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Un gelato al limon con MALEVOLENT CREATION e BROKEN HOPE

10 agosto 2013

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Sarà un autunno caldo per i deathster di osservanza Usa. Gli Obituary sono tornati in studio per incidere il disco sovvenzionato dai fan tramite Kickstarter (sono il primo gruppo di un certo calibro a ricorrere alla raccolta fondi via internet ma la cosa sta, lentamente, prendendo piede: si pensi agli Arsis, che hanno avviato una campagna analoga per finanziare il loro prossimo tour o – ed è notizia di oggi – a Varg Vikernes, che sta chiedendo sostegno economico per le sue spese legali, dato che, in seguito alle sue ultime vicissitudini, gli hanno bloccato il conto in banca). Il giorno successivo il nostro accorato appello (ahem), i Pyrexia hanno comunicato la data di uscita di Feast Of Iniquity, che sarà fuori a fine ottobre su Unique Leader e dovrà essere per forza meraviglioso. Poi, vabbè, che Surgical Steel sia carino lo sappiamo già, anche se i dietrologi paranoici come il sottoscritto avranno bisogno di almeno un altro mese per riuscire a goderselo senza eccessive pippe mentali. E tra un po’ tornano pure i Malevolent Creation e i redivivi Broken Hope. Purtroppo, con tutta la vecchia scuola tornata ad alti livelli (si pensi alla troika newyorchese Incantation, Suffocation e Immolation, sebbene questi ultimi due abbiano visto i loro recenti dischi castrati da una produzione troppo pulita), restare al passo non sarà semplice, se dobbiamo fidarci di quanto diffuso dalle due band in questi giorni.

Face Your Fear, nuovo brano degli autori di The Ten Commandments, è una banale slayerata in mid-tempo che insiste su un ritornello debole e poco ispirato. I Malevolent Creation avranno perso un po’ di smalto nell’ultimo decennio ma roba così Phil Fasciana la scrive in dieci minuti mentre guarda il Super Bowl ubriaco:

Gus Rios ha spiegato che il pezzo non è l’anticipazione di un full. Anzi, i floridiani starebbero valutando se valga la pena o meno continuare a far uscire lavori sulla lunga distanza. “Per una band come noi, con 11 album e oltre 110 canzoni, non ha senso registrare dieci nuovi brani“, ha spiegato il batterista a Decibel, “stiamo pensando che pubblicare ep potrebbe essere la strada giusta. In questo modo possiamo concentrarci sullo scrivere cinque tracce veramente buone e suonarle tutte dal vivo”. “Non vogliamo essere una band costretta ad appoggiarsi al passato“, ha aggiunto Rios, “Vogliamo scrivere pezzi abbastanza buoni perché la gente li voglia ascoltare live assieme ai classici e, realisticamente, noi estrarremmo dal vivo solo cinque canzoni da un nuovo album in ogni caso, dato il nostro esteso catalogo“.

Ok, Gus, però, se siete ancora in grado di pubblicare un lp godibile dall’inizio alla fine, come era stato lo stesso Invidious Dominion, io me lo ascolto volentieri. La mia idea è che quando, dopo Warkult, Rob Barrett se ne andò per tornare nei Cannibal Corpse, i Malevolent Creation abbiano perso un pezzo piuttosto importante. E gli elevatissimi standard mantenuti da Webster e compagni da Kill in poi sembrerebbero dimostrarlo.

Va un po’ meglio con The Flesh Mechanic, più che altro perché, almeno nel mio caso, le aspettative non erano stratosferiche. Resuscitati dopo dodici anni di buio (durante i quali il chitarrista ed eminenza grigia Jeremy Wagner si era dato da fare, senza costrutto, con i Lupara), i Broken Hope hanno sicuramente avuto un ruolo storico di un certo peso, incattivendo ulteriormente la formula del death metal a stelle e strisce primigenio e toccando vette inedite di eccesso, sia sonoro che concettuale, che influenzeranno pesantemente il brutal moderno e daranno la stura a una delle scuole più interessanti e prolifiche del genere, quella di Chicago; tuttavia l’unico loro disco che considero davvero indispensabile resta Loathing. Il pezzo, che farà parte dell’imminente Omen Of Disease, non è però affatto male, con il giusto bilanciamento tra violenza e tecnica. Il nuovo cantante Damian Leski, prelevato dai Gorgasm, non sarà Joe Ptacek, morto suicida nel 2010, ma fa la sua porca figura. Dite la vosta che ho detto la mia:

3 commenti leave one →
  1. fredrik permalink
    10 agosto 2013 13:55

    sono di parte, ma roba brutta dai malevolent non ne ho mai sentita, e ho proprio un debole per tutto ciò che fasciana scrive e hoffmann sbraita.
    ottimo parrebbe anche il ritorno dei broken hope… si prospetta un bell’autunno!

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