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TOXIC HOLOCAUST – Conjure And Command (Relapse)

15 luglio 2011

Quando ero ragazzino ogni volta che qualche vecchio arnese tirava fuori un disco appena decente o qualche nuova band provava a ripercorrere le orme dei fasti che furono, con risultati nella migliore delle ipotesi trascurabili (chi si ricorda più di gente come i No Return o gli Apocalypse? A parte Piero Tola, intendo), c’era sempre qualcuno che scriveva che finalmente stava tornando il thrash e che l’anno prossimo avrebbe segnato la resurrezione definitiva del genere. Ovviamente non era mai vero. Un po’ come succedeva per l’Inter, insomma. Del resto erano gli anni delle contaminazioni, non c’era assolutamente spazio per la riesumazione di uno stile indissolubilmente legato a una fase irripetibile della storia della nostra musica. Però, ecco, si diceva che sempre che stava per tornare il thrash perché mancava a tutti e sarebbe stato bello se fosse tornato sul serio. Per pressoché tutti gli headbanger della mia generazione i veri classici, gli unici ascolti davvero obbligatori insieme ai Maiden, i gruppi che dovevi amare per forza erano quelli che vediamo esibirsi oggi sul palco del Big 4. Se eri metallaro eri quasi automaticamente un thrasher. Ci poteva stare che non seguissi i Manowar o gli Helloween ma non potevi non sapere a memoria la discografia dei Testament.

Si riparlò di ritorno del thrash quando esplose in Svezia e poi in tutto il globo terracqueo quel filone partito dai The Haunted (che in realtà furono gli unici a tirare fuori qualcosa di un minimo personale, almeno per un certo periodo) che era però in realta basato interamente su Heartwork dei Carcass e qualche riff rubato agli Slayer. Forse solo ora, all’inizio dei feroci anni dieci, in un’epoca nella quale è il revivalismo che tiene in piedi la scena, di ritorno del thrash si può parlare concretamente. Nel senso che ci sono un pugno di band che, pur modernizzandoli, si rifanno fedelmente a quei canoni sonori ed estetici e godono di un minimo di successo di pubblico. I nomi sono quelli. Evile, Skeletonwitch, Bonded By Blood, Municipal Waste. Per quanto questi ultimi dal vivo mi abbiano regalato dei bei momenti, gli unici però che mi danno un minimo di emozioni sono i Toxic Holocaust.

Americani di Portland (fuck yeah!), sono in sostanza una one man band dell’esimio signor Joel Grind, che, coadiuvato da qualche ubriacone random che passava di lì, taglia il traguardo del quarto disco con questo Conjure And Command, se non il loro lavoro migliore, quello meglio centrato e costruito. Li avevo scoperti con il precedente An Overdose Of Death… e ci ero subito andato in fissa. E non perché siano bravi chissà quanto. Semplicemente hanno dei suoni, un approccio e un’attitudine che non possono non far sussultare un vecchio cuore thrash. Se la prima demo si chiamava Radiation Sickness come un pezzo dei Nuclear Assault un motivo ci sarà. Il punto di riferimento più vicino, almeno dal mio punto di vista, è infatti la formazione di Dan Lilker più che gli eroi della Bay Area, la cui lezione il buon Grind ha comunque ben presente. I pezzi sono brevi, secchi, senza fronzoli, dritti allo scopo, ignoranti ed estremamente aggressivi. La componente blackish alla Destroyer 666 è un po’ meno presente ma continua ad emergere nelle vocals sporche e abrasive e a donare un’irresistibile virulenza ai frangenti più sparati. E ci sono quei tempi, quegli stacchi, quelle ritmiche… Tutto come da manuale. Pare facile ma intanto erano secoli che non ci riusciva nessuno. Forse perché nessuno ne aveva davvero voglia e serviva un nostalgico terminale come ‘sto tizio. Ma finalmente, che cazzo. Conjure And Command non è certo imperdibile, né i Toxic Holocaust faranno mai nulla di tale. Però sono sicuro che là fuori c’è un sacco di gente che vuole tanto bene a questa band.

‘Sto video è di un brano vecchio, uno nuovo ve lo avevo già fatto sentire qua. Poi magari il thrash non è tornato manco stavolta ma sticazzi, io intanto scapoccio. (Ciccio Russo)

11 commenti leave one →
  1. Loki permalink
    15 luglio 2011 14:22

    Belli belli belli….

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  2. 15 luglio 2011 17:25

    pensa che un amico che alle medie mi introdusse al metal mi spiegò il mondo così:”ci stanno i thrasher e i defender, il thrash sono i pantera, i metallica, i sepultura, i defender so’ melodici tipo gli iron maiden e gli helloween ma a parte gli iron fa tutto cagare quindi lassa perde’, ci sta solo un ragazzo che è defender ma è uno sfigato…” non ho mai capito dove avesse appreso questa Weltanschauung, in tutti i casi ora suona le percussioni nel coro di musica sacra antica…
    io comunque per tutti i primi anni che ho sentito metal ho identificato il metal stesso con il thrash ed il resto variazioni più o meno riuscite sul tema…

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  3. lukasbrunner permalink
    16 luglio 2011 23:34

    Dopo 40 anni di metallo è dura fare qualcosa di nuovo. Reinterpretare in chiave XXI secolo vecchie idee può essere una strada interessante.
    Pisciando più corto: a me i Toxic Holocaust piacciono assai.

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