti abbia preso a sberle in faccia.

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  12. Fabio permalink
    19 maggio 2013 20:17

    …comunque, in ogni caso, a mio modesto parere, qualunque sia l’opinione che uno può farsi su John Haughm, ho avuto modo di assistere a un gran bel concerto di una grandissima band!!!

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  13. Scene_six permalink
    20 maggio 2013 16:20

    Ahahahahah, sti commenti mi fanno scassare! Trainspotting idolo

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  14. fabriziomagno permalink
    21 maggio 2013 09:57

    oh, “fabrizio” NON sono io, a me state simpatici!!! \m/

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  15. iaiapazuzu permalink
    21 maggio 2013 10:59

    ma cos’è sta scheccata isterica?
    vai vai…vai a vedere il keep it true che mi sa che è l’unica cosa di true che può entrare nella tua vita perchè mi sa il concetto non l’hai capito molto bene (concetto che tra l’altro odio, ma sembra stare simpatico a fin troppa gente, che tra l’altro fa di tutto per esserlo ma poi si comporta da primadonna sull’orlo di una crisi di nervi.. sta rece, se recensione si può chiamare, perchè chiamarla così reca offesa a tutte le belle recensioni che ci sono in giro, è tutto tranne che professionale, rispettosa e ben scritta, è solo un cumulo di maldicenze ingiustificate di qualcuno che pretende di essere un metallaro di grande esperienza, neppure ti fossi vissuto in presa diretta gli anni 80! e invece si comporta come un novellino al suo primo concerto…che delusione….e questi sono i recensori di metal shock? siamo proprio in italia…e questa ne è la conferma).
    gli agalloch se la cavano benissimo anche senza un certo tipo di pubblico, non c’è dubbio…non hanno bisogno di raccattare in qua e là consensi di gente che di musica e sensibilità non capisce niente….
    chi c’ha perso di sicuro non solo loro…ma chi per un rodimento di culo (parole tue) INGIUSTIFICATO s’è rovinato un concerto che di sicuro è stato MAGNIFICO (non c’ero ma li ho visti da altre parti…eh si john è stato carinissimo!)
    e intanto sto pezzo gira per la rete….e sono in tanti che se la ridono….è questo che mi sfugge…pensavi di far fare una brutta figura agli agalloch? quello che ha fatto la brutta figura, carissimo, se tu!
    e mi spiace…perchè la gente dovrebbe pensare prima di scrivere certe cattiverie….

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  16. bonzo79 permalink
    21 maggio 2013 18:26

    stavolta roberto l’hai fatta fuori dal vaso… hai preso un singolo episodio per paradigma assoluto, quando probabilmente era un caso particolare… noto cmq una serie di giovani virgulti col gusto dell’hater che prendono le tue parole per oro colato, mi auguro che crescano e si formino presto opinioni proprie, non basate su esperienze altrui.

    visti a nova gorica il 15, notevoli (in effetti faustian echoes insopportabile).

    un aneddoto: nel novembre 98 ero a milano per i blind guardian. hansi e andré mi hanno autografato il libretto di nightfall, andré sembrava avere una fretta del demonio, aveva un sorriso tiratissimo… infatti poi è corso a manina con una groupie moretta nel tour bus… ah che bella la vita del musicista…

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  17. Seren permalink
    22 maggio 2013 14:35

    Grandissimo report, grande “giornalista”…

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  18. 24 maggio 2013 12:23

    Guardali loro che si incazzano come belve quando tocchi la loro band del cuore! Ma poi ancora non avete capito che metal skunk non è metal-italia?? Bargone e compagnia bella dicevano quel cazzo che li pareva anche quando la rivista usciva in edicola e doveva vedere di vendere copie… figurarsi ora che siamo su un blog seguito da noi 4 sociopatici!! Ancora con ste storie…ULTIMII

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