Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: AT THE DRIVE-IN – In/Casino/Out

Tutti dobbiamo la nostra educazione musicale a qualcuno. Chi al fratello maggiore, chi all’amico dai gusti raffinati, qualcuno magari al papà con una collezioni di vinili forse un po’ datata ma comunque fornita di quelle pietre miliari su cui poi costruire una crescita autonoma e personale. Io devo ringraziare un compagno di classe che mi ha salvato dagli abissi insondabili

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Avere vent’anni: VITALIJ KUPRIJ – Extreme Measures

In realtà avrei voluto scrivere per il ventennale di High Definition, ma ahimè, è passato quel mese dell’anno scorso ed io, cimentato in chissà quale ero(t)ico ardimento, ho perso l’occasione per buttarci sopra qualche centinaio di caratteri a caso. Sappiate comunque che High Definition è il più bel disco di roba strumentale neoclassica che sia mai stato dato alle stampe,

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Avere vent’anni: OPETH – My Arms, Your Hearse

Marco Belardi: My Arms, Your Hearse è l’album degli Opeth che segna – per la prima volta, ma sfortunatamente non l’ultima – un punto di rottura enorme nei confronti del precedente lavoro in studio. È radicalmente diverso da Morningrise non solo perché nasconde la forte componente folk degli esordi, ma soprattutto per il fatto che Akerfeldt dovette mettere un punto, e

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Avere vent’anni: IRON MONKEY – Our Problem

In questi giorni ho avuto una discussione col Messicano, in cui gli spiegavo che fino ai primi anni del duemila la mia diffidenza verso un genere musicale che egli adora, era pressoché altissima. Stavamo parlando dell’hardcore punk e lo giuro, da fanatico di un filone – il thrash – che esattamente da lì aveva imparato molto anzi moltissimo, trascurare Minor

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