Avere vent’anni: BORKNAGAR – Empiricism
Uno dei migliori dischi della formazione norvegese. Per qualcuno il migliore, prima che si trasformassero nel Paris Saint Germain dei cantanti metal.
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Uno dei migliori dischi della formazione norvegese. Per qualcuno il migliore, prima che si trasformassero nel Paris Saint Germain dei cantanti metal.
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Per liberarsi dagli obblighi contrattuali con la Warp, Richard James se ne uscì con questa schifezza, divisa tra sbrocchi elettronici e fughe per piano alla Satie degli incapaci.
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Secondo e ultimo album di un gruppo black svedese che avrebbe meritato di più ma si sfasciò presto a causa di una formazione instabile che includeva, tra gli altri, l’attuale tastierista dei Soilwork.
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L’album con cui i fratelli Cavanagh piantarono i semi della fase finale della loro carriera, forse l’ultimo graziato dal tocco magico che fu.
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Forse non un disco perfetto come il precedente Mater of All Evil ma una mazzata tra capo e collo che mostra la band genovese al pieno della forma.
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