Riti, magie nere e segrete orge: NEOPRIMITIVI – Il Sangue è Pronto

Allora, se io vi dicessi che un gruppo romano, di oggi, ha appena fatto uscire un disco ispirato direttamente a Riti, magie nere e segrete orge nel Trecento, la pellicola horror-erotica del 1973 di Renato Polselli, la metà di voi correrebbe immediatamente ad accendere le candele nere allo zolfo per prepararsi al Sabba. Però vi fermo subito: questo gruppo romano, i Neoprimitivi, non è per nulla (e il nome dovrebbe farvelo capire) discepolo di Jus Oborne e sodali. Anzi, qua, in questo Il Sangue è Pronto (che poi è una traccia sola divisa in “movimenti”) di chitarre elettriche ne trovate poche, sicuro non distorte come piace a noi. Però…

Però tanto noi ci siamo già cascati con un’operazione manco troppo distante. Anzi, per Nell’Ora Blu qua siamo usciti pazzi più o meno tutti, a parte i soliti bastian contrari. Certo che erano gli Uncle Acid & The Deadbeats e certo che dentro c’erano almeno due/tre pezzi di fuzz psych da manuale. Anzi, da cineteca. I Neoprimitivi però non seguono le tracce (insanguinate) dei Black Sabbath. Semmai dei Can, o dei Talking Heads. Ora non scappate, però, che pure io dei Talking Heads me ne faccio il giusto. Ok, bravi, sicuro, ma non sono la mia coppa di sangue. Già coi Can è diverso.

Comunque la storia sarebbe questa. I Neoprimitivi col nostro mondo non hanno (non avrebbero) molto da spartire. Come suono, almeno. Come immaginario non so, ma il fatto è che questi cinque musicisti romani (più una cantante polacca) si sono trovati a dover musicare la pellicola di Polselli e da lì sarebbe partito tutto. Perché musicarla? Non lo so, non è mica un muto. Certo, non è di quei film che ti ricordi per i dialoghi, per cui magari puoi fare a meno e alzare la musica, piuttosto. Manco per la sceneggiatura in generale te lo ricordi, il film di Polselli. Lo ricordi come uno di quei film senza capo né coda per cui, se poi devi infinocchiare qualcuno, usi parole come “autoriale” (non credo), “sperimentale” (mah…) oppure “psichedelico” (ecco…). Anzi, diciamolo, m’era parso brutto anche in un periodo in cui avevo la mia personale asticella del buon gusto persino più bassa di ora. E vi assicuro che è bassa. Diciamolo chiaro e tondo, Riti, magie nere et caetera et caetera è più o meno una zozzata. Ma una zozzata di quelle che piacciono a noi, e ritorniamo quindi a Jus Oborne, ai sacrifici umani, ai pentacoli. Poi, di questi tempi, parlare di culti occulti e sessualità perversa mette i brividi sul serio. Noi restiamo a livello di fiction, mi raccomando. A questo livello, buona parte de Il Sangue è Pronto funziona come Baal comanda. Dentro ci trovate le escursioni lounge (che fatte da Uncle Acid vi andavano benissimo, per cui non ci provate), passaggi dub e un omaggio spudorato proprio alla band di David Byrne. Quindi ok, mettiamo in chiaro anche questo. Il Sangue è Pronto non è affatto la riproposizione della colonna sonora di Gianfranco Reverberi. I Neoprimitivi fanno il loro disco, la loro “colonna sonora”, se vogliamo, e vanno per la loro strada. Ma perché dovrebbe interessarci?

Ci interessa perché quando (e questo avviene per almeno metà dei trentotto minuti di durata) a prevalere non sono né il funk, né il jazz freddo, i toni sono davvero cupi, ossessivi. In linea, credo, con le nostre aspettative (per lo meno con le mie). Anche se proviene dall’esterno, rispetto al nostro mondo. Passaggi synth raggelanti tra Badalamenti e Стук Бамбука В XI Часов (Stuk Bambuka V XI Chasov, ambient siberiano ai tempi di glasnost e perestroika). Sottofondi trip-hop cupissimi come i più cupi Massive Attack. Folklore meridionale, come un tappeto mistèrico su cui stendere poi elettricità (come facevano gli Osanna di Oro Caldo, ma con tutt’altra modalità). Un po’ di Goblin, sembra quasi di sentire a tratti. Litanie ossessive ed invocazioni pericolose. “Dove finisce l’uomo e quando inizia il suo Padrone”, ci si chiede a un certo punto. I suoi brividi li mette, il disco. Hauntologia nostrana, per certi versi simile (manco poco) a tutta quell’esperienza che sembra svanita nel nulla e che veniva chiamata “psichedelia occulta italiana”. Complessi come Squadra Omega, La Piramide di Sangue, Heroin In Tahiti. Compilation come Nostra Signora delle Tenebre. Si tornasse a parlare di italian occult psychedelia, si tornasse ad invocarla, avremmo di che divertirci anche noialtri, forse.

Solo una cosa vorrei chiedere direttamente ai Neoprimitivi, ora: coraggio ragazzi, ci vuole poco a fare fessi anche quelli come noi. Metteteci qualche chitarra fuzz deragliata. Qualcuna. Qualche urlo in più. A noi ci conquistate per sempre con qualcosa così, in maniera definitiva. Tombale. Che so, stringete un sodalizio coi Black Spell, fate uno split. Tanto noialtri il saio di porpora sotto naftalina ce l’abbiamo già nell’armadio. Ci vuole un attimo a tirarlo fuori. (Lorenzo Centini)

2 commenti

  • Avatar di Mezman

    Questo e Orgia Mistero sono davvero due perle. Alcuni passaggi potrebbero essere presi pari pari per il prossimo film di Tarantino

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  • Avatar di alexgorodoom

    suite veramente bella e mai troppo pesante, scorre molto bene secondo me, bellissima l’imprecisione nelle parti parlate della vocalist, anche senza chitarrone risulta un ascolto estemporeaneo molto gradito.

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