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Tornano i PESTILENCE, ma potevano pure restare a casa

26 ottobre 2013

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Le mie aspettative per il nuovo Pestilence sono così basse che in confronto Renato Brunetta è il pivot dei Los Angeles Lakers. Resurrection Macabre era un noioso centone che pescava un po’ dai Morbid Angel, un po’ dai bei tempi di Consuming Impulse ma, dal momento che gli olandesi non facevano una mazza dal ’93, uno poteva pure sospendere il giudizio e praticare l’epoché. Il successivo Doctrine, che provava a recuperare in modo pedestre le contaminazioni di Spheres, era invece una bruttura con pochi pari, tale da candidare quella degli autori dell’immortale Testimony Of The Ancients al titolo di reunion death metal più sballata del decennio. Necro Morph, prima anticipazione da Obsideo, fuori su Candlelight, il 12 novembre, non è così orrenda ma non è manco troppo incoraggiante:

La band suona un po’ più quadrata, grazie a una nuova sezione ritmica che consta dell’ignoto giovine bassista crucco Georg Maier e di David Haley, batterista degli anonimi Psycroptic, direttamente dalla Tasmania (fare le prove non sarà stato semplicissimo). Anche Patrick Mameli (oriundo della mia beneamata Sardegna) ha smesso di rantolare come se gli fosse rimasto incastrato lo scroto in una pressa idraulica. Però Doctrine, per quanto fosse una chiavica, almeno era un album dei Pestilence. Questo brano, invece, funziona leggermente meglio proprio perché è più impersonale, perché tenta una resa più moderna, confermando lo stato di confusione di un gruppo che non sembra sapere benissimo dove andare a parare. Poi magari il disco intero sarà carino, che ne so. Il guaio è che, con tutta la roba arretrata che ho da ascoltare, dubito che troverò la voglia di dargli una chance. E, se guardiamo a quello che sono riuscite a tirare fuori altre vecchie lenze redivive del techno-death come Atheist e Gorguts (no, non mi sono scordato dell’ottimo Colored Sands, purtroppo il tempo è tiranno), il confronto è alquanto impietoso.

Da bravi babbioni, rifugiamoci nel passato, vah;

9 commenti leave one →
  1. ignis permalink
    26 ottobre 2013 13:20

    Ma che fine ha fatto Marco Foddis?

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  2. fredrik permalink
    29 ottobre 2013 09:52

    a proposito di olanda, bellino davvero il nuovo hail of bullets

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    • 30 ottobre 2013 14:39

      Mi era sfuggito, grazie per la segnalazione… Ma quanti gruppi ha Van Drunen (peraltro assai grazioso pure l’album dei Grand Supreme Blood Court, per quanto non abbia mai compreso i side-project che somigliano così tanto alla band madre)?

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