CRYPT SERMON – Out Of The Garden (Dark Descent)

3-3-crypt-sermonPrendete con le pinze questa mia affermazione di panza: Out Of The Garden è forse il miglior album di doom classico uscito in questa prima metà del 2015. In una scena dove, nonostante l’inarrestabile proliferare di nuove band, la maniera prevalente resta quella narcosatanista alla Electric Wizard, i Crypt Sermon, cinque ragazzi del giro estremo di Philadelphia senza alcun trascorso particolarmente illustre e al loro esordio discografico assoluto, attingono a un filone che rimane poco frequentato dalle formazioni più recenti: il doom epico alla Candlemass, richiamati in maniera esplicita nelle linee vocali salmodianti di The master’s bouquet (la stessa impostazione del cantante Brooks Wilson ricorda parecchio quella di Robert Lowe).

Non siamo in territori diversissimi dagli ultimi Grand Magus: chitarre lugubri e rallentate che erompono in cavalcate da epic metal anni ’80 e fugaci lampi NWOBHM. Rispetto ai summenzionati svedesi ci sono però un abbandono ancora più radicale della componente blues del canone sabbathiano e un’atmosfera più biblica e solenne: non hanno nulla di birraiolo, insomma. La negatività senza speranza di quei Solitude Aeturnus che costituiscono probabilmente l’influenza più diretta viene invece temperata da un approccio più arioso e fruibile che, grazie anche a una facilità di scrittura impressionante per dei debuttanti, rende i Crypt Sermon potenzialmente appetibili anche a una platea molto più vasta del circolo di adepti del culto del riff con il santino di Tony Iommi nel portafogli. Speriamo che non si normalizzino al secondo disco, come succede alla maggior parte dei giovani gruppi doom appena raggiungono un minimo di esposizione. Anche perché gli episodi migliori sono quelli dove gli americani mettono da parte l’ortodossia e si concedono sorprendenti contaminazioni come la splendida Into the holy of holies dove un ritornello da gothic metal di fine anni ’90 lascia spazio a un inno guerresco alla Warlord che vi farà venir voglia di uscire per strada brandendo un’ascia bipenne a caccia di nemici del vero metal. La Dark Descent si conferma l’etichetta underground statunitense con il fiuto migliore. Se son crisantemi fioriranno. (Ciccio Russo)

8 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...