Quel topic sull’assolo di basso degli Skylark

Quanto sto per raccontare appartiene alla Storia, alla Mitologia e anche alla Teogonia dell’internet metallaro in Italia. È una storia che si tramanda ormai da vent’anni, che ha le radici in un tempo lontano e i cui dettagli vengono via via esagerati o travisati da chi non c’era ma fingeva di esserci. Perché essere stati testimoni diretti di quanto accadde vent’anni fa vuol dire essere parte della Leggenda, aver avuto il privilegio di vedere l’ἀρχή svolgersi sotto i propri occhi. Ma la maggior parte di coloro che c’erano ora probabilmente non frequentano più internet, oppure – orrore! – non ascoltano più metal; e credetemi che, considerando i soggetti coinvolti, quest’ultima opzione non è così peregrina.

Iniziò tutto con una recensione. Una piccola, umile, semplice recensione su un sito nato da poco ma che era già diventato un punto di riferimento per alcuni appassionati di musica che avevano già la fortuna di avere un collegamento a internet. Il sito si chiamava Metal.it, ed è tornato a chiamarsi così dopo un paio di cambi di nome nel mezzo. In quei tempi remoti internet non aveva nulla a che vedere con ciò che è adesso: non era un fenomeno di massa, non c’erano social network, non c’erano zie, vicini di casa o colleghi di lavoro che si facevano gli affari tuoi: era incredibilmente simile a quelle utopie cyberpunk in cui la rete rappresentava l’unica dimensione in cui si poteva essere realmente liberi di dire o fare tutto ciò che ti passava per la testa, senza il rischio che Selvaggia Lucarelli facesse uno screenshot delle tue frasi sessiste per sputtanarti in pubblica piazza. E anche le recensioni erano molto più libere: se un disco ti faceva schifo, scrivevi che il disco ti faceva schifo, anche perché le case discografiche non ci badavano molto, dato che per loro internet era poco più che un giochino per nerd e quello che era importante era ciò che si scriveva sulle riviste.

Insomma, in un bel giorno del 2001 Metal.it pubblicò la recensione del nuovo disco degli Skylark, per l’appunto The Princess’ Day, a firma di una sua collaboratrice. La recensione è ancora online, quindi potete leggerla nella sua versione originale, ed è una stroncatura alla vecchia maniera, di quelle senza possibilità di appello. Fin qui tutto normale: di stroncature era pieno il web, ieri molto più di oggi. Quello che caratterizzava quella recensione era però il finale, in cui la collaboratrice si accaniva sull’assolo di basso del pezzo Another Life, assolo che si concludeva con una nota che sempre la suddetta collaboratrice definiva “stonata”. Ora mi preme di specificare una cosa molto importante che riporterò in grassetto:

Non posseggo le competenze per sapere se quella nota fosse stonata o meno. Non sono un musicista e non ho le conoscenze né teoriche né pratiche per capire se la collaboratrice avesse ragione oppure torto, quindi non ho alcuna intenzione di esprimermi in merito. Questo articolo non vuole essere un processo a quella nota o a quella recensione, ma ha semplicemente l’obiettivo di riportare un episodio che è stato originato da quella recensione. Chiunque volesse farsi un’opinione può ascoltare il pezzo linkato qui sotto, su cui peraltro non posseggo i diritti e che sono pronto ad eliminare su richiesta dei legittimi titolari dei diritti d’autore.

Insomma, nel momento in cui quella recensione venne messa online se ne iniziò subito a discutere in chat (sulla piattaforma mIRC, ma che ne sanno i 2000): del resto gli Skylark all’epoca erano un gruppo abbastanza noto nell’ambiente, e poi una stroncatura scatena sempre discussioni. Dopo qualche giorno, però, sul forum di Metal.it apparve un topic, aperto da non mi ricordo chi, dal titolo Skylark: Another Life – l’assolo.

Qui prese forma il Mito. Il forum di Metalit era probabilmente il più grande tra le comunità online metallare dell’epoca, ed era frequentato da svariati musicisti ed esperti di tecnica musicale che commentarono in vario modo la cosa. Il topic iniziò da subito a tendere verso l’infinito, con una sequenza di messaggi tutti incentrati su quella ormai famosa nota. La tendenza, comunque, era di dare ragione alla collaboratrice, se non fosse per un utente in particolare, peraltro amico personale di alcuni membri della band, che prense a difendere a spada tratta la band da qualsiasi accusa o insulto.

A un certo punto accadde l’imprevedibile. Due membri degli Skylark, nello specifico il lider maximo e il bassista (cioè i due più direttamente coinvolti) intervennero sul topic, probabilmente chiamati dall’utente di cui sopra. Vi lascio immaginare i toni con cui i due fronti hanno da subito iniziato a rivolgersi l’un l’altro. Il dialogo è facilmente riassumibile così:

“Quella nota è stonata”
“Non è stonata, è un cromatismo jazz
“Che c’entra il jazz col power metal? Vi state arrampicando sugli specchi”
“C’entra perché noi scriviamo quello che ci pare, non c’è alcuna regola fissa da seguire”

Una tribute band alle prese con la riproposizione dell’assolo

Quindi la tesi “difensiva”, chiamiamola così, era che quella nota era un cromatismo jazz, cioè una scelta musicale che ha senso nel contesto di una composizione jazz e assolutamente inedita nel power metal; quindi, in definitiva, una arditissima sperimentazione che non era stata capita dalla collaboratrice di Metal.it prima e dagli utenti del forum poi, troppo ottusi e legati a schemi tradizionali. La tesi “accusatoria” invece era semplicemente che quella nota gli era uscita stonata e basta.

La discussione continuò ad andare avanti per un migliaio di pagine (ogni pagina aveva se non sbaglio venti o trenta post, quindi fate i calcoli), prolungandosi per più di un mese con una frequenza di aggiornamento degna di una chat. Tra i detrattori della band si distinse sin da subito un gruppetto autodefinitosi degli “esteti e cultori del bello”, fondamentalmente riccardoni presi bene dal progressive e dallo sbrodolamento tecnico, che passavano le giornate a scrivere post lunghissimi sul perché quella nota fosse stonata, con tanto di pentagrammi. Avevamo tutti troppo tempo libero, lo so. Dal canto loro i membri della band rispondevano minacciando querele. Io avevo scritto qualche post “serio” all’inizio, ma dopo una settimana di ragionamenti e pipponi decisamente specifici, su cui questi si scannavano e facevano sangue amaro, entravo nel topic una volta al giorno semplicemente per scrivere il seguente messaggio:

“Avete rotto il cazzo.”

Ma tutti loro, incuranti del mio infastidito disprezzo, continuavano a dibattere, e dibattere, e dibattere. Ad un certo punto presero a voler dare forza alle proprie affermazioni tirando fuori studi, certificazioni ed esperienze in ambito musicale (“Ho ragione io, sono diplomato in conservatorio”; “Dilettante, io ho un master in oboe e quindi ho ragione io”; “Io ho fatto uno stage alla Filarmonica di Londra, che ne sapete voi!”); una volta esaurito questo filone, si è passati, per qualche motivo, alle competenze dei parenti (“Mio fratello suona alla Scala!”; “Mio zio è primo sassofonista al Bolscioi!”; “Mio cugino era amico di von Karajan!”), continuando ad aumentare il numero dei post in maniera sempre più vertiginosa.

Così! Così! Eccola! Senti la potenza! Di’ a tuo cugino che è questa la nota che ci vuole!

Un altro punto di svolta della discussione fu quando qualcuno dei sostenitori degli Skylark (o forse uno degli Skylark stessi, non ricordo) sfidò i detrattori a provare a suonare quell’assolo, in quanto sarebbe stato troppo difficile per essere riprodotto alla stessa maniera. Non l’avesse mai detto. Il gruppo degli esteti iniziò a organizzarsi per vedersi dal vivo e risuonare tutto l’assolo, anzi no, tutta la canzone, anzi no, tutto il disco, in una ipotetica surreale jam session tra un numero indefinito di utenti del forum di Metal.it che avrebbe fatto sbiancare di paura i Grateful Dead. La cosa purtroppo non è mai avvenuta, ma credetemi, sarebbe stata epica. Ma non fu quello l’unico motivo per cui i partecipanti volevano vedersi dal vivo, perché ad un certo punto si passò anche alle minacce – anche quelle molto frequenti in un’epoca in cui internet non aveva regole, era una cosa nuovissima e quindi era parecchio semplice insultarsi pesantemente sul piano personale, tanto non sarebbe mai intervenuta alcuna polizia postale od osservatorio sull’odio online a processarti per qualcosa detta su un forum.

È passato troppo tempo per ricordarmi tutti gli aneddoti, purtroppo. Ho chiesto ad altri gloriosi utenti dell’epoca se si ricordassero qualcosa di particolarmente gustoso, ma appunto: è passato troppo tempo. Ho anche chiesto a Gianluca Grazioli, che all’epoca era moderatore del forum, se quella prima incarnazione del forum sia ancora reperibile da qualche parte, ma purtroppo no. La cancellazione di quel forum è un danno all’umanità paragonabile alla presa di Costantinopoli nel 1453 o all’incendio della biblioteca di Alessandria.

La distruzione dei server del primo forum di Metalit

Tutto questo, amici, è avvenuto per una sola nota. Una innocente, singola nota. Nota che – ribadiamo – non sappiamo se fosse stonata o meno, né ci interessa. Ciò che è davvero importante è che in quel momento si scrisse la Storia, e che chi ha partecipato a quella discussione ha sviluppato gli anticorpi contro qualunque discussione online. Come si fa a prendere sul serio il coglioncello che cerca di attaccare briga su Facebook quando vent’anni fa sei rimasto invischiato in “Skylark – Another Life: l’assolo”?.

Questo è ciò che è avvenuto. Ora sapete tutto anche voi. E se qualcuno tra quelli presenti all’epoca leggerà questo umile articolo, scriva tra i commenti quello che si ricorda. Dopo vent’anni, peraltro, sarebbe fantastico se i partecipanti di allora si ritrovassero adesso dal vivo: magari dopo una rissa come si deve si potrebbe finalmente fare una gigantesca jam session per risuonare tutti quanti Another Life. (barg)

12 commenti

  • Ho sempre evitato, già ai tempi, di frequentare forum metal perché erano(immagino lo siano tutt’ora) un concentrato di disagio e sfiga senza scampo. Non riesco ad immaginare i contenuti dell’eventuale querela, purtroppo

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  • Lorenzo Centini

    Concentrarsi su una nota quando fa schifo tutto il resto…

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    • quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito
      certo, nell’ambito delle atrocità degli Skylark quella è ancora secondaria… rispetto a, non so, un Rufus

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  • E comunque la copertina di ‘The Princess’ Day’ è spudoratamente S E S S I S T A. Vorrei discuterne ampiamente e in modo argomentato con chi non la pensasse come me (quegli imbecilli ottusi cavernicoli), meglio ancora con qualche membro della band, così da farlo ravvedere.

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  • anche io c’ero, confermo e sottoscrivo ogni parola di questo geniale articolo. E ricordo anche i commenti “Avete rotto il cazzo.”
    Quel che non ricordavo era quanto facessero schifo gli schailarc

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  • Beh ricordo, ma mi ero rotto il cazzo quasi subito, Antonini e Brodo sugli scudi a difendersi e minacciare querele, orde di assatanati che impazzivano si quel brano. Io avevo da poco la connessione (qualche mese) e avevo una paura fottuta di iscrivermi da qualsivoglia parte, che ne so all’epoca pensavo che Internet mi rubava l’anima… :). ma mi ricordo quel thread. La mia opinione? Tra le tante cose che han fatto gli skylark concordo col Bonzo, forse l’assolo di basso era l’ultimo dei loro problemi. Ma va beh era stonato? No, per almeno un buon 90-95%. Ogni tanto ci scappava la notina ab cazzum ma c’è solo un punto verso la fine dove in effetti si sente che molto banalmente il buon bassaro canna la scala di riferimento e via…ma si tratta davvero di poca cosa. Indi non credo sia sto cazzo di cromatismo ma una banalissima diteggiatura sbagliata di qualche scala. Quindi in definitiva tutto sto bordello per una diteggiatura fatta alla cazzo….

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  • Incuriosito dal post mi sono ascoltato per la prima volta la canzone (e la band): sarà che mi sono abituato alle dissonanze a furia di ascoltare certo HC ma a me il fatto che l’assolo verso la fine suoni stonato piace anche, dà un tocco di decadenza, di disfacimento. in ogni caso la canzone è terribile

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