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Avere vent’anni: SLAYER – Undisputed Attitude

25 maggio 2016

undisputedattitude

All’inizio era stato annunciato con il titolo Selected & Exhumed e doveva contenere riedizioni di classici dell’hard rock. Deep Purple, Judas Priest, UFO e così via. Tom Araya voleva addirittura infilarci qualcosa dei suoi amati Doors. “Avevamo pensato a ‘When the music’s over’ o ‘Five to One’, roba del genere”, spiegò il cantante, “provammo vari pezzi ma la verità e che semplicemente non funzionavano. Allora abbiamo iniziato a suonare i brani che sono poi finiti sul disco”. Un disco che a distanza di vent’anni conserva ancora il primato indiscusso (undisputed, appunto) di miglior album di cover della storia dell’heavy metal. La scaletta finale venne quindi fuori in studio, su input di Kerry King e Jeff Hanneman, che aveva trasmesso al compare la passione per il punk/hardcore. “A metà anni ’80, stavo uscendo dalla roba come Maiden, Priest, Zeppelin eccetera e mi stavo avvicinando al punk. Iniziai a far avvicinare anche gli altri ragazzi e fu così che diventammo più veloci e aggressivi“, raccontò Jeff in una vecchia intervista a Knac. Finiscono nel mucchio pure due canzoni, Can’t stand you e D.D.A.M.M. risalenti a un progettino messo su per cazzeggio da Hanneman con Dave Lombardo e Rocky George dei Suicidal Tendencies, tali Pap Smear, nei tempi morti prima dell’incisione di Hell Awaits. “Avevamo tonnellate di pezzi ed eravamo pronti a registrarli, poi Rick Rubin mi chiamo è mi disse: ‘Non farlo, ragazzo, questo è il genere di cose che sfascia le band”. Risposi: “Hmmm… Mi sa che hai ragione!“, ricostruisce ancora la buonanima, confessando di aver più volte riciclato in futuro riff risalenti all’effimero progetto. Senza i Pap Smear non avremmo mai avuto Reign In Blood, quindi? Chissà.

Per quanto i membri della band abbiano più volte giurato che si fosse trattato di una caso (ancora Jeff: “Fu percepito come una reazione ma era stato pianificato da tempo“), Undisputed Attitude non avrebbe avuto la stessa risonanza se la sua uscita non avesse coinciso con l’apice delle fortune commerciali del pop punk all’acqua di rose dei vari Green Day e Offspring, fenomeno verso il quale gli Slayer non avevano mai nascosto il loro totale disprezzo. Con When I come around e Self esteem che impazzavano in classifica, era impossibile non pensare che il messaggio fosse più o meno: “Pensate che quella merda per ragazzine sia punk, mocciosi piscialetto che non siete altro? Ve lo fanno sentire gli SLAYER che cos’è il punk, inutili teste di cazzo“. Con questo spirito strafottente furono selezionate le tracce. Non c’è nessuna velleità antologica, al massimo il compiacimento nel dimostrare di essere comunque superiori a tutti anche nel cazzeggio. Mr. Freeze dei Dr. Know entra giusto perché il riff iniziale era uno di quelli che Jeff usava in sala per provare i volumi e a Tom faceva ridere cambiare il verso “Mr. Freeze is happy as he took his head in hands” in “I am so fucking happy as I kick your face in laughs“. Così I Wanna be your dog diventa I’m gonna be your god, (nessuno lì in mezzo era fan degli Stooges, spiegarono, però, hey, era una delle canzoni preferite di Sid Vicious) e su Guilty of being white Araya canta Guilty of being right, sulla carta per evitare accuse di razzismo. Araya sostenne inoltre che, non essendo lui bianco ma ispanico, non poteva certo cantare il testo originale. In realtà è un’ulteriore provocazione: Guilty of being right può essere tradotto come “colpevole di essere di destra” e Dittohead, uno dei singoli di Divine Intervention, non era stata presa proprio benissimo da alcuni fan, dato che il suo testo era un inno alla legge e all’ordine in stile ispettore Callaghan (The legal system has no spine/ It’s corroding from inside/ Slap your hand you’ll do no time). Forse uno dei pochi a cogliere fu proprio quel pesantone di Ian MacKaye, che si disse “offeso” dalla rilettura. Incidi una cover dei Minor Threat e fai incazzare il loro ex cantante e ideologo. Più punk di così. Più SLAYER di così.

Undisputed Attitude venne apprezzato più dal pubblico hardcore che da quello metal generalista. Sarà stato anche questo un caso ma è a partire dalla fine degli anni ’90 che la nuova generazione HC americana inizia a incorporare dosi di thrash metal sempre maggiori nel proprio suono (si pensi ai gruppi più irregolari del catalogo Victory, tipo gli Acme). A un certo punto qualcuno si inventò addirittura l’etichetta “slayercore”. Ancor oggi capita di leggere, invece, articoli su siti di settore, soprattutto Usa, dove il disco viene definito come “un passo falso” o peggio. Bah. A me fece subito un’impressione incredibile e lo ascolto sempre spesso, sicuramente molto più spesso di qualunque cosa sia uscita successivamente a nome Slayer. Le prime due tracce, quattro pezzi dei Verbal Abuse concentrati in tre minuti e mezzo, suonano ancor oggi come Mike Tyson che con una mano ti prende a schiaffi e con l’altra ti tiene per il collo, impedendoti di respirare. Richard Hung Himself dei D.I. sembra essere stata scritta per essere coverizzata dagli Slayer, che spingono la loro rabbia ferale e il loro nichilismo arrogante a livelli di parossismo sentiti raramente anche sui loro stessi album. Da un certo punto di vista, l’ultimo vero capolavoro della band è questo. (Ciccio Russo)

22 commenti leave one →
  1. bonzo1979 permalink
    25 maggio 2016 09:14

    “le cover anni ’70 non funzionavano”. domanda a voi: la cover che hanno fatto di “born to be wild” non è uno spettacolo assoluto???

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    • 25 maggio 2016 09:21

      Non mi piace granché, così come non mi piace quella di In A Gadda Da Vida. Sono pezzi che vengono appiattiti e non esaltati dal trattamento Slayer. Certo, sarebbe interessante capire come intendevano arrangiare ‘Five To One’.

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      • bonzo1979 permalink
        25 maggio 2016 09:27

        la loro in a gadda da vida non piace neanche a me in effetti. ho risentito questa prima di rispondere: personalmente non mi pare appiattita… de gustibus d.s. comunque

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  2. chinottorebel permalink
    25 maggio 2016 10:02

    Cambiare titolo ai Minor Threat è una zozzeria insuperabile.Comunque, una nemesi divina esiste perché poi molti gruppi HC che si sono appropriati dei riff slayeriani, tipo i Morning Again, che amo follemente, erano tutto salvo che di destra, e mi ci trovo assai più a mio agio che con i testi degli Slayer. Politicamente schieratissimi, musicalmente slayerissimi. Su “Undisputed” posso solo dire: porca puttana, porca puttana, un disco, un missile.

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    • 25 maggio 2016 12:49

      Sì, finirono per influenzare soprattutto il metalcore (quando questa parola non indicava l’immondizia alla Bring me the horizon) di area anarco-straight edge. Io gli Slayer li sento pure in roba come i tardi Snapcase, ma magari sono matto io. Gli Slayer non sono sicuramente un gruppo di “liberal” ma non ha manco senso considerarli schierati, in fondo i testi più “politici” che hanno scritto sono quelli anti-Bush di ‘Christ Illusion’ e ‘World Painted Blood’ e parliamo pur sempre di una band che ha come frontman un cattolico praticante che sul palco canta di essere l’anticristo.

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  3. Cattivone permalink
    25 maggio 2016 10:24

    Penso che questo sia l’unico disco degli Slayer che non sono mai riuscito ad ascoltare per intero. Questione di gusti per caritá, io e l’hardcore proprio non andiamo d’accordo, anche l’ultimo disco riesco ancora a tenerlo di sottofondo, mentre questo mi dá proprio “fastidio”.
    Ricollegandomi al commento di Ciccio poco sopra neanche io apprezzo molto le loro cover; l’unica che mi piace davvero é Dissident Aggressor.

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  4. cultistapazzo permalink
    25 maggio 2016 10:44

    disco fondamentale nella mia crescita musicale, mi ha fatto capire che il punk mi fa schifo a prescindere, anche se a suonarlo è il mio gruppo preferito.

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  5. Andrea permalink
    25 maggio 2016 11:57

    Suonerà come una bestemmia, ma questo è l’album che ho più consumato degli Slayer. Comunque i migliori cover album per me sono quelli di Barnes

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  6. 25 maggio 2016 12:39

    Che album!
    Mai avrei pensato mi potesse piacere un album degli Slayer totalmente HC in quegli anni… e invece mi piacque parecchio. Penso che il merito però sia stato di “Negatron” che l’anno precedente mi aveva accuratamente sturato le orecchie, aprendo la strada per quel tipo di sonorità.
    Poi, vabbé, “Negatron” è su un altro pianeta, ma anche “Undisputed Attitude” lo custodisco gelosamente!

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  7. 25 maggio 2016 12:50

    Ho il teschio dell’inlay tatuato sulla coscia piu una webzine tirata su insieme alla mia donna chiamata undisputed attititude.ci ha preso abbastanza in effetti. Tra le altre cose abbiamo il vinile della versione jap con due tracce si suicidal e gbh ingiustamente levate nel resto del globo

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  8. Luca permalink
    25 maggio 2016 14:27

    “Con When I come around e Self esteem che impazzavano in classifica”

    Mai piaciuti gli Offspring e quella roba lì. Però, cazzo, i Novanta. .. mi viene nostalgia pure delle classifiche di allora. Il paragone con oggi è impietoso.
    Undisputed colonna sonora della vita. Poco altro da dire.

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  9. 25 maggio 2016 14:37

    Ce l’avevo, l’ho venduto. Forse perché preferisco le versioni originali (dei pezzi che conosco, almeno); comunque non si può negare che gli Slayer abbiano grossi (de)meriti nell’aver indicato (ricordato?) a orde di metallari che esiste anche l’hardcore. Resta la distanza inconciliabile tra le due mentalità e visioni del mondo, ma musicalmente l’unione è ed è sempre stata feconda.
    Memorandum a El Greco: tra poco è giugno, e a giugno usciva “Supershitty To The Max!”…

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  10. sergente kabukiman permalink
    25 maggio 2016 17:28

    “le punk band di oggi sono sugli stessi canali tv e radio che le vere punk band hanno sempre combattuto”, così disse hanneman. questo disco lo comprai da ragazzino e non sapevo neanche si trattasse di cover dato che non conoscevo i nomi degli slayer, altro che encyclopaedia metallum! disco bellissimo e di una violenza assurda, una vera gemma!

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  11. luca permalink
    25 maggio 2016 17:28

    si d’accordo, bel disco, ma chiamarlo “undisputed attitude” e poi cambiare i testi per non urtare quattro bigotti benpensanti e un pugno di giornalai con le mestruazioni perenni mi pare un ENORME controsenso. Ne mina completamente le basi dell’operazione, soprattutto in campo HC.
    Per carità, i risultati gli danno ragione, gli Slayer sono delle superstar che pure oggi continuano a vendere, nonostante pure le musiche siano scadute in modo imbarazzante.

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    • 25 maggio 2016 18:58

      Rimango dell’idea che si fosse trattato di una provocazione, né credo, sinceramente, che agli Slayer l’etica hardcore interessasse granché. Anzi, gli Slayer incarnano buona parte delle ragioni per le quali il pubblico metal e quello hardcore non si capiranno mai. Il che ci porterebbe a riflettere su come l’approccio nichilista del punk primigenio sia stato ereditato molto più dal metal che dall’hardcore. I Clash hanno portato l’impegno politico e la militanza. Ma a me piacciono i Ramones, che parlavano di mostri, guerra, psicofarmaci e ragazze. Sono proprio visioni del mondo diverse, come diceva qualcuno sopra.

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