Dime can ma no talian: ADVERSOR – Portrait of a Wasteland
Pollice su per il terzo album del quartetto veneto, un lavoro vario e maturo che innesta influenze melodiche scandinave su un retroterra thrash tedesco.
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Pollice su per il terzo album del quartetto veneto, un lavoro vario e maturo che innesta influenze melodiche scandinave su un retroterra thrash tedesco.
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Matt Heavy dei Trivium che diventa cintura nera per picchiare Luca Bonetta, i problemi con le addizioni di Chris Barnes, le rosicate di Burton C. Bell e il battaglione Wagner che prende possesso dei Morbid Angel.
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Il primo album dei Carpathian Forest senza Nordavind è meglio di come lo ricordassimo, ancora lontano dallo sbraco alcolico nel quale Nattefrost avrebbe poi affondato la band.
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Con Killbox 13 gli Overkill iniziarono a riavvicinarsi a sonorità thrash più classiche ma i risultati rimasero mediocri, nonostante l’inspiegabile esaltazione dei recensori dell’epoca.
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Ennesimo album di una band mezza svedese e mezza finlandese il cui unico scopo era uscire ogni due anni con un titolo carico di insulti rivolti a chiunque.
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