È morto Angelo Badalamenti: Today, No Music.

Pur essendo il cinema una delle mie più grandi passioni, ho sempre acquistato poche colonne sonore, anche dei film ai quali sono più legato. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, non riesco a scindere le immagini dalle partiture – anche quelle più celebri, quelle che ti entrano in testa e che amo profondamente – e proprio per questo motivo mi è capitato, più volte, di rivedere dei film spinto dalla voglia di riascoltare alcune composizioni.

È ovviamente un mio limite, ma è sempre stato così. Poche sono le eccezioni: il compianto Ennio Morricone, musicista a 360°, Alexandre Desplat, John Carpenter, il duo Trent Reznor/Atticus Ross e, appunto, Angelo Badalamenti, scomparso ieri ad 85 anni.

Non starò qui a fare discorsi tecnici sull’impatto che un compositore come Badalamenti ha avuto su questo particolare settore della musica contemporanea, né inizierò ad elencare la miriade di colonne sonore – celebri o meno – che portano la firma del musicista di origini siciliane. In questa sede voglio solo ricordare quello che per me è stato Angelo Badalamenti e spiegare perché, rispetto a tanti altri autori anche più noti, le sue opere per me restano fruibili anche separatamente dalle immagini.

È molto semplice: è per il sentimento.

angelo-badalamenti-twin-peaks-david-lynch

Non si può spiegare in altro modo ciò che contraddistingue la stragrande maggioranza delle composizioni di Badalamenti: indipendentemente dal film, dalle mille diverse situazioni musicate sempre in modo impeccabile e dalle plurime atmosfere che vengono tessute: in ogni caso le linee melodiche scritte da Badalamenti ti colpiscono al cuore, in modo struggente, quasi romantico.

E questo, ripeto, indipendentemente dal tono dell’opera: possono essere i passaggi più inquietanti del meraviglioso Nightmare 3, oppure le spettrali partiture di Strade Perdute o quelle davvero torbide di Secretary. Il risultato non cambia: la musica di Badalamenti ha una “presa emozionale” sullo spettatore che non ha eguali e che non necessita di nessun altro approfondimento.

Per comprenderlo basta questa scena, tratta dal ritorno di Twin Peaks di qualche anno fa (forse la più grande opera audiovisiva degli ultimi vent’anni), in cui l’ormai agente di Polizia Bobby Briggs si commuove rivedendo la celebre foto di Laura Palmer: la recitazione è volutamente sopra le righe, l’atmosfera è quasi grottesca, ma la risposta emotiva, la commozione, l’empatia che si prova vedendo questa ha una sola origine: Angelo Badalamenti.

Se ne va uno dei più grandi di tutti i tempi, che lascia un vuoto enorme nel piattume musicale contemporaneo. Per concludere, come sentenziato da David Lynch nel suo quotidiano video sul meteo di Los Angeles, è morto Angelo Badalamenti: “Today, no music.”. (L’Azzeccagarbugli)

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