A capodanno con chi vuoi: ELECTRIC WIZARD – Black Magic Rituals & Perversions Vol. 1

Dai re dello “svuotapista“, il disco perfetto per distruggere qualsiasi voglia di festeggiare un nuovo anno, se non commettendo crimini orribili tali da compiacere qualche demoniaca divinità assetata di sacrifici. Noi vi consigliamo ad esempio di officiare il funerale dell’anno con maratone del più bieco cinema exploitation e sparando a volume ben oltre la soglia del dolore questo Black Magic Rituals & Perversions Vol. 1 dei redi-vivi Electric Wizard. Uscito il giorno in cui si inviavano a Bargone le classifiche di fine anno. E io ero già nell’ordine di idee di dargli per principio il titolo di album dell’anno, poi ho visto che sarebbe stato “solo” una collezione live di pezzi già editi e ho ridimensionato le intenzioni. Ciò non toglie che qua c’è da farsi un gran male. Ovviamente Vol. 1 vorrà dire che seguirà un Vol. 2, a un certo punto. Esce per Spinefarm, etichetta che li pubblica da Time to Die, e a me questa sembra quasi una mossa per chiudere un contratto firmato per N dischi. Sbaglierò. Ma non cambia nulla. La “take” immortalata in questi solchi mefitici è stata fermata su nastro (o PC) nel 2020, quando il mondo sembrava morire un po’ più rapidamente e i live sembravano qualcosa che non avremmo vissuto più.

Gli ‘Wizard, ovvero i coniugi Oborne/Buckingham, pensavano di approfittare della Walpurgisnacht, nell’anno che si pensava/sperava ponesse fine all’era dell’Uomo, per chiudersi in una caverna a suonare in presa diretta nella maniera più intensa e significativa possibile. Ora, io la prima volta che ho visto gli ‘Wizard dal vivo non son riuscito a spiccicare più parola per il resto della notte. Troppo magone, depressione, follia, perdita di controllo quella sera. Le volte successive non sarei stato altrettanto fortunato. Comunque suonarono a far male. Con sadismo da macellai. La prossima volta che li vedo, se ci sarà una prossima volta, spero che suonino come allora e quindi come in questi solchi qua. Dannati, maledetti, perversi, stranamente melodici, sbagliati. Ma pesanti. Grezzi. Da perdere coscienza. Da risvegliarsi non sapendo cosa sia successo, come sia possibile che ci sono tracce di sangue sul pavimento e strane voci ancora a sussurrare nell’orecchio.

Ok, gli ‘Wizard li conosciamo e li amiamo, un po’ tutti dai. Qui tra noi, intendo, comunque siamo pochi, prescelti (Chosen Few), però ci riconosciamo benissimo. Quanto fanno male questi riff e quanto ci piacciono. Nelle parole loro (propaganda, commercio, pubblicità) questo o questi live devono suonare come una band black metal che suona doom nei ’70. O qualcosa del genere. Ci può stare. Il livello di incoscienza e pericolosità che evocano qua quei vecchietti degli ‘Wizard è effettivamente qualcosa che può sconvolgere o traviare, anche se non scomodassimo quella formidabile e perversa generazione di ragazzini scandinavi e le loro avventure. E in fondo la coppia perversa non sembra meno incoscente e pericolosa. Anche se non sono saliti agli “onori” delle cronache, loro due fanno davvero paura. Due piccioncini innamorati, che cosa combinino nel segreto della loro casa speriamo nelle brume inglesi lo sa il Cielo. Quel via vai di musicisti, bassisti e batteristi, mi ha sempre fatto sospettare. Alcuni trucissimi, gente che cambi lato del marciapiede poco poco li incroci e certo potrebbe non bastare. Eppure non reggono a lungo alla corte di Oborne e Buckingham. Qui su queste tracce dovrebbero esserci Haz Wheaton e Simon Poole, credo. Oppure altri due demoni sanguinari evocati dal rituale dei due piccioncini.

La scaletta prende da Dopethrone, Witchcult Today, Black Masses. Un brano da Time to Die. Non è un best of ma suona come se lo fosse. E il suono è grezzo oltre ogni buon gusto. Le chitarre scarnificano e la batteria pesta, si accanisce. Jus Oborne strilla, totalmente invasato, totalmente fuori controllo. Quali vittime o entità maligne fossero presenti lì con loro, quella sera, nel dungeon, non è dato sapere. Voi non vi preoccupate se non ve la sentite di eccedere, a capodanno. È solo la ricorrenza che ci ricorda che dobbiamo sostituire il calendario dell’anno prima. Mica è la notte delle streghe. E, siccome Metal Skunk è un blog che si prefigge programmaticamente di supportare una cultura del lecito, della legalità e della virtù, vi incoraggiamo a festeggiarlo al più sorseggiando con moderazione qualche bollicina quando arriva il momento, assieme a chi volete voi, scegliendo tra amici e affetti. Tra gente che condivide possibilmente i vostri gusti in fatto di cinema e musica. E se lo schermo trasmetterà scene da I Satanici Riti di Dracula e le casse diffonderanno le note di questo Black Magic Rituals & Perversions Vol. 1, vi consigliamo di preferire per il desco cibo formato finger food ed evitare di mettere in tavola lame e coltelli. Si sa mai. (Lorenzo Centini)

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