Tag Archives: esteti e cultori del bello

Avere vent’anni: VITALIJ KUPRIJ – Extreme Measures

In realtà avrei voluto scrivere per il ventennale di High Definition, ma ahimè, è passato quel mese dell’anno scorso ed io, cimentato in chissà quale ero(t)ico ardimento, ho perso l’occasione per buttarci sopra qualche centinaio di caratteri a caso. Sappiate comunque che High Definition è il più bel disco di roba strumentale neoclassica che sia mai stato dato alle stampe,

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Avere vent’anni: JOE SATRIANI – Crystal Planet

Tra i vari guitar heroes che mi hanno allietato l’adolescenza, Satriani è sempre stato quello che meno ha incontrato il mio personalissimo gusto, per quanto potesse comunque piacermi molto. Ovviamente la stragrande maggioranza di voialtri testoni starà pensando che non capisco un cazzo (vero), oppure “chi cazzo è Cesare Carrozzi?” (già, chi stracazzo sarà mai?), o magari che devo morire

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ROYAL HUNT – Cast in Stone

I Royal Hunt per certi versi mi hanno sempre ricordato un po’ gli Skylark, però capiamoci bene: non mi riferisco alla tecnica o alla qualità intrinseca di questi quattordici album che hanno tirato fuori in tot anni di carriera, perché ovviamente tra gli Skylark e questi fresconi danesi da questo punto di vista c’è un abisso infinito ed incolmabile. No, è

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Avere vent’anni: YNGWIE J. MALMSTEEN – Concerto Suite for Electric Guitar and Orchestra

Concerto Suite for Electric Guitar and Orchestra è, di gran lunga, il disco più immaturo e pacchiano che abbia mai tirato fuori Malmsteen. Ricordo che a vent’anni mi piacque abbastanza (tanto che presi anche il successivo dvd registrato dal vivo con la New Japan Philarmonic Orchestra) ma mai quanto i dischi di Yngwie propriamente elettrici, che ovviamente sono su tutt’altro

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