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Death metal made in Italy: PSYCHOTOMY – Aphotik

6 ottobre 2018

Questa recensione vuole proporsi come una sorta di gemellaggio, poiché io sono toscano e gli Psychotomy veneti, ed è la matematica – oltre alla geografia – a dire che siamo tutti quanti dei potenziali grossi bestemmiatori. Ma sarò sincero, non avrei mai pensato di scriverla.

Per puro caso, lo scorso anno mi sono ascoltato Antinomia, mentre vivevo una fase di “recupero” di certo death metal oscuro e dissonante che è molto in voga al giorno d’oggi. Mi parve noioso, riusciva a suonare prolisso nonostante durasse una mezz’ora netta. La realtà è che gli Psychotomy, oggi un terzetto e per buona parte al femminile, sono cresciuti molto in fretta ed hanno capito quali ingredienti mancassero al ricettone letale che ho menzionato sopra: ne occorrono pochissimi, e quello principale consiste sicuramente nelle canzoni. Sì, perché questo tipo di death metal non ha pietà verso chi lo interpreta: mentre da altre parti puoi nascondere le tue mancanze dietro agli accorgimenti tecnici o alla brutalità, suonando tutto ciò che è anche alla lontana imparentato con gli Incantation, devi essere semplice e funzionale. Tutto il resto, seriamente, non ti serve a un cazzo.

Se non ci sono buone canzoni, sorrette a loro volta da ottimi riff, il death metal ferale che in passato ci ha regalato capolavori come Dawn Of PossessionOnward To Golgotha non ha ragione di esistere. Questo è il motivo per cui accostare gli Psychotomy a Dead Congregation o Ulcerate, o ad altri act ricollegabili agli ultimi dieci anni di storia discografica, è giusto ma allo stesso tempo anche un po’ sbagliato. Il sound richiama le dissonanze tipiche di queste due formazioni, ed anche se non si toccano i picchi di velocità di Promulgation Of The Fall, è il modus operandi minimale a riportare alla memoria il death metal di metà anni Novanta, piuttosto che la rigogliosa vena odierna.

Dimenticatevi la follia dei Portal o l’estro dei Construct Of Lethe, avrete sempre la sensazione di ritrovarvi fra le mani un qualcosa che è discendente dei Morbid Angel più infernali di Formulas Fatal To The Flesh, ma dovrete semplificarlo per fare un paragone davvero concreto. Incantation ed Immolation, i due nomi che si riveleranno maggiormente ricorrenti scorrendo per le nove tracce del nuovo Psychotomy. La batteria addirittura mi ha ricordato, e non poco, quella di Harnessing Ruin – per chi scrive, uno dei dischi più sottovalutati di Ross Dolan e Robert Vigna – mentre il muro innalzato da chitarra e basso avrebbe forse meritato un maggiore spessore. Quattro tracce di livello fantastico aprono Aphotik, è davvero difficile sceglierne una e vi è una continuità di stile totalmente perseverante, che procede sino all’accoppiata finale: lì, ovvero in Beyond The Eternal OmegaLethe, ci si avvicinerà un po’ di più allo stile dissonante dei Dead Congregation e di altro materiale contemporaneo, il fattore Novanta verrà abbattuto, ed a mio avviso ne risentirà un pelino anche la qualità dell’album; anche se Beyond The Eternal Omega è probabilmente il brano col miglior “tiro” dell’intero lotto, ha personalità, ma anche meno attributi di alcune fra quelle che la precedono. Ascoltatevi per esempio Blasphemous Inception – con un break centrale che sembra realmente uscito dalla penna di Trey Azagthoth – e godetene.

Interessantissimo act del panorama italiano, che adesso dovrà prendere una direzione e sperare nei migliori risultati possibili: quella della coerenza, che non perdonerà alla prima occasione in cui verranno a mancare le idee, oppure quella dell’evoluzione. E date le infinite possibilità che offre il death metal, come dimostrato dai Portal e da tanti altri, perché no? Promossi. (Marco Belardi)

3 commenti leave one →
  1. vito permalink
    6 ottobre 2018 15:30

    li ho “intrasentiti” e non sono male ! non mi hanno colpito come i Portal che fanno una roba talmente schizofrenica da farmi sentire una persona normale !

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  2. 6 ottobre 2018 18:56

    La firma “Marci Belardi” è per essere a tono con il contenuto del post?

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  3. 6 ottobre 2018 20:10

    o ho ascoltato gli estratti da questo disco, veramnte validi e penso che il nostro paese a brutalità non ha nulla da invidiare ad altre nazioni. La Evrlasting Spew Records sta facendo un ottimo lavoro con il materiale che sta pubblicando.

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