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Nessuno ammazza i Malevolent Creation

22 novembre 2010

“No one can destroy this Malevolent Creation” cantava la band di Phil Fasciana ai tempi dell’immortale esordio The Ten Commandments, e in effetti l’act di Fort Lauderdale è un po’ come quei cattivi da film horror che non vanno giù manco se vuoti loro addosso un intero caricatore. Non li ha ammazzati niente, nè un rapporto con le case discografiche alquanto burrascoso (almeno prima di trovare riparo tra le braccia di mamma Nuclear Blast), nè gli intelligentoni che di volta in volta li additano come l’emblema del gruppo death metal creativamente immobile e musicalmente reazionario (come se fosse di per sé un male) e neppure una line-up a porte girevoli che – per la cronaca – da poco ha registrato il ritorno del bassista originario Jason Blachowicz, uscito e rientrato per la seconda volta,  e l’arrivo dell’ennesimo secondo chitarrista, Gio Geraca degli Upon Infliction, dove milita anche il batterista Gus Rios, che ora sta peraltro nei Divine Empire, la band formata da Blachowicz che includeva altri ex Malevolent come… Vabbè, mi fermo qui, che è un casino. In questi giorni se ne sono usciti con un ameno video orrorifico. Non è paragonabile all’allucinante Ohrwurm dei Cephalic Carnage ma è comunque simpatico: una specie di omaggio alle atmosfere di Hostel con il consueto malcapitato che finisce nelle grinfie dell’allegro chirurgo di turno.

Il pezzo è tratto da Invidious Dominion, undicesimo full-lenght in studio dei floridiani in vent’anni di onorata carriera, uscito lo scorso agosto. Com’è? Beh, è un disco dei Malevolent Creation. Se non lo avete ancora sentito e, come me, non vi siete stancati di questa roba vale la pena procurarselo. Ascoltarli nel 2010 è un po’ come andare a pranzo dalla nonna, in tavola c’è sempre la solita roba ma non smetterà mai di piacerti. Sempre la solita rinfrancante fiera della brutalità, sempre il solito cattivissimo US death metal quadrato, intransigente e, ancora una volta, fieramente uguale a sé stesso. No one can destroy this Malevolent Creation… Non hanno mai smesso di andare avanti a testa alta (o bassa, a seconda dei casi), incuranti di tutto quello che accadeva loro intorno nella scena, da ultimi giapponesi sull’isola. L’unico vero passo falso lo fecero in gioventù, quello Stillborn del ’93, uscito dopo i seminali The Ten Commandments e Retribution, che, tra uno scazzo sulla produzione e l’altro, costò loro il contratto con la Roadrunner. Due anni dopo misero a tacere tutti con l’eccellente Eternal, un titolo alquanto programmatico. Da allora non si sono mai fermati, alternando devastanti e insperate prove di forza, come In Cold Blood (che all’epoca, quando ero un imberbe tape-trader compulsivo, fu parte di uno scambio di nastri con Matteo Cortesi, che allora-  ovviamente – non conoscevo affatto; mi spedì in cambio, se non ricordo male, Torture Garden dei Naked City)  e The Will To Kill, a lavori sorretti magari più dal mestiere che dall’ispirazione ma mai realmente sbagliati. Come questo Invidious Dominion. Che, ok, sarà scontato e risaputo quanto volete ma distrugge tutto come una carica di rinoceronti incazzati che irrompe alla fiera annuale delle porcellane cinesi.

Se scoppiasse una guerra nucleare Phil Fasciana non farebbe una piega: si chiuderebbe nello studio e ci scriverebbe un altro disco sopra, continuando a macinare un riff dietro l’altro e cercando di farlo uscire prima dell’irreparabile. Io mi immagino Phil mentre fa le cose di tutti i giorni, tipo andare a comprare la birra o portare a spasso il cane. Attività durante le quali la gente normale cammina sovrappensiero, rimuginando sugli affari propri, che so, casini lavorativi, casini sentimentali, casini esistenziali. Phil Fasciana no, lui pensa a nuovi riff per il prossimo album. E’ una calda serata estiva floridiana. Lui è appena uscito da un drugstore sull’autostrada, di quelli dove ogni americano che si rispetti fa sosta per rifornirsi dello junk food più immondo che si possa concepire, e sta per caricare una cassa di Bud sul retro della sua auto, che ovviamente sarà un pickup ultrainquinante grande quanto casa mia. All’improvviso gli viene in mente un riff e inizia a fare air guitar da solo. La cassa di Bud cade a terra e si fracassa. Lui si gira e allarga le braccia tatuate davanti al proprietario dell’emporio, che scuote la testa con un sorriso di rassegnazione. Ci è abitutato, e poi vuole molto bene a Phil da quando l’anno prima aveva fatto fuori un tizio che stava tentando di rapinare il negozio (questa dovrebbe essere una storia vera ma in realtà non si è mai capito bene come sia andata, secondo la polizia non ci scappò manco il morto. Boh).

A Phil Fasciana è appena venuto in mente un nuovo riff

A pulire però non ci pensa nemmeno, deve schizzare a casa, prendere la sua Jackson e buttare giù quel cazzo di riff. Che probabilmente avrà già usato quindici volte, ma a lui non importa. E a noi manco. Poi si rende conto che è tornato a casa senza birra ed esce di nuovo per andarla a prendere. Già che c’è, porta a spasso il cane, che è sicuramente un pitbull cattivissimo che ha chiamato “Undertaker” o qualcosa del genere. Tutto a un tratto gli viene in mente un fantastico pattern di batteria che starebbe benissimo insieme a quel riff. Si mette a mimare il rullante con le mani e a fare headbanging da solo per strada. Poi corre di nuovo a casa a telefonare a Gus Rios per spiegarglielo. Nel frattempo ha mollato il guinzaglio del povero Undertaker, che andrà a fare i bisogni per cazzi suoi. Tornerà da solo, anche lui ci è abituato. Magari lo ha pure addestrato a portargli la cassa di Bud.

Tra qualche settimana uscirà inoltre, per i tipi della Arctic Records, Australian Onslaught, il terzo disco dal vivo in sei anni. Così, tanto per non restare con le mani in mano. No one can destroy this Malevolent Creation… (Ciccio Russo)

7 commenti leave one →
  1. sergente kabukiman permalink
    22 novembre 2010 19:48

    ahaha ciccio il report della scrittura dei brani dei malevolent è stupendo(anche la foto non scherza)!solo per questa storia mi andrò a comprare sto disco..hail malevolent!!

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  2. funambolo permalink
    23 novembre 2010 18:29

    uahahhhahahaha…che film che si fa in testa il nostro Ciccio

    Viva Phil e viva le bud

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