Scaraventare i BLIND GUARDIAN nel vuoto pneumatico

Partiamo da un presupposto: questo disco non è spazzatura per minorenni, come ha scritto Trainspotting, ma spazzatura per MINORATI, cioè per persone che, purtroppo per loro e per tutti, non hanno i mezzi per sostanziare un pensiero coeso, coerente o comunque un minimo razionale.

Da questo presupposto non può che scaturire la considerazione seguente, ovvero: tutti quelli a cui questa merdata piace, o tutti quelli che ne hanno scritto bene e magari benissimo, necessariamente appartengono o alla categoria minorati, o sono in malafede o, ipotesi peggiore e nefasta, entrambe le precedenti. Perché non è possibile che uno stronzo che scrive per una webzine, fosse anche l’ultimo sitarello con tre lettori di media all’anno, si possa esaltare per una demenzialità simile, anche se si tratta di fan terminale dei Blind Guardian, perché qui dei Blind Guardian, tranne il logo in copertina, non c’è traccia, non è un disco dei Blind Guardian (come è pure il pessimo lavoro precedente), e se lo ascoltaste per bene vi rendereste conto che non è nemmeno un disco in senso lato, è un pastrocchio con l’orchestra alla cazzo di cane senza capo né coda. O meglio, ve ne rendereste conto se aveste un minimo di neuroni o non doveste parlarne bene per forza di cose.

Perché altrimenti dovreste spiegare, care capre disumane che leggete, com’è possibile che vi piaccia tanto un lavoro orchestrale senza senso alcuno, senza nemmeno dei temi principali degni di nota, con la voce di Hansi Kursh che declama liriche che magari manco leggete e di cui in generale non capite un cazzo, quando non ascoltate nulla di “classico”che vada al di là dei Nightwish, o dei Therion o dei Carmina Burana (esclusivamente il primo movimento) o al limite le Quattro Stagioni di Vivaldi. Oppure, che ne so, composizioni per film? Magari siete in fissa con Hans Zimmer e Junkie XL (cito giusto quelli più in voga attualmente)? Ma anche fosse, che cazzo c’è in Legacy of the Dark Lands che ve li riporterebbe alla mente?

Allora, vi spiego ventitré anni di progettazione di questo schifo: vent’anni e rotti Hansi Kursh ed André Olbrich li hanno passati a fantasticare un disco orchestrale mentre facevano dischi veri, gli ultimi due anni si sono messi in testa di farlo per davvero (o meglio, se lo è messo in testa la casa discografica che, ricordiamolo, è la sempre fantastica Nuclear Blast che quanto più raccoglie da voi stronzi tanto più è contenta, proprio come la Germania col MES) e qual è stata, quindi, la geniale intuizione, molto tedesca peraltro? “Abbiamo pezzi sparsi di composizioni abortite ammucchiatisi negli anni e mai venuti alla luce, sai cosa facciamo? Pigliamo un arrangiatore, glieli facciamo convertire in temi orchestrali, tu Hansi ci canti sopra le tue quattro stronzate, e boom!, abbiamo il disco pronto, che ne dici?“, “Bé, e cosa vuoi che ne dica caro André, MINIMA SPESA MASSIMA RESA, FACCIAMOLO CAZZO!“, ed ecco come è stata partorita questa stronzata fumante. Ragion per cui, per quanto mi riguarda, attualmente Hansi Kursh e André Olbrich sono dei mentecatti in malafede, sostanzialmente dei lestofanti a piede libero, che andrebbero arrestati e scaraventati in un buco nero affanculo verso le Dark Lands, quelle vere fatte di vuoto pneumatico. E voialtri stronzi a cui ‘sto scempio è piaciuto, salvando solo i minus habentes veri, dovreste fare esattamente la stessa fine. (Cesare Carrozzi)

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