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IMMOLATION – Kingdom Of Conspiracy (Nuclear Blast)

21 maggio 2013

immolation-kingdom-of-conspiracyCi sono band fisiologicamente impossibilitate a fallire. Non ci credete? Ascoltatevi allora l’ultimo parto di quelle furie degli Immolation a titolo Kingdom Of Conspiracy e vedrete che non dico panzane. Di dischi belli in ambito death metal grazie al demonio continuano ad uscirne ma penso sia innegabile il fatto che a fronte di quei 5-6 lavori meritevoli prodotti ogni anno ci sono tonnellate di materiale inutile, pubblicato a volte anche da nomi grossi della scena (vedere gli Hate per farsi un’idea). Meno male che i ragazzoni di New York continuano a stazionare sulla buona strada, producendo album capaci di sconquassarvi le budella ad ogni ascolto.

Kingdom Of Conspiracy è il nono full length dei Nostri e dimostra una classe inarrivabile per la maggior parte delle nuove leve: la classe di chi questo genere l’ha plasmato dagli albori, di chi ha saputo costruirsi uno stile personale e identificabile, diventando un faro per le nuove generazioni che anelano a suonare un death metal oscuro, nero come la pece e violento come un colpo di machete nel cranio. L’album è devastante sotto ogni punto di vista: la cacofonia tipica del trademark Immolation si apre spesso a passaggi più ragionati e lenti, ma pesanti come macigni. La sezione ritmica è come al solito qualcosa di inarrivabile, soprattutto dal punto di vista del drumming, terremotante e capace di incastrarsi alla perfezione in ogni riff, mantenendo una complessità tale da far bestemmiare qualunque batterista che si domanda ogni volta “e qua che cazzo sta suonando?” (credetemi, succede). Il comparto lirico affidato come da tradizione all’ottimo Ross Dolan è infarcito ancora una volta di maledizioni e anatemi assortiti all’indirizzo di clero e divinità tutte, un simpatico calderone pieno di “vaffanculo” recapitato direttamente a casa della simpatica congrega cristiana verso la quale gli Immolation hanno sempre avuto parole gentilissime. Emerge però già dal titolo un indirizzo leggermente differente, puntato verso una visione più (manco a dirlo) occulta e impregnata di cospirazioni. Personalmente importa poco, finché continuano a produrre musica del genere possono pure parlare di bimetallismo e io sono contento lo stesso. Insomma c’è poco altro da aggiungere, Kingdom Of Conspiracy è, insieme a Pinnacle Of Bedlam dei Suffocation, uno degli album migliori dell’anno. Poi sarà pur vero che io per gli Immolation nutro un’ammirazione pari a quella dei giamaicani per la botanica alternativa, ma questo disco è innegabilmente stupendo. E già il fatto che siate arrivati a leggere fin qui senza averlo ancora ascoltato è la dimostrazione che nel mondo qualcosa non funziona. Compratelo, Spotifycatelo, rubatelo alla cuginetta, fate quel che vi pare ma ascoltate Kingdom Of Conspiracy. Ora scusate ma devo andare a cambiare le candele sull’altarino di Ross Dolan. (Luca Bonetta)

13 commenti leave one →
  1. Helldorado permalink
    21 maggio 2013 11:41

    Discone!

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  2. sergente kabukiman permalink
    21 maggio 2013 17:50

    il disco sembra ottimo, però ragazzi scusate se dico sempre le stesse cose, ma sti dischi nuclear blast suonano tutti uguali!! che palle

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  3. Snaghi permalink
    21 maggio 2013 21:18

    come dice l’allenatore della squadra che tifo (mi sa tra poco ex allenatore): benebene

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  4. 23 maggio 2013 11:45

    Per carità non penso che nessuno abbia niente da ridire sulla prestazione di Shalaty, ma quella batteria suona fintissima. Il disco sarà anche ispiratissimo, ma quell’odore di plastica bruciata da Death Cult Armageddon non glielo toglierà mai nessuno.

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