Category Archives: Recensioni

L’alternativa alla briscola al bar: RAGE – Wings of Rage

Essendo nato vecchio, come a volte mi hanno apostrofato certe brutte persone, uno dei crucci che ho sempre avuto riguardo l’intraprendere il mestiere di musicista è stato quello del progressivo ed inarrestabile avanzare dell’età anagrafica (oltre alla possibilità di entrate con almeno una parvenza, pure lontana, di stabilità), dubbi conclusisi con la ragionevole certezza che, se già sei poco convinto,

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Make war metal, not love: DEIPHAGO, IMPIETY e TEITANBLOOD

Quando è nata la locuzione “war metal” per indicare quel black/death sparatissimo a infima fedeltà ispirato a primi Beherit, Blasphemy e compagnia strepitante? Perché fino a non molti anni fa gli Angelcorpse erano considerati un semplice gruppo death metal e ora sono improvvisamente diventati tra i capostipiti del genere? Come è nata la faccenda degli occhiali da sole? Perché proprio

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È uscito un nuovo ep dei CIANIDE e dovreste proprio ascoltarlo

In giro dal 1988, veterani della scena estrema statunitense più ctonia, i Cianide si differenziarono sin dagli esordi dal suono floridiano nato nei Morrisound studios. Il loro intento dichiarato fu importare oltreoceano la lezione dei Celtic Frost, numi tutelari condivisi con gli Obituary. A differenza della band dei fratelli Tardy, la compagine di Chicago (città che ha dato i natali

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Tetrarchia unica via: DIOCLETIAN – Amongst the Flames of a Bvrning God

Il precedente Gesundrian fu a parere di un po’ tutti, incluso il sottoscritto, il miglior disco mai inciso da questi pazzerelloni neozelandesi, dal moniker ispirato al noto imperatore romano celebre per l’istituzione della tetrarchia (non capisco cosa ci sia di war metal nella tetrarchia, forse sui due piedi mi sfugge qualcosa). Peccato che quella formazione si fosse sfasciata subito dopo,

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Once upon a time in Norway #20 – Giochi per bambini, rituali per adulti

Dei Tusmørke ho parlato cinque anni fa in questa occasione. Non starò a ripetermi elogiando il progetto – approssimativamente descrivibile come un incrocio tra Circulus e Blood Ceremony, con un tocco di folk horror – ma un aggiornamento su di loro, alla luce del nuovo album Leker for barn, ritualer for voksne è davvero necessario. In un certo senso scopro

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