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Il nuovo pezzo degli EXODUS non convince proprio tantissimo

10 settembre 2014

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Se gli Exodus fossero finiti tutti in una clinica per disintossicarsi dalle anfetamine dopo Tempo of the damned e questa Salt the wound (con Kirk Hammett, che fece un passaggio tra le loro file prima di sostituire Dave Mustaine nei Metallica, ospite con un assolo; in un altro brano c’è Chuck Billy) fosse il primo loro segno di vita da dieci anni, starei sparando i botti. La realtà è che in mezzo ci sono stati i tre dischi con il defenestrato Rob Dukes alla voce, che contengono pezzi molto migliori di ‘sta canzone. Dischi nei quali avevano provato a sperimentare, a volte in modo forzato (The atrocity exhibition), altre in maniera ispirata (Exhibit B). So che c’è un sacco di gente che i botti li ha sparati quando è tornato il cantante di Fabulous Disaster e capisco il loro punto di vista. Però non vorrei che, rientrato Steve Souza, la band si adagi sul revivalismo. Perché Salt the wound ricorda più il disco degli Hatriot che le ultime cose degli Exodus. È carina, per carità, ma Gary Holt l’avrà scritta in mezz’ora mentre stava guardando il Super Bowl da scoppiato:

Blood in, blood out esce a metà ottobre su Nuclear Blast.

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