BURZUM: Varg Vikernes arrestato in Francia per attività terroristiche

vikernes arrested

Stamattina Varg Vikernes è stato arrestato a Salon-La-Tour, nella provincia di Corrèze, in Francia. L’accusa è quella di stare “programmando un massacro”, anche se per adesso non si hanno altri particolari. Il Conte era nella sua fattoria insieme alla moglie, Marie Cachet, e ai loro tre bambini, quando l’equivalente francese della Digos è arrivata per arrestarlo. Al momento sono in corso le ricerche all’interno della fattoria per trovare eventuali armi illegali o esplosivi. La Cachet, nazionalista francese iscritta ad un club di armi, aveva da poco comprato (legalmente) quattro fucili. Secondo RTL, Vikernes era uno dei 530 destinatari del Manifesto di Anders Breivik, e quindi gli inquirenti sospettano, se non una complicità, quantomeno un rischio di emulazione.

Ovviamente le accuse sono tutte da verificare, e così su due piedi a me personalmente sembra un po’ tutto campato per aria. Non che io conosca personalmente il soggetto, però a forza di leggere sue interviste per quindici anni un’idea ce la si fa. La posizione di Vikernes è resa molto ambigua dai suoi trascorsi, dei quali l’omicidio di Euronymous è solo la punta dell’iceberg: al momento del primo arresto nel 1993, il coglionazzo si ritrovava in casa 150 chili di tritolo, 3000 proiettili e svariate armi parabelliche regalategli dal fratello naziskin; oltre ovviamente a tutta la faccenda delle chiese bruciate in Norvegia, che vide lui come protagonista principale. Però all’epoca aveva diciannove anni, e nel frattempo mi pare abbia sviluppato una certa rassegnazione e anche, in un certo senso, un maggior grado di umanità: ricordiamo il “i veri nazionalisti non uccidono i bambini della propria nazione, anche se qualcuno cerca di far loro il lavaggio del cervello. Non erano (ancora) estremisti marxisti; erano solo bambini” posto in calce alla lettera aperta che scrisse per Breivik.

A proposito di Breivik. Il Conte notoriamente è uno che non sa tenere la bocca chiusa e che finisce spesso per fare la figura del coglione più di quanto in realtà non sia, e non avrebbe avuto il minimo problema a dichiararsi partecipe, se non delle intenzioni, quantomeno delle idee dello stragista di Oslo. Invece ha scritto quella lunga lettera aperta accusandolo di essere una marionetta nelle mani di ebrei e massoneria; cosa che, per uno come lui, rappresenta la massima infamia. Sinceramente non trovo grossi punti di contatto tra le ideologie dei due, anche se è chiaro che spesso sui giornali le cose sono state poste in maniera diversa, e nazionalista diventa automaticamente sinonimo di genocida. Però, per quanto le idee di una persona possano repellere, mi sembra comunque scorretto paragonarle a quelle di un omicida squilibrato che ha ucciso decine di ragazzini a sangue freddo. Poi tutto può essere, per carità. Cercheremo comunque di tenervi aggiornati.

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