Vai al contenuto

DEICIDE – Overtures Of Blasphemy

17 settembre 2018

One With Satan attacca lenta. Il riff ricorda Whatever That Hurts dei Tiamat in maniera bizzarra. Poi parte una slayerata e il ritornello è cadenzato e ignorante. Si sente che non ha scritto tutto Steve Asheim. L’uscita dell’ex Cannibal Corpse Jack Owen ha significato la perdita di un innesto durato dodici anni. Una sostituzione non semplice di partenza, quindi. Asheim ha spiegato che il chitarrista non aveva accettato la sua proposta di riscrivere i pezzi già composti per Overtures of Blasphemy, dei quali gli altri non erano convinti, e se ne era andato pochi giorni dopo, di punto in bianco, senza farsi più sentire né vedere. Ora sta nei Six Feet Under.

Due anni fa, al posto di Owen, è arrivato Mark English dei Monstrosity, la cui presenza è suppongo responsabile di una deriva thrashettona che regala pure alcuni dei momenti migliori (Seal the tomb belowAnointed in blood). Di conseguenza, il sound è cambiato di nuovo e non è ancora definito. Non perché English sia un cretino, anzi, ma perché con uno con cui suoni da due anni non hai lo stesso amalgama che hai con uno con cui suoni da oltre un decennio, è normale.

Un altro problema è che Glen Benton non ha più voce e ciò ha un’influenza nelle dinamiche dei pezzi. Sta sempre su toni bassi, in Compliments of Christ (grande titolo) a momenti sta parlando. E non sono sicuro sia uno stratagemma espressivo. Con l’età ci può stare, per carità, considerando che Glen ha avuto uno stile di vita molto rock’n’roll. Anzi, massimo rispetto per lui se non vuole fingere o coprire con gli effetti, come sarebbe facile. Tuttavia senza i climax trainati dal suo screaming infernale viene a mancare quel poco di Satana che era rimasto.

Ai tempi di To Hell With God, ultimo album con la buonanima di Ralph Santolla, mi ero lamentato perché si sentiva poco Satana. Ma almeno To Hell With God era un buon disco, l’ultimo buon disco dei Deicide. Benton si era detto sollevato dopo l’abbandono di Santolla. Le divergenze non erano solo musicali. Ralph era un cristiano convinto che suonava in un gruppo “satanista” e quindi indossava croci non rovesciate sul palco mentre davanti aveva una scaletta con canzoni chiamate Bastard of Christ. Sarebbe divertente avere i tabulati delle discussioni che hanno condotto allo split.

Però la deriva melodica scapocciona da quarantenni ci stava. I Deicide, che nel loro periodo più buio (quello di Insineratehymn e In Torment In Hell) erano diventati il caso di scuola del capostipite invecchiato male e precocemente mentre un mondo intorno cambiava, si erano creati un suono nuovo, un’identità nuova. Senza modernizzarsi, al contrario, guardando al metallo anni ’80. E non gli era venuto affatto male. The Stench of Redemption fu una prova di forza pazzesca. Il primo lavoro senza i fratelli Hoffman, con i quali – dopo la crisi – erano riusciti comunque a salutarsi in modo eccellente con Scars of the Crucifix. Nessuno si aspettava che i Deicide si buttassero sulla melodia e riuscissero pure a stupire. E qua finisce la laudatio funebris in ritardo di Santolla, che negli Obituary  non c’entrava tanto ma con i Deicide in un paio di occasioni aveva fatto faville (non lo incolpiamo del tremendo Till Death Do Us Part, il primo e, credo, finora l’ultimo divorce album della storia del death metal).

Allora c’erano un suono nuovo e un’identità nuova. I Deicide di oggi hanno perso l’uno e l’altra. Overtures of Blasphemy non fa schifo, non dà fastidio di sottofondo in palestra o mentre annaffi i gerani. Ma non lascia niente, non c’è alcun motivo per il quale dovrei consigliare a qualcuno di ascoltarlo. (Ciccio Russo)

2 commenti leave one →
  1. blackwolf permalink
    19 settembre 2018 13:24

    Concordo un po’ con tutto. Non ho sentito l’album intero, quindi parlerò del brano postato. Il pezzo ha delle belle chitarre, ma come dici tu, manca totalmente Satana e non sembra un pezzo dei Deicide. Non ti tira fuori la rabbia e l’odio e non ti fa manco venir voglia di pronunciare cose blasfeme. Un buon pezzo dal punto di vista musicale, totalmente piatto sul fronte del coinvolgimento emotivo dell’ascoltatore. Quindi alla fine, sempre come dici tu, buono come sottofondo mentre fai altro.

    Mi piace

  2. lux chaos permalink
    19 settembre 2018 21:44

    Grande album, il migliore da Stench, la deriva melodica e thrashettona è azzeccatissima e svecchia il suono dei Deicide, inoltre non so come si possa dire che Glenn sia svociato…uno dei migliori growling della storia, e cosi cupo senza quei cazzo di screaming doppiati che usava a inizio carriera, è mille volte meglio…insomma, bell’album. Una vera rinascita dopo gli ultimi 3/4 lavori mediocri. Da avere se si amano il genere e il gruppo.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: