Una famosa cover band dei Bathory ha fatto un pochino incazzare i Carcass

Fino a stamani avevo solamente una vaga idea che la Lituania fosse dalle parti della Polonia. L’altra sera ero a San Casciano e so benissimo dove è San Casciano, ma dovete perdonare le mie scarse competenze geografiche sul resto del mondo.

Ukmerge, in Lituania, ospita Kilkim Zaibu, un festival dedicato al metal estremo che in sua origine, un quarto di secolo addietro, vantava tra i più conosciuti i Nokturnal Mortum. Dopodiché il format ha spiccato, come si suol dire, il volo. Fermo restando che alla fine di questo mese (25-27 giugno) non mi recherò a Ukmerge, ma a lavorare, come tutte le mattine tranne questa, i Carcass hanno diffuso sui social un comunicato che la dice lunga sulla scelta degli headliner di cartello del celebre Kilkim Zaibu.

Vi leggo un po’ di nomi, poiché il piatto è veramente ricco: Hellripper, Possessed e Samael tutti in rapida successione sullo stesso palco – sì, anche lì ci sono più palchi – dopodiché, il giorno seguente, sul palco minore Skyclad e Blasphemy, sull’altro The Crown e Messa, e, l’ultimo giorno, tutti sul palco principale, Impaled Nazarene, Sakis Tolis per conto suo e come headliner i Carcass. Chi meglio di loro?

Meglio di loro, naturalmente, Dominika Volodina, alias Miss Lituania 2025

Spezzo una lancia in loro favore, intendo Carcass, non l’ultrafregna che state continuando a guardare mentre il testo andrebbe avanti ancora e ancora, perché a leggere il cartellone ha preso di nuovo a bruciarmi lo stomaco, un effetto che tutte le birre dei giorni precedenti non avevano minimamente alimentato.

I Carcass suoneranno da headliner nell’ultimo giorno, punto. Nessuno sopra di loro. Anche se in alcuni festival internazionali dopo l’headliner la musica continua, e salgono sul palco gruppi minori con una scaletta ridotta, in previsione di un pubblico che a quell’ora comincia a defluire, oppure partono i DJ set. Quindi non è mia assoluta preoccupazione il fatto che l’headliner debba essere tassativamente il nome che sta in fondo. In cartellone, però, leggiamo che il nome di massimo richiamo non sono i Carcass, accostati per importanza ai Samael in un ordine di catena alimentare che in fondo, ad esempio, cita i Dead Man’s Cross.

Nota a margine: quei geni dei Messa, essendo italiani, con la verticalità del loro logo, si sono presi due file.

In cima c’è la chiacchierata cover band dei Bathory, d’esperienza oramai ventennale, chiamata Blood Fire Death. E così è pure sul sito ufficiale del festival, laddove l’ordine di presentazione recita, però, Blood Fire Death, Carcass, Messa e infine Samael.

Leggere Blood Fire Death grossissimo un gradino sopra Carcass ha suscitato nei deathster inglesi, che la musica l’hanno composta loro, e che con quella musica hanno fatto la storia, la reazione che potete leggere in foto. Stupendo anche il primo commento messo in risalto da Facebook, di Daniel Poulsen, “almeno non è una cover band dei Carcass”. Non voglio con questo sminuire i nomi che suonano lì dentro, ne riconoscerete certamente qualcuno nell’altra fotografia, perché, sebbene alcuni di loro siano palesemente invecchiati, Nergal continua a avere l’aspetto di Nergal un po’ come Cristiano Ronaldo continua a avere quello di Cristiano Ronaldo. Troviamo il cantante dei Watain, Ivar degli Enslaved, Blasphemer, e sempre in casa Aura Noir troviamo Apollyon, chiudendo con Faust che nel frattempo non ha fatto fuori più nessuno.

Poi ci sono gli ospiti. Questi furbacchioni hanno capito che possono raddoppiare il richiamo portando sul palco della gente che ha un fattore calamitante ancora superiore, e l’hanno fatto. Tanto li tengono lì sopra per un pezzo o due, un po’ come quando vai a vedere un film solo ed esclusivamente perché c’è Colin Firth, ma dopo due minuti lo ammazzano e capisci che il protagonista sarà un cazzo in culo di signor nessuno. I Blood Fire Death ospitano niente meno che Gaahl, Nergal, Attila e poi Grutle Kjellson sempre dagli Enslaved. Ma sapete poi chi ospitano? Frederick Melander, il primo bassista dei Bathory, quelli veri, proveniente dalla storica formazione a tre che era completata da Jonas Akerlund. Frederick Melander e Jonas Akerlund sono pure cugini.

Altra nota a margine: Frederick Melander ultimamente si sta infilando un po’ dappertutto: è membro ufficiale nei Mefisto, svedesi, che non hanno combinato pressoché niente negli anni Ottanta ma si sono rimessi a comporre musica con grande impegno negli anni recenti. E se lo sono ritrovato in casa. E poi è turnista dal vivo con gli Tsjuder, dei quali a suo tempo comprai il debutto Kill for Satan.

Quindi chi fa i chilometri per andare a vedersi i Blood Fire Death in Lituania fa i chilometri per questa all-star band che a tutti gli effetti è però una cover band. E il nome di cartello, di massimo richiamo, sono loro, la cover band. Non i Carcass. Probabilmente questo sarà il futuro dei festival, e un giorno ci saranno musicisti che riproporranno questo o quell’altro album integralmente in onore di tempi si componeva musica migliore e si guadagnava con musica migliore. Oggi, come questo ha fatto riflettere, sorridere e probabilmente un po’ incazzare i Carcass, questo ha fatto altrettanto a me. In attesa che questi furbacchioni scandinavi buttino sul palco pure la salma di Quorthon. (Marco Belardi)

14 commenti

  • Avatar di nxero

    Sempre meglio, devo dire.

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  • Avatar di mark

    …è anche vero che gli organizzatori sono baltici , pertanto essere scemi non è una opzione ma uno standard di partenza.

    Se fossero stati furbi non sarebbero stati accecati dal “logo Bathory” e sopra tutti avrebbero messo i Carcass che praticamente hanno inventato un genere intero, se non un paio. Oppure gli altrettanto meritevoli Samael e Possessed…

    Ma alla fine parliamo di popoli, i baltici, che hanno passato gli ultimi 10 anni a pigolare contro Mosca in ogni istituzione europea per poi eleggere una miss lituania di etnia russa…

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    • Avatar di rujo

      mi permetto, vivendo coi baltici e nei baltici da 10 anni a questa parte, di rispondere.

      Penso faccia davvero tanto comodo col culo al caldo in occidente fare i commenti sul “pigolare contro mosca” quando non si conosce la storia di chi ha vissuto secoli di oppressione e tentata assimilazione culturale.

      Poi, non nego che anche loro possano marciarci ed essere paraculo in certi frangenti, visto che fino al 2022 coi russi facevano affari senza particolari scrupoli – ma porre che siano “scemi come standard di partenza” mi pare quantomeno irrispettoso verso la storia di popoli che hanno sofferto decenni di deportazioni e il sistematico annichilimento di ogni élite culturale.

      Chiaro sia molto facile il giudizio sprezzante, ma a volte anche fermarsi a riflettere potrebbe non nuocere.

      chiaro eh, se poi sei un illuminato che vede la verità del cremlino contro le menzogne dell’Occidente, ho appena perso un quarto d’ora della mia vita per nulla, ma tant’è.

      buona vita!

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      • Avatar di mark

        Si in effetti il culo al caldo ce l’ho ma proprio perchè non abito in occidente, bensì dove il gas da riscaldamento costa 40euro al mese per un appartamento da 90 metri quadri e dove con la stessa cifra fai il pieno dell’auto. Tu magari sul Baltico in inverno stai in casa col maglione, le mutande di flanella e le pantofole di lana per non buttare metà dello stipendio in riscaldamento. Un po’ come in Italia. Bello il progresso a pagare l’energia il doppio perchè così hanno deciso oltremare, ma tant’è.

        E comunque il mio era un giudizio volutamente superficiale per un commento su un sito di musica, derivante dall’avere (purtroppo) avuto a che fare con gente di quelle parti. Scusa ma non mi metto a fare il serioso su un sito di musica a parlare di deportazioni, oppressioni e simili, a prescindere che le abbiano subite i baltici il secolo scorso o gli slavi in Livonia molto tempo prima.

        Buona vita pure a te! e prendi le cose un po’ alla leggera se puoi, l’umore ne guadagna.

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  • una 44 Magnum per l'ispettore gallagher
    Avatar di una 44 Magnum per l'ispettore gallagher

    https://metalshock.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/04/unnamed.jpg

    D’accordo non è un festival ma l’andazzo è quello

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  • Avatar di Bacc0

    Questo possiamo pure prenderlo come l’ennesima dimostrazione del fatto che il metal è clinicamente morto da circa 25 anni. Con buona pace di chi sostiene il contrario affermando che no, oggigiorno escono un sacco di dischi bellissimi di band assolutamente imperdibili ecc..ecc… Si, come no.

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  • Avatar di oldmaniac

    A (s)proposito, qualcuno sa quanto può valere il cd di Nordland 1 autografato da Quorthon?

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    • Avatar di Fanta

      Al momento su discogs l’ultima vendita della tua versione (autografata), fatta a gennaio 2026, ha incassato sui 17 euro. Ma non so quanto faccia testo la cifra, perché poi gonfiano le spese di spedizione

      È comunque difficile trovarlo al momento, perché non ce ne sono altre copie in vendita lì. E anche altrove non è facile reperirlo. Se sta in ottime condizioni per me qualcuno 30/35 euro li sgancia. Sempre che tu voglia venderlo ovviamente.

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  • Avatar di Old Roger

    Parlando dei Mephisto , mi ricordo un rubrica su grind zone in cui venivano setacciati i gruppi “cult” della scena Scandinava .Tolto il fatto che per finirci dentro bastava aver fatto un demo di un paio di pezzi registrato in salotto , mi sono sempre chiesto se i gruppi fossero davvero esisti o se li fossero inventati i redattori al momento…Al netto della questione , fossi stato i Carcass mi sarei incazzato non poco anch’io , ma immagino che il giorno del concerto il buon Jeff , farà sfoggio del suo corrosivo humor britannico. Triste constatare che questo genere è diventato più o meno una barzelletta… Capiscono non vi piacciono negri , ebrei , froci e comunisti ma neanche i baltici adesso ? La loro bella divisone SS c’è l’avevano…cmq complimenti alla miss , Russa o meno e per quanto mi riguarda piazza rossa la possono asfaltare e farci un parcheggio

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    • Avatar di Ciccio Russo

      Però sono entrambe persone che vivono nei posti su cui litigano, quindi è comunque uno scambio che si pone nell’1% dei più costruttivi che trovi su internet sull’argomento. Non ricordo la rubrica che dici, erano le ultime annate?

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      • Avatar di Old Roger

        Guarda il nome della rubrica , non le lo ricordo , my fault. Come dicevo tiravano fuori gruppi assurdi. Qualcuno ne trovai sul libro sullo Swedish Death di Daniel Ekroth

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      • Avatar di Ciccio Russo

        Chiedevo proprio perché lo avevo comprato solo i primi anni (smisi quando iniziarono a stroncare sistematicamente tutto il death americano a prescindere) e non ricordo nulla di simile, quindi probabilmente era partita dopo

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  • Avatar di Silver

    io ho ancora il cazzo girato dal 2013, quando i SEMINALI Carcass fecero da spalla agli amon amarth.

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  • Avatar di Rik

    BFD visti 16 anni fa al Metal Fest di Mining, ma di quel festival ricordo solo il fango e i Bolt Thrower (ecco ad esempio loro potrebbero fare una cover band di sé stessi un po’ come hanno fatto i Morbid Angel e i Death, io tornerei a vederli anche se suonassero sulla luna). Tornando ai BFD anche all’ epoca erano in cima a tutti e annunciati come il santo graal dell’ heavy metal manco fossero i Sabbath: aspettative stratosferiche, palcoscenico stratosferico, atmosfera e adrenalina a mille e poi? Una cagata di concerto, verso la metà ci siamo spostati al secondo stage. Ma penso che quella line-up fosse totalmente diversa da quella che leggo ora, magari a sto giro fanno un capolavoro, magari ti suonano tutto The Return che ha 41 anni come me, io la sborserei una 50€ per vederlo…
    Comunque sì, il futuro dei festival metal è nelle cover band e bisognerebbe iniziare dai Motörhead, ci vedo bene Onkel Tom…

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