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Frattaglie in saldo #43: stavolta mi sono venuti gli incubi

19 ottobre 2019

Frattaglie in saldo di oggi, ovvero, una devastante cena iniziata in quinta marcia con lasagne bianche alla salsiccia e funghi e che, attraverso il ciauscolo e gli affettati di cinghiale, mi ha costretto a vivere inenarrabili incubi notturni: in uno di questi avevo ordinato del lampredotto a mensa in pausa pranzo, ma mi portavano un ammasso di cartilagine pulsante. Non si può campare in tal modo la notte, e così ho cercato di distrarmi da tutto quel mangiare con un po’ di dischi usciti da pochissimo, o dei quali mi ero completamente dimenticato di scrivere.

BLOOD RED THRONE – Fit to Kill

Nel tempo, Dod non si è saputo circondare di interpreti che vantassero una gran personalità, né di un secondo compositore avente il compito, o meglio ancora le capacità, di fornire un maggiore spessore alla loro musica. L’album dei Blood Red Throne sarà sempre come te lo eri immaginato: ai limiti del plagio in casi come Bloodity – la quale inizia alla maniera del celebre break di Trifixion dei Deicide – per poi volgere lo sguardo verso il deathcore moderno o a quegli anni Novanta in cui Monstrosity e Cannibal Corpse la fecero da padroni. Prevedibili, anche se il mestiere sanno farlo e mi sorprende che ogni due o tre anni, a cadenza regolarissima, questi tizi qua ci consegnino tanto materiale inedito dal sapore così poco inedito. L’opener Requiem Mass è ottima, un po’ quello che nel primo album era stata The Children Shall Endure. Un gruppo che trova il pezzone e adagia su livelli sufficienti tutto quanto il resto, motivo per cui all’uscita del secondo Affiliated With the Suffering sentivo d’essermi già rotto i coglioni. In ogni caso, intitolare un qualcosa Fit to Kill dovrebbe risultare illegale.

ANTROPOMORPHIA – Merciless Savagery

Merciless Savagery è invece uno dei migliori album degli Antropomorphia. Esistono da una vita, ma hanno trovato la meritata continuità solo in tempi recenti, mantenendo i toni orrorifici e l’attitudine old school di annate che ormai si tengono addosso almeno due dita di polvere. Esattamente come nel caso dei Blood Red Throne, gli Antropomorphia producono l’album che ti aspetti e nulla di più: solo che lo fanno meglio. Nel death metal dei veterani olandesi non troverai soltanto mestiere. Questa roba ha tiro e ha pure quel qualcosa che ti indugia a rimetterla su, tant’è che ci ritorno sopra oggi da quel fatidico mese d’aprile in cui affermai di voler recensire Merciless Savagery, poiché, per un paio di settimane almeno, non avevo fatto altro che ascoltarlo in loop.

TOXIC HOLOCAUST – Primal Future: 2019

La sensazione che ho mettendo su l’ennesima fatica dei Toxic Holocaust è che Joel Grind inizi ad essere un po’ privo d’idee. Li seguo fin dagli esordi, e mi ricordo di questo gruppo piuttosto estremo nella sua concezione di base. A dire il vero non suonavano niente che non fosse già stato messo a punto dai Nocturnal Breed o da formazioni similari. Però funzionava, e soprattutto mi trasmetteva molta energia. Poi li ha presi la Relapse e loro hanno iniziato a svolgere il compitino, diventando pian piano sempre più fiacchi: ignoro perché stia scrivendo al plurale di una one-man band che al limite può aver assoldato qualche turnista, ma ormai continuerò così. Conjure And Command mi aveva discretamente trascinato nonostante la sensazione di compitino fosse già netta, e ora inizio ad avercele un po’ piene. L’altra sensazione che mi trasmettono i Toxic Holocaust con Primal Future: 2019 è quella che otterreste svuotando Kill’em All della sua anima punk, del cantato sguaiato di James Hetfield, della sua contestualizzazione storica e dai suoi intramontabili classici. Ne rimarrebbe giusto un involucro, e dagli anni Ottanta – o da chi palesemente si rifà ad essi – è legittimo pretendere molto di più. New World Beyond è comunque il suo miglior brano per distacco.

MUNICIPAL WASTE – The Last Rager

I Municipal Waste sono nati a pochi anni di distanza dai Toxic Holocaust, sempre americani, baciati però da un successo spropositato in proporzione al loro reale valore: più che decenti, ma per niente indispensabili. Fino a The Art of Partying li ho sempre trovati divertenti, un buon passatempo per chi come me era cresciuto a Nuclear Assault sparati altissimi in cuffia. Avendoli un po’ tenuti in disparte in questi ultimi anni, incluso all’uscita di Slime And Punishment, era legittimo che m’aspettassi il minimo sindacale da un EP di riempitivi buttati su Spotify da Nuclear Blast. E niente, il mini, formato che fra le altre cose doverose di menzione è una loro consolidata consuetudine, stavolta è davvero carino. Parte con una strumentale coinvolgente, una di quelle robe che non sono sfociate in canzone ma nemmeno te la senti di cancellare. Un po’ come accadde con Redneck Stomp degli Obituary, per intenderci. E poi si mettono a fare macello: gli riesce bene, anzi benissimo, e ci sono questi tre inediti che mi sono già ripassato cinque o sei volte con estremo piacere. Dategli una chance. (Marco Belardi)

4 commenti leave one →
  1. 19 ottobre 2019 10:03

    Niente male i Municipal Waste. Mi ricordo di aver visto al Brutal Assault del 2013 un loro EP in 10″ (slurp!) con allegato un sacchetto della spazzatura stampigliato con il loro logo. Almeno non si prendono sul serio.

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  2. 19 ottobre 2019 16:20

    A volte siete veramente difficili da accontentare. Per me Primal Future è una figata assoluta, e anche il nuovo EP dei Municipal Waste spacca.

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    • 19 ottobre 2019 16:38

      A Belardi diciamo sempre di tutto ma ‘difficile da accontentare’ proprio mai. Credo che interpreterà la cosa come un supercomplimento e si appenderà questo commento sopra al letto.

      Piace a 1 persona

  3. alexgorodoom permalink
    19 ottobre 2019 23:17

    I municipal fino a partying sono una bomba poi è vero che hanno iniziato a plagiarsi un pó troppo….. I toxic invece da chemistry hanno iniziato ad essere un pó pallosi… Comunque con relapse avevano iniziato benissimo… vedi an overdose of death…. Ma dal vivo ti aprono la testa e si bevono il tuo liquido cerebrale….. Visti assieme a goatwhore e dying fetus mi sembra quest’anno?

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