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MILF – Un romantico post di San Valentino

14 febbraio 2014
Doro

Non si esce vivi dagli anni ottanta

Milf (mother I’d like to fuck) è un termine noto a tutti gli assidui frequentatori di siti porno i fan della serie Desperate Housewives, una categoria salita alla ribalta del grande pubblico dopo il film American Pie ma già ampiamente conosciuto dagli habitué della sezione V.M. 18 delle videoteche delle serate di Rai2. Chi viaggia intorno alla trentina, ricorderà certamente con nostalgia quel passaggio dal supporto in vhs al download selvaggio di video tirati giù da siti imbottiti di spyware, malware, trojan (in tutti i sensi) e qualsiasi altra porcheria in grado di distruggere un computer prima ancora che i video stessi potessero distruggere la vista. I più raffinati, o i meno propensi a smanettare con firewall ed antivirus, potevano dilettarsi fantasticando sulle cantanti dei gruppi metal, spesso avvenenti signorine sulle cui reali capacità si potrebbe obiettare, altre volte degne rappresentanti dell’altra metà del nostro genere preferito. Se rientrate tra i 30 something di cui sopra, ricorderete come, agli albori del nuovo millennio, l’unica vera MILF metal fosse la tedesca Doro Pesch, che in realtà aveva l’età che avete (ho) oggi ma che a quel tempo vedevamo più prossima a una genitrice che non a una sorella maggiore. Non vi è dubbio, però, che anche una quindicina d’anni fa e passati già abbondantemente i trenta, l’ex frontwoman dei Warlock fosse ancora perfettamente in grado di risvegliare i sensi, anche quelli degli imberbi giovinetti. Non si può dire altrettanto della norvegese Liv Kristine. Non so voi ma personalmente la Kristine ha sempre avuto un rapporto distruttivo nei confronti dei genitali, sia durante il periodo Leaves’ Eyes che come solista (parzialmente anche coi Theatre of Tragedy, in realtà), ragion per cui non riesco a disperarmi per il suo tracollo fisico e per il suo aspetto da attempata pornostar jugoslava caduta in disgrazia. Si potrebbe ricondurre il tutto su un piano puramente etnologico, attribuendo all’area geografica di riferimento la responsabilità di cotanto sfacelo ma questo non servirebbe a spiegare il fatto che la Kristine e la Michaelsen abbiano la stessa età e Kari Rueslåtten sia addirittura più grande di quattro anni.

kristinemichaelsen

Invecchiare: lo stai facendo nel modo sbagliato

Dall’altra parte del Golfo di Botnia, neppure le finlandesi se la passano granché bene. Non a caso il più noto portale finnico per adulti non contempla la categoria delle Milf ma in compenso contiene video come “Hovipillu” , “Mr. Daddy saa Ruotsalaista pimppaa” e “Keisarin Orgiat”, che suppongo sia una pratica di gruppo da attuare solo nei minuti finali di gioco. E in effetti a guardare due delle esponenti più rappresentative del paese non c’è da sorprendersi. Tarja Turunen, all’alba dei 36 anni, mostra tutti quei limiti che la giovane età e Photoshop potevano mascherare fino ad un certo punto. Heidi Parviainen degli Amberian Dawn, nonostante abbia soli 34 anni, quando non si affida alle app che trasformano le sue foto in finti dipinti, sembra una signora uscita da una serie tv degli anni settanta.

gossowsolo2011

Combattere le nevrosi col THC

Detto di Doro, che rientra ormai nella categoria “mature” (next stop: “granny”), la Germania può vantare un altro esemplare celebre, che rifugge comunque dallo stereotipo della tedesca burrosa che serve birre all’Oktoberfest stretta in  vestitini improbabili. A quasi quarant’anni, Angela Gossow si sta progressivamente trasformando nella versione teutonica di Margherita Buy, con tutte le considerazioni che ne conseguono. A sua parziale giustificazione occorre ricordare come, in giovane età, fosse sostanzialmente la classica biondina anonima; non stupisce, quindi, che oggi, esaurita la sorpresa nel vedere una biondina anonima strillare in growl, Angela si sia riciclata come esegeta del pensiero bakuniano e paladina della marijuana libera.

Il problema delle donne del Benelux (era dai tempi delle medie che sognavo di tirare fuori il Benelux in un articolo) è molto simile a quello delle donne francesi: se siete amanti della donna dai lineamenti marcati e dalle forme appena accennate, troverete pane per i vostri denti. Se il vostro ideale di femminilità ha canoni completamente diversi, allora le vedrete per quello che effettivamente sono: uomini con la frangetta. Con loro viene meno anche l’annosa opposizione tra amanti del lato B ed amanti dei decoltè, risolta con uno zero a zero senza guizzi. Anneke van Giersbergen gode di numerosi estimatori, anche all’interno della redazione, io mi limito a sospendere il giudizio e lasciare la parola alle immagini.

Anneke

Anneke e Dianne van Giersbergen: se questo è un uomo

“Sai come sono fatte le donne calabresi: invecchiano rapidamente, tendono ad ingrassare”, diceva il parroco italiano, emigrato in Australia, incaricato di combinare matrimonio tra italiani residenti nella terra dei Destroyer 666 e italiane desiderose di affrancarsi dal meridione rurale, nel film con Alberto SordiBello Onesto Emigrato Australia Sposerebbe Compaesana Illibata”. Al netto del giudizio testé espresso sulle donne calabresi, è innegabile che, mediamente, lo stato di conservazione delle donne italiane raggiunga vette inimmaginabili per buona parte delle coetanee di tutto il mondo. Un fenomeno che non è spiegabile, ad esempio, col clima o con la moltitudine di invasioni straniere che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a rendere più variegato il corredo genetico. Altrimenti non si spiegherebbe come una nazione per certi versi affine all’Italia, come la Spagna, sia storicamente condannata a generare ragazze dalle forme grottesche e dai lineamenti cubisti. Per quanto si possa criticare la musica dei Lacuna Coil, è innegabile che Cristina Scabbia sia, senza mezzi termini, la vera MILF dell’intero panorama metal.

italiaspagna

Una di queste tre è una modella ed ha 28 anni. Scopri quale.

Un capitolo a parte, infine, va dedicato alle asiatiche. La loro fortuna (o la loro condanna) è quella di sembrare quindicenni anche a quarant’anni, cosa che solitamente attizza le pulsioni di chi cerca la donna esile, minuta e apparentemente sottomessa. Di converso, così come le franco/belga/olandesi, il problema principale (per chi non rientra nella categoria di cui sopra) è rappresentato dal paesaggio piatto che le contraddistingue, da qualsiasi lato vi mettiate ad ammirarle. Kimberly Goss dei Sinergy e Ji In Cho, dei Krypteria, pur essendo nate altrove, sono entrambe di chiara origine coreana ed entrambe abbondantemente sopra i trenta. Certo, la Goss potrebbe rientrare tranquillamente nella categoria “chubby”, anche perché non deve essere facile passare da una dieta a base di riso e verdure ad una di patatine e hamburger, passando per una fatta di filetti di balena e salami di cervo e mirtillo, negli anni della sua permanenza in Scandinavia. Niente a che vedere col cibo giapponese, che anche a quarant’anni fa sentire tutti i suoi benefici effetti sulle corde vocali. E ti lascia una pelle candida senza neanche fare ricorso al corpsepainting.

7 commenti leave one →
  1. 14 febbraio 2014 12:50

    La frase: “Con loro viene meno anche l’annosa opposizione tra amanti del lato B ed amanti dei decoltè, risolta con uno zero a zero senza guizzi.” merita di entrare nelle antologie della letteratura italiana!

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  2. pdepmcp permalink
    14 febbraio 2014 14:26

    lungi da me l’idea di inserirla fra le maggiorate, ma uno 0 non mi pare che se lo meriti:

    Per il resto vorremmo un po’ di documentazione fotografica dello sfacelo raccontato, perchè google ci restituisce palate di foto ritoccate di donne che sembrano ancora in gan forma

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  3. Sangueblu permalink
    14 febbraio 2014 14:34

    Sono questi articoli che mi rendo fiero di essere un metallaro

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  4. Nervi permalink
    15 febbraio 2014 02:06

    Secondo me il problema della signora Kristine, che è poi anche quello della Turunen, è che è troppo magra per il tipo di fisico che si ritrova. Già me la immagino mentre porcona tra gli scaffali del supermercato alla ricerca dello yogurt con meno kcal, passando le poi giornate a dannarsi per ogni grammo di culo che le cresce, non riuscendo a capire che sarebbe bellissima se si lasciasse un pò andare. Lo stesso discorso lo potrei fare per la Turunen; cavolo, a 36 anni ha la faccia di una sciatrice in pensione. Articolo da brivido comunque, complimenti.

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  5. Luca permalink
    15 febbraio 2014 10:34

    oh, ma quanto sono divertenti i vostri articoli? siete i Renato Pozzetto del metal!
    Per il resto, dopo avere visto che si parlava di Kari Rueslaatten, sono tornato ad ascoltarmi “Tears Laid In Earth”: immenso, per me uno dei 3-4 dischi fondamentali mai usciti dalla Norvegia. Purtroppo quella meraviglia (anno 1994, ma sembra registrato ieri mattina…) ha alimentato il filone gothic-dark femminile che tanta spazzatura ha prodotto negli anni… Ho cercato un paio di foto recenti di Kari e devo dire che è invecchiata davvero bene, a Marzo esce pure un suo disco nuovo solista (a proposito, il suo vecchio disco solista “spindelsinn” è pure molto bello). Quello che non capisco è come fa un paesino come Trondheim a cacare fuori tante cose belle: 3rd&the Mortal, Motorpsycho, Kari (ascoltatevi pure il suo vecchio disco solista “Spindelsinn”), ed un po’ di gruppi metal davvero bravi….

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  6. Lorenzo permalink
    6 marzo 2014 13:17

    Apro il capitolo Brasile:

    Che poi sembrano più che altro la colonna sonora di un Germania – Brasile d’altri tempi, con Petrozza e Cavalera in campo.

    Io mi sono quasi innamorato.

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Trackbacks

  1. Siam tre piccole porcellin, Kari, Anneke e Liv Kristine | Metal Skunk

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