La finestra sul porcile: La guerra di domani

Precisamente dieci anni fa World Invasion, o, se preferite, Battle: Los Angeles, invase le sale cinematografiche mondiali preceduto da un battage mediatico tale da ritenerlo un film spropositato. Fu un flop, un colpo così basso che ne avrei ricevuto uno simile, se non peggiore, solo all’uscita dell’ultimo Predator di Shane Black. Da allora ho lasciato perdere il filone dedicato alle invasioni aliene, tranne qualche rara concessione – indotta perlopiù da amici – come Edge of TomorrowA Quiet Place e Annientamento.

La guerra di domani, il cui titolo mi ha ovviamente riportato a La guerra dei mondi, puzzava di merda da prima che ne osservassi un solo fotogramma. Ulteriore aggravante, l’aver letto il plot introduttivo.

Dopo un’ora di visione non riuscivo a goderne cinque minuti filati senza ricollegarmi per forza ad altre pellicole, tant’é che, oltre a Chris Pratt, avrei individuato collegamenti nitidi persino con la saga di Jurassic Park. Ma andiamo con ordine.

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Il film dura circa due ore e un quarto, uno sproposito da cui in sostanza emergerà quanto segue: una famigliola sta guardando la finale dei mondiali 2022, che, per non incorrere in sparatorie col presidente FIFA, Gianni Infantino, è stata caratterizzata come il peggior videogioco in vendita su Steam nonché privato dei benché minimi diritti d’autore: “il terzino sinistro stoppa l’avanzata dell’attaccante servendo la palla in profondità al centrocampista, ed ecco che la squadra attacca…”

Durante un contropiede che Chiellini avrebbe troncato sul nascere, si apre un varco temporale in mezzo al campo e le truppe del futuro avvisano il mondo intero, in diretta televisiva, che il mondo finirà tra una trentina d’anni. Che problema c’è? La partita è stasera. E tra una trentina d’anni avrò assistito ad altre sette finali come questa, con una media di quattro Forst cadauna. Sul serio i soldati del futuro hanno scelto una finale di calcio per sensibilizzare il mondo? Sceneggiatori, basta speedball.

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Chris Pratt irrompe al centro della trama: sarà arruolato per trasportarsi nel futuro e combattere in round dalla durata di una settimana ciascuno, per poi ritornare – in pieno shock post traumatico – e valutare se sia meglio lasciarlo nel 2022 ad ascoltare i Lamb of God o rispedirlo laggiù a farsi prendere a dardi acuminati in faccia dagli extraterrestri. Per un’altra settimana ancora, finché dura. Naturalmente, Pratt farà il possibile per evitare i Lamb of God.

Onde evitare paradossi col futuro, saranno reclutati solo coloro che moriranno entro lo scoppio della guerra. Arruolati a loro volta da coloro che ancora non erano nati. Inoltre, viene reso noto come gli spostamenti – tramite un rudimentale macchinario di teletrasporto temporale – avverranno solo da un unico punto A nel passato a un unico punto B nel futuro. Si tenta, in sostanza, di risolvere un casino che sembra già scritto, con le incognite di Annientamento e gli espedienti da videogame del buon Edge of Tomorrow. Prevarrà, però, tutto quel che non aveva funzionato nel film con la Portman ed anche altro.

Prime crepe: una sessantina di soldati sono comparsi in uno stadio anziché in una base militare, l’unico punto di respawn stabilito: perché? Inoltre, la protagonista al fianco del protagonista altro non sarà che sua figlia nel frattempo divenuta qualcuno: non era già nata, non poteva creare un paradosso? L’unica spiegazione che ci viene fornita è che la regola l’ha stabilita e contemporaneamente infranta lei, la Yvonne Strahovski di Dexter.

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A causa sua, la parte centrale del film sarà riassumibile in un dialogo un po’ così:

Che cosa mi succede nel futuro?
Meglio che non te lo dica.
E perché.
Perché muori tra sette anni esatti.
E come muoio.
Meglio che non te lo dica.
xxx STRACANE E MAIALE MA ME L’HAI APPENA DETTO.
Lo so ma era meglio di no, sennò da qui a fine film che ti dico.
Uccellino, tesoro, bimba. Si potrebbe quasi chiavare.
Fanculo papà muori in un incidente.

Si combatterà un mostro chiamato hydra moltiplicato per uno, dieci, Centofanti, ben realizzato in CGI e che attacca sparandoti addosso dei pruni giganteschi e simili a quelli che ti si conficcano nelle gambe quando scegli di fare trekking col pantaloncino corto. Come in Alien, o in una discoteca metal durante una rissa, la femmina va salvaguardata a ogni costo altrimenti non si scopa più e i maschi saranno in un rapporto di cinquecento a una.

Ma i parallelismi non finiscono qui, e giuro che a momenti stavo per soccombere. Se vi dico astronave di presunta origine aliena ma in realtà nostra? Sfera. Se vi dico relitto d’astronave pieno di uova? Di nuovo Alien? Se vi dico che sta sotto al ghiaccio? La Cosa. Se vi dico che è da tempo indefinito sul pianeta in attesa di essere risvegliata? La guerra dei mondi di H.G. Wells o di uno dei suoi riadattamenti.

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Se vi dico “gente appesa all’ingiù”? Non buttatela sulla politica, stavolta è Predator. C’è pure Jurassic Park, perché se ne rapisci uno, anzi una, gli altri correranno a farti il culo.

La guerra di domani è un monumentale rimpasto di cose già viste e di cui v’accorgerete all’istante. A quel punto potrete avere due tipi di reazioni. Da appassionato alla fantascienza, trovare, da buon nerd, la citazione un qualcosa di gradevole. Questo fino alla quarta, o quinta, poi spaccherete il televisore tanto fra poco andrà ricomprato in virtù del reset al digitale terrestre. Da appassionato alla fantascienza che vorrebbe vedere un altro film, finirete da Euronics giusto un po’ prima.

Possono i caccia decollare solo ed esclusivamente al tramonto come in un qualunque Michael Bay, o come a voler erigere una statua a Top Gun? Ma naturalmente.

Possono le scene più concitate mostrarci eternamente quel pulviscolo di merda in sospensione, che in caso d’emergenza atomica sarà bianco, ma, in questo caso, sarà rosso perché puntualmente prende fuoco tutto sulla scena? Di lui si è abusato e riabusato persino nei videoclip metal e a quanto pare i grafici ormai lo applicano con qualcosa tipo Ctrl+Alt+F1. Certo che possono.

Possono gli alieni fare lo stesso suono metallico da quando uscì Independence Day? Perché non ne fanno un altro? Che aberrazioni sono uscite fuori dagli studios ogniqualvolta un addetto ai lavori s’è messo a sperimentare nuovi vocalizzi alieni, perché si scegliesse ancora e ancora lo stesso sample? Suggerisco che d’ora in poi gli alieni facciano l’urlo iniziale di Body Bag, più funzionale, più evocativo, più bello.

Amazon, inoltre, ci tiene a precisare che il film è vietato ai minori di sedici anni, poiché contenente uso di alcool (una scena in un bar), scene di sesso (un paio di baci fra marito e moglie), violenza e linguaggio volgare. L’ultima voce credo corrisponda al volgarissimo “Muori!” ripetuto da Chris Pratt a uno dei mostri in memoria del James Woods di Vampires, giusto per citare qualcosa che gli sceneggiatori avevano appena mischiato al potentissimo speedball. Pretendere un film d’azione o fantascienza fatto come si deve in un’epoca del cazzo come la nostra, forse, è da sognatori.

USA: 'Golden Boy' - Meet & Gtreet

A proposito di Chris Pratt. Il film funziona bene solo quando si distacca dagli improbabili scenari guerreschi recitati d’innanzi a uno smorto green screen. Chris Pratt reggerà tutto da solo, aiutato, nel nostro caso, da un impeccabile doppiaggio italiano. Ci sa fare in ogni situazione, incluso nel far sorridere, sdoppiandosi in una sorta di Jack Black che ha fatto palestra e mangia meglio. I tempi sono ottimamente gestiti se non c’è azione. Al presentarsi di questa, i mostri emetteranno un suono non troppo distante dai velociraptor di Jurassic World, come se lo riconoscessero, e cresceranno di numero, copiosi, eccessivi, come in un World War Z di differente minaccia e origine. A un certo punto si supera il limite e ti romperai i coglioni: non c’è rimedio.

Non solo ti romperai i coglioni, ti farai qualche grassa risata per tanto che si cerca di contestualizzare “la minaccia” in una minaccia reale e attuale, offrendo al climate change il pretesto per scongelare gli alieni e diffonderli fra noi. Sceneggiatori, date un’occhiata qua e ripetete per filo e per segno:

Nonostante tutto La guerra di domani è campione d’incassi su Amazon, segno che è piaciuto a dismisura e che ne abbracceremo ben presto un sequel, il cui annuncio serpeggia a metà fra il “si vocifera” e il “presto ufficiale”. Se il primo di una saga è molto spesso il migliore, chissà cosa combineranno a breve. (Marco Belardi)

5 commenti

  • Visto.
    Concordo, mi ha fatto cagare.
    Aggiungo che nel film c’è un buonismo esasperato davvero stucchevole.

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  • Visto 2 settimane fa. Una merda. Idea pure molto buona, ma sceneggiatura insopportabile, veramente da bestemmiare. Alla fine sintetizzano in 4 secondi il veleno finale, lo portano dagli alieni contro la volontà USA, ne iniettano uno, poi fanno saltare tutto col C4, sacrificandosi in 2.
    Ma cristoddio, allora metti il C4 subito, mentre gli alieni dormono, esci, fai saltare tutto e vai a brindare.
    No, prima ne ammazzano uno col veleno e li svegliano tutti, poi si immolano col C4.
    UNAMMERDA
    Meno male che ieri ho visto Squadra antiscippo.

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  • Ho capito chi è la tipa, è quella di “The Handmaid’s Tail”. Bellissima, così pienotta; ancora un pò e assomiglia a Moana Pozzi

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  • La ricordo in Chuck, dove faceva la super-spia, molto molto meglio che questo
    https://i.redd.it/6l6ujl27nc561.jpg

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  • Una mezz’oretta di decenti combattimenti fra umani e mostri immersa in un oceano di banalità noiose e zuccherose. La spedizione ‘privata’ finale è l’apoteosi del trash miliardario. Film mediocre e con alcuni buchi di sceneggiatura clamorosi.

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