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Skunk Jukebox: Polverine Blues

10 ottobre 2012

La redazione di Metal Skunk celebra l’arrivo dell’autunno con un atavico rituale pagano

Questa volta ci manteniamo in campo death/grind e vi spiattelliamo un’infornata di anteprime (alcune un po’ tardive ma ci sono state le vacanze di mezzo e la legge coranica proibisce di consultare Blabbermouth al di fuori dell’orario di lavoro) di album recenti che siamo piuttosto sicuri di non avere voglia di recensire o ascoltare in futuro, però l’Ordine dei Giornalisti di Malta (in quello nazionale non ci hanno voluto) ci ricorda che il dovere di cronaca è una cosa importante e noialtri vogliamo sentirci a posto con la deontologia.

Principiamo garruli e baldanzosi dai Sinister, un gruppo del quale, non me ne vogliate, aveva già smesso di fregarmi qualcosa quando ancora non avevo il diritto di voto. Cross The Styx era bello, Hate pure, poi gli olandesi continuarono a farsi notare soprattutto per l’aver arruolato una donzella alla voce (Rachel dei fantasmagorici Occult) non appena Michael Ammot aveva lanciato il trend mettendo la fidanzata dietro il microfono e sdoganando quindi un’usanza fino a quel momento limitata alle cover band dopolavoristiche di provincia. Il risultato, Creative Killings, se si eccettua uno dei titoli più scemi della storia del genere, non fu proprio da tramandare ai posteri e persi interesse per gli autori di Diabolical Summoning. Scopro oggi che da allora hanno fatto altri quattro dischi e che l’anno scorso tutti i componenti hanno mollato la baracca lasciando da solo il cantante Aad Kloosterwaard (che fino a una decina d’anni fa era il batterista), il quale ha reclutato tutta la line-up dei carneadi Absurd Universe e ci ha inciso The Carnage Ending, decimo sigillo del marchio, nei negozi di dischi superstiti da qualche giorno. Morbidangeliana secondo tradizione, questa Transylvania non mi ha convinto tantissimo ma il Satanasso in copertina è simpatico:

Un altro gruppo del quale non avevo notizie da un pezzo erano i tedeschi Obscenity, che si erano invece conquistati un posticino nella storia per essere stati i primi (e suppongo anche gli ultimi) a inserire clean vocal femminili in un disco brutal, il fichissimo The 3rd Chapter del ’96 (ascoltare per credere). Non facevano una cippa da sei anni: oggi se ne sono usciti con il progressivo e raffinato Atrophied In Anguish con tanto di cantante nuovo di zecca prelevato, chissà come e perché, direttamente da Tampa, che fa più true. Ci sentiamo la title-track, nulla di trascendentale ma zozza al punto giusto; in campo estremo è raro che i crucchi facciano cose stratosferiche ma è altrettanto raro che non timbrino il cartellino con dignità:

E proseguiamo la serie anvedi con gli ancora prolifici Illdisposed, che pure l’ultima volta che li ho ascoltati c’era ancora Scalfaro al Quirinale. Se state pensando che la maggior parte di queste segnalazioni riguardi solo band delle quali mo’ come mo’ non mi importa più di tanto ma che mi sento in dovere di menzionare perché le trovavo su Grind Zone da ragazzino e ci sono affezionato, beh, mi sa che ci avete preso:

Title-track dal fresco di stampa Sense The Darkness. Li ricordavo più trucidi e meno svedesi ma anche così restano carini, dai.

Cambiamo genere con quelle personcine ammodo dei General Surgery, che si apprestano a devastarci le coclee con un nuovo 7 ” dal titolo dismemberiano, Like An Ever Flying Limb, il quale, parola del chitarrista Joacim Carlsson, conterrà cinque pezzi “concepiti per disturbare profondamente tutti i mortali, siano essi i poveri deceduti nei recessi di un obitorio o le anime sventurate che ci beccheranno dal vivo“. Addirittura!

Il primo full sortito dalla reunion, Left Hand Pathology, classe 2006, mi era piaciuto abbastanza. Poi mi sono perso le ultime evoluzioni, incluso il successivo ellepì Corpus In Extremis. Però, per quanto il brano spacchi e con tutto il bene che si possa volere ancora alla Relapse, ‘ste produzioncine pulitine pulitine che oggi sembrano essere diventate lo standard anche per il grind gore più cruento hanno, scusate il francesismo, sinceramente rotto il cazzo. Va bene che lo swedish death moderno viene anche dai Carcass, numi tutelari dei nostri amici patologi, ma così con la giustizia poetica si esagera. O sbaglio?

Gli Skineater, un gruppo rustico ma sano e genuino

E restiamo in Svezia con una band così underground, ma talmente underground che non stanno manco su Metal Archives e quando ne parlano su Blabbermouth non commenta nessuno. Stiamo parlando degli Skineater, gruppazzo che raccoglie diverse brutte facce note della scena, dall’ex Dark Funeral Matte Modin a Stefan Westerberg, già visto nei Carnal Forge. Sul tubo potete trovare qualche canzone intera dal loro esordio Dermal Harvest, fuori su Pulverized tra non molto. Noi, che siamo buoni, vi serviamo gli snippet di tutto il disco. Alè:

Concludiamo tornando dove eravamo partiti, ovvero dalla terra dei tulipani, con un estratto dal nuovo album degli Antropomorphia (dal precedente erano passati quattro anni ma, si sa, lì ci hanno i coffee shop), che sicuramente garberanno di molto a tutti gli estimatori del djent più sperimentale e intricato:

Appuntamento a presto con una nuova purulenta puntata di Frattaglie in saldo, che è un po’ che non ve ne cucino. Arimortis. (Ciccio Russo)

7 commenti leave one →
  1. 10 ottobre 2012 11:34

    Attendiamo con impazienza Frattaglie in Saldo che è davvero da tanto che non leggiamo un nuovo numero e si sa, noi palati raffinati ne abbiamo bisogno.

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  2. cultistapazzo permalink
    10 ottobre 2012 13:04

    mi sono perso un album dei sinister? devo assolutamente rimediare!!

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  3. Arkady permalink
    10 ottobre 2012 13:08

    gli OCCULTTTTTTTTTTTTTTTT

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  4. fredrik permalink
    10 ottobre 2012 14:45

    che bello che avete cagato gli obscentity, 3d chapter mi vanto di possederlo in digipack dell’epoca, mi piaceva soprattutto per il gusto melodico degli assoli!

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  5. Kòsmos permalink
    10 ottobre 2012 17:35

    C’è chi il binomio Brutal Death-voci femminili l’ha riproposto (secondo me con ottimi risultati)…ovvero questi indonesiani pudesci:

    Bel post comunque!

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  6. 11 ottobre 2012 10:09

    Quoto Fredrik, fa piacere leggere degli Obscenity, un gruppo che non ha mai goduto di grande stampa ma che ha sempre fatto piu’ che onorevolmente il suo sporco mestiere, ovvero sfornare dischi death metal violenti, compatti e piacevolissimi. Io, tra gli altri, conservo gelosamente ‘Cold blooded murder’ che trovo davvero micidiale perche’ e’ il mix definitivo di brutalita’ e melodia. Corna in su per gli Obscenity, insomma.

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Trackbacks

  1. Skunk Jukebox: the Rohrwacher edition « Metal Skunk

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