Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: HELLOWEEN – Better Than Raw

Cesare Carrozzi: Come scrissi in occasione dei vent’anni di The Time of The Oath, Better Than Raw è il migliore album della mark III degli Helloween e, più in generale, il migliore dell’era Deris. Da lì in poi, e specie con l’uscita di Grapow dal gruppo, le cose sono andate via via peggiorando, e pure senza mai arrivare totalmente all’inascoltabilità (sfiorata

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Cruelty and the Beast, l’ultimo prima del terremoto

Questo è uno di quei dischi che ti dividono, perché, mentre una parte di te continuerà a preferirne altri della stessa band, in fin dei conti ti ritrovi ogni volta ad ammettere che nient’altro di quella intera discografia è più significativo, maturo e consigliabile a qualcuno per avvicinarsi al gruppo di cui si sta parlando. Cruelty and the Beast è

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Avere vent’anni: CRADLE OF FILTH – Cruelty and the Beast

Per comprendere la controversa ricezione di quest’album bisogna fare un enorme sforzo di immaginazione e tornare nel 1998, quando i Cradle of Filth erano un gruppo da cui ci si aspettava tantissimo per il futuro di un certo tipo di metal. Era un periodo in cui si avvertiva la necessità di un cambio generazionale, che poi purtroppo non avvenne, e

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Il disco definitivo dei Virgin Steele

Se dovessi pensare ad una definizione a bruciapelo sarebbe potenza incontaminata. Fortemente caratterizzata, come al solito, dalla classe e dall’eleganza tipiche del buon David DeFeis in fase compositiva e di arrangiamento, nonché da un’ispirazione tale da dare vita a quello che potrebbe essere il disco definitivo dei Virgin Steele. Tutte caratteristiche che rendono Invictus persino migliore dei suoi due bei predecessori (che errore

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Avere vent’anni: VIRGIN STEELE – Invictus

Per comprendere Invictus bisogna partire dalla discografia precedente dei Virgin Steele, sempre in costante equilibrio tra sublime e ridicolo. Fatti salvi i primi due album, Virgin Steele (1982) e Guardians of the Flame (1983), in cui la presenza di Jack Starr alla chitarra garantiva un legame solidissimo al metal classico americano ortodosso, da quando David DeFeis si è ritrovato da

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