Signori e signore, ci vediamo al Metalitalia Fest
L’accattivante baffo anni Settanta di Edoardo Giardina e la mia insostenibile logorrea attraverseranno l’Italia, nel prossimo weekend, per non perdersi neanche un attimo del Metalitalia Fest. Al primo il warm up e il primo giorno, al sottoscritto quello seguente. Dopo che l’edizione passata aveva registrato la calata italica dei Kanonenfieber, il menù 2026 prevederà anche stavolta portate molto interessanti. Già al warm up prenderanno forma concerti di un certo spessore, dagli attivissimi e onnipresenti Game Over ai Dark Lunacy, questi ultimi in odore del ventennale di The Diarist.
Poi si passerà a Nel Buio e Nero di Marte, prodotti italiani esportati da due colossi come Avantgarde e Season of Mist, i meravigliosi 1914, Novembre, Harakiri for the Ski e un’altra eccellenza italiana, i Fleshgod Apocalypse, a rafforzare un’edizione dedicata soprattutto al lato più sperimentale e moderno della scena estrema. Poi gli Amenra, il che ci porta al perché di tutti quei chilometri percorsi da Edoardo Giardina, prima della chiusura con i Paradise Lost, uno di quei gruppi con in canna almeno tre scalette diverse di hit da proporre.
Io ho trovato ancor più interessante la seconda giornata, quella a cui parteciperò, nonostante l’ormai archiviata defezione dei Cynic. Fighissimi gli Schizophrenia in apertura, così come i Gorod, orientati su un death metal assai cervellotico, tra gli Halysis e gli Allegaeon. Il festival decolla definitivamente con i Fulci, un gruppo che rivedrò per la terza volta e che mai mi stancherò di attendere davanti a un palco. Dopodiché i Sadist a celebrare il loro capolavoro anni Novanta, Tribe, prima del trittico conclusivo ad altissimi ottani composto da Demolition Hammer, Fear Factory col nostro Milo Silvestro al microfono, e Coroner. Per questi ultimi, dopo la pubblicazione di Dissonance Theory, mi sarei spostato ancor più a nord.
Ci vediamo al Live Club di Trezzo sull’Adda il 26 e 27 settembre, e, per chi volesse farsi anche il warm up, anche prima. (Marco Belardi)

