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Yngwie Malmsteen vs Silvio Berlusconi

5 ottobre 2017

Premessa: ho mancato la finestra dell’edizione settembre 2017 dell’amata rubrica ‘Avere vent’anni’ e sono arrivato lungo ad ottobre inoltrato. È un periodo un po’ così, che volete farci, arriva il cambio stagione e non so mai cosa mettermi. Però il discorso Yngwie/Berlusconi mi pareva brutto buttarlo nel cesso, sicché eccovelo comunque. Contenti, no?

Facing The Animal è l’ultimo disco prodotto bene di Yngwie J, e solo perché c’è Chris Tsangarides a produrlo. Pensate, simpatici lettori, sono quasi vent’anni che questo ci propina non tanto dischi di merda (perché poi il famoso Concerto Suite, Alchemy – soprattutto, End To End All Wars e qualcos’altro valgono la pena), ma lavori che si sentono davvero, davvero malissimo. Il tutto perché convinto, manco fosse il Berlusconi dei tempi d’oro, d’essere un unto dal Signore, quando tutt’al più è giusto unto.

Peraltro, sempre come Berlusconi, guardate come cazzo s’è ridotto: incide dischi di merda, senza cantante, dal vivo suona sempre più malamente e col palco per più della metà occupato da ‘sta montagna di amplificatori farlocchi (ne funzioneranno al massimo un paio, di cui uno di riserva) che non servono a nulla se non a togliere spazio al resto del gruppo, che si ritrova ammassato in due metri quadri scarsi mentre lo sveglione di cui sopra zompa mentre suona di merda per tutto il rimanente, e sovrabbondante, spazio a disposizione. Boh.

Amici cari, personalmente ho sempre adorato Yngwie e non tanto il personaggio – quello affatto, ma i dischi, che mi hanno segnato parecchio dall’adolescenza in poi e grazie ai quali ho scoperto, a ritroso, Ritchie Blackmore, i Rainbow, Deep Purple, Al Di Meola e parecchia altra roba. Infatti questo allucinante parallelismo con Berlusconi ha un evidente punto di rottura se consideriamo le origini di ‘sti due.

Se Malmsteen è stato un talento puro, un talento vero, venuto alla ribalta in un periodo storicamente favorevole ma comunque non senza indubbie, grandi doti personali e che ha fatto, nella prima parte di carriera, dischi preziosi sia strumentalmente parlando che non, Berlusconi in politica, diciamo come ‘statista’, è stato un fallimento annunciato pur avendo a un certo momento il consenso ed i numeri in parlamento per fare praticamente qualsiasi cosa, dove però quel qualsiasi cosa si è ridotta, in sostanza, ad un circo di fenomeni da baraccone, saltimbanchi e puttane andato avanti più o meno vent’anni.

Ovviamente sono personaggi al declino, artistico per Malmsteen e totale per Berlusconi, ma mentre il primo ha il mio rispetto, per il secondo nutro solo disprezzo. Per tornare a Facing The Animal, sappiate che è un discone fantastico ed uno dei lavori più riusciti di Yngwie, con una formazione stratosferica che trova in Cozy Powell alla batteria e Mats Leven alla voce i due punti di forza sui quali si poggia un Malmsteen incredibilmente ispirato, incredibilmente soprattutto se considerate che Facing The Animal è venuto giusto dopo Seventh Sign e Magnum Opus, due altri lavori stupendi, oltre all’album di cover Inspiration, pure piuttosto ispirato (…).

L’album più completo e a fuoco del Malmsteen fine millennio. Pezzi tipo Braveheart, My Resurrection, Only The Strong (FANTASTICA) o la stessa Facing The Animal sono gemme che qualcun altro per comporle si sarebbe venduto un coglione. Lo stato di grazia del Malmsteen in quel periodo è eccezionale, e fa il paio con quei meravigliosi dischi degli anni ottanta con i quali è esploso. Adesso Yngwie è quello che è, però Facing The Animal e tutto (o quasi) quello che è venuto prima è meritevole di essere scoperto, se non lo conoscete, o riscoperto, se lo conoscete già. Si tratta di album che suonano incredibilmente freschi, anche come produzione. Lasciate perdere il Malmsteen odierno, sta scomparendo piano piano, se vi capita di vederlo dal vivo magari sì, ma giusto quello. E comunque sempre meglio di un comizio di Berlusconi, poi fate voi. (Cesare Carrozzi)

One Comment leave one →
  1. 5 ottobre 2017 21:10

    Se posso accettare che Yngwie, sia pure maldestramente, occupi un posticino nella scena metal odierna, mi sfugge la ragione per la quale il Silvio, dopo vent’anni e passa di fallimenti epocali nonché palesi a chiunque abbia occhi per guardare e cervello ancora funzionante, continui a imperversare sulla scena politica nazionale con la protervia di chi continua a considerarsi indispensabile…..e allora, faccio volentieri un cambio : lo svedese continui a realizzare dischi di merda fino al 2030, la mummia sorridente ceda il passo e svanisca , più che dalla nostra vista, dai nostri pensieri. P.S. : caso mai andasse come auspico, mi impegno ad acquistare la versione deluxe di tutti i futuri non-capolavori del Nostro…

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