Category Archives: Recensioni

Frattaglie in saldo #45: hello from the Bandcamp gutter

  Cari ventiquattro lettori (anche se mi dicono dalla regia che ultimamente sono diventati venticinque o ventisei), oggi passiamo in rassegna, ancora una volta, gruppi ed etichette che si nutrono e sguazzano nel principale contenitore di musica underground, ovvero Bandcamp. Chi si ricorda anche minimamente le cose che ho scritto in passato su queste pagine, probabilmente rammenterà un’etichetta polacca a

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Interno di un convento: FVNERAL FVKK – Carnal Confessions

Ancora scottato dalla delusione inflittami dall’irrisolto ritorno dei Crypt Sermon, ho trovato inatteso ricetto nell’Epic Pastoral Doom Metal dei Fvneral Fvkk, tra odore d’incenso, suore lascive uscite da un film di Massaccesi ed erezioni malamente nascoste da paramenti clericali. Signori, se questo non è il disco doom dell’anno (il ritorno dei Saint Vitus è, come ovvio, fuori concorso), poco ci

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Recuperone metallo tetesco 2019: RUNNING WILD, STORMWARRIOR, FREEDOM CALL

È uscito un nuovo EP dei RUNNING WILD! e noi siamo contenti per definizione. Poco importa dell’effettiva resa del disco in sé: non ce ne frega un cazzo. L’importante è che i RUNNING WILD! continuino ad esistere e che da qualche parte tra i barbecue della Germania Magna continui ad esserci Rock’n’Rolf con la bandana in testa e la chitarra

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Musica di un certo livello #34: ASTROPHOBOS, BELENOS, BLUT AUS NORD

Buona annata per il black metal, si diceva. Per quanto mi riguarda il giudizio positivo, che confermo, è fortemente condizionato dalle buone/ottime uscite discografiche dei tre gruppi di cui vi vado parlando. Iniziamo dagli ASTROPHOBOS dal black metal di matrice decisamente dissectioniana. Quando mi capita per le mani un esordiente di questa caratura, o comunque un gruppo fresco come nel

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Fuori tempo massimo: KONKHRA – Alpha and the Omega

I Konkhra sono il caso di scuola di band che sarebbe potuta arrivare piuttosto in alto se solo l’ego del suo leader non avesse mandato tutto a puttane. Spit Or Swallow (del quale ci siamo colpevolmente dimenticati nell’edizione ’95 dei Mondiali del Metallo) fece un botto discreto, sia di critica che di pubblico. Il disco metteva a fuoco alcune intuizioni

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