I SEPULTURA dovrebbero chiudere la carriera alla sagra della nana di Montagnano
Ho un vago ricordo che nel 2024 si fosse chiacchierato tantissimo dei Sepultura. Aprì le danze Max Cavalera, precisando che non avesse mai ascoltato loro musica inedita in seguito alla dolorosa e chiacchierata dipartita. Una cazzata gigantesca, di quelle che non ti basta una faccia da poker per dirle e poi, magari, confermarle. Pochi mesi dopo toccò ad Andreas Kisser, altra sponda. Un ultimo concerto con loro due sarebbe fantastico, asserì. Max gli fece subito eco, mentre nei festival estivi pianificava date assieme al fratello con una setlist interamente incentrata sul repertorio storico. Giustamente, aggiungerei. Max Cavalera fece l’apertura più importante fra tutte: sto aspettando che mi chiami e ha detto in un’intervista che lo farà. Sembrava fatta.
Le cose sono andate molto diversamente. Abbiamo visto gli spettacoli dei Cavalera costruiti sulla scaletta di Chaos A.D. Kisser e compagni hanno chiuso con un Ep indecoroso, The Cloud of Unknowing, con quattro brani che dei Sepultura non avevano neppure il sentore, presentando aperture a nuovi stili e atmosfere che francamente avrei evitato di propinare al pubblico a quindici anni suonati dal relativo scalpore sollevato da Kairos. Ma cosa vuoi evolvere? Ti stai sciogliendo.
All’annuncio, non più così recente, che i fratelli Cavalera non avrebbero affatto partecipato al concerto d’addio, non abbiamo dedotto che quella telefonata da Andreas Kisser non fosse mai arrivata. Abbiamo capito, al contrario, che nessuno si è preso la responsabilità di rivelarne i contenuti, perché, se le due parti non si sono accordate, nel dirlo al mondo, avrebbero entrambe fatto una figura caprina. A prescindere dal motivo, che io ripeterò in eterno essere il solo concetto di dover “spostare l’attuale cantante di lì con parole educate, per rifare posto all’altro”. Oggigiorno a cosa serve un concerto d’addio dei Sepultura che non sono più i Sepultura, quando un domani, i fratelli Cavalera, fisiologicamente a loro volta si ritireranno e organizzeranno un ulteriore concerto d’addio dei Sepultura, suonando Inner Self e Arise? Sembra tutto troppo scemo e sconclusionato per essere vero.
In origine il concerto di addio dei Sepultura autoproclamati avrebbe avuto luogo a San Paolo, ovviamente Brasile, allo stadio municipale Paulo Machado de Carvalho. La struttura è passata in seguito per una pesante ristrutturazione dai quarantamila posti originari, a circa venticinquemila. Naturalmente c’è da fare una netta distinzione fra quanta gente ficcheresti lì dentro per una partita di calcio, e per un concerto. Di spalla la parata di stelle chiamata Metal Allegiance, con Portnoy, Chuck Billy, Skolnick e tant’altri. Una buona paraculata, perché dal vivo con loro suona lo stesso chitarrista dei Sepultura. L’idea di Andreas Kisser che fa da ritmico ad Alex Skolnick con la sua Charvel (le ultime volte l’ho però visto con una Fender a tracolla) è un concetto così aberrante, che tenterò di rimuoverlo dalla mia mente al più presto.
Poi i Krisiun e i Sacred Reich, insomma un bill vario e ben costruito, ideale per soddisfare un po’ tutte le bocche. Pura cattiveria constatare che m’interesserebbe più vedere Phil Rind che spara una Death Squad (per gli amici Agent Orange, il riff veloce è identico), che tutto quanto il resto. Ma arriviamo al dunque:
Sarà andato storto dell’altro in tutta questa faccenda?

Pochi giorni fa la notizia ufficiale dello spostamento del concerto, sempre nella stessa data, sempre sotto il patrocinio di Santander come sponsor, che nel frattempo si è garantita la cessione del quinto sulle future buste paga di Andreas Kisser, nel caso qualcosa andasse ancor più storto. La nuova location sarà la Suhai Music Hall a San Paolo, con una capienza di circa novemila posti, comunque molti, per il sottoscritto comunque irrealistici perché ripeto: questa cosa dell’hype per l’ultimo concerto dei Sepultura di Derrick Green l’hanno montata solamente loro, e credo ci sia una maggiore curiosità per la presentazione del nuovo telescopio intelligente della francese Vaonis, con annuncio il 15 ottobre prossimo. Dategli un occhio, fanno oggettini veramente ganzi.
Nota a margine: Green mi viene sempre da scriverlo Greene, probabilmente perché è enorme come lo era Steele. Non passerà mai questa cosa. Seppur novemila posti siano un bel numero, i quattro musicisti (vorrei scrivere carioca, ma due di loro sono statunitensi) potrebbero presto accorgersi che le prevendite stanno andando in un’altra direzione e suggerirò loro una sede a prezzo ragionevole in cui portare dal vivo per un’ultima volta i classicissimi di Quadra. (Marco Belardi)



Ora che si sta avviando FINALMENTE SE SATANA VUOLE alla conclusione, possiamo affermare senza tema di smentite che lo split dei Sepultura e tutto ciò che ne è conseguito sono in assoluto la storia di gossip più deprimente e fastidiosa di tutta la storia del metal
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Però per chi era ragazzino allora e li adorava fu una vicenda molto istruttiva, quasi il primo assaggio di mondo adulto da un certo punto di vista: I SEPULTURA SI SONO SCIOLTI, GLI AT THE GATES PURE, I METALLICA SI VESTONO COME PUTTANE, TUTTO QUELLO IN CUI HAI CREDUTO È FALSO, LA TUA ADOLESCENZA È GIA’ FINITA, NON ESISTONO PRINCIPI NON NEGOZIABILI, MEGLIO PENSARE ALLA FREGNA.
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