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Skunk Jukebox: the Rohrwacher edition

2 gennaio 2013
orlando_rohrwacher

icone grind veltroniane

Lo sapevo che non avremmo dovuto portare Nunzio a caccia di mammut in Kamčatka. Gli avevamo chiesto di venire perché la sua imitazione di Morrissey è talmente efficace da risultare molto simile al richiamo amoroso della femmina del gustoso animale, e il suo ferreo senso del dovere ha inizialmente prevalso sul suo rigido credo antispecista. Il problema non è stato tanto la sua disgustata reazione alle prime uccisioni (Charles riesce ad ammazzare sul colpo i pachidermi con un semplice scappellotto e senza il minimo spargimento di sangue) bensì la sua pretesa di affidare a Richelieu, il cattivissimo chihuahua del nostro segaligno collega, il diritto di voto nel nostro consiglio venatorio. Il lascivo canide, noto per ingropparsi il braccio di chi gli da il dito, ha immediatamente preteso lo ius primae noctis sulle gambe di tutti i presenti, anche se  ha sviluppato quasi subito una spiccata predilezione per Roberto, dalle cui caviglie ormai non si stacca più neanche con il taser. Io lo avevo detto che sarebbe stato meglio portarsi il rohrwacher rottweiler di Matteo Ferri: consuma di più ma almeno sa stare al suo posto. Ieri notte siamo pure stati attaccati da uno smilodonte, ma Nunzio è riuscito a metterlo in fuga correndogli incontro e cantando a squarciagola il ritornello di I Apologize degli Hüsker Dü. I grandi felini, come è noto, non tollerano la musica degli Hüsker Dü. Quando calano le tenebre, per difendere l’accampamento, siamo costretti a dormire con New Day Rising a palla. La terza notte non ce l’ho fatta più: mi sono messo le cuffie e ho cercato rifugio nell’efferato brutal dei Defeated Sanity:

Il pezzo proviene dall’imminente Passages Into Deformity (alé), fuori a breve per i tipi della Willowtip che, zitti zitti, stanno mettendo su una scuderia mica male. Avevo scoperto i berlinesi con il precedente Chapters Of Repugnance, loro terzo full, e mi erano piaciuti per la loro capacità di essere allo stesso tempo cruentissimi e ipertecnici senza sfociare mai, come accade, ahimè, troppo spesso ai colleghi americani, nel bordello fine a se stesso o nell’onanismo strumentale. Del resto sono tedeschi, per definizione vanno al sodo e non scendono mai sotto il minimo sindacale.

Restiamo in tema di affidabilità teutonica con quei cari ragazzi degli Obscenity. Dato che l’altra volta mi avete dimostrato di non essere l’unico stronzo che se li ricorda, vi beccate il video di From Heroic To Depraved, tratta sempre dal recente Atrophied In Anguish. Il nuovo cantante Jeff Rudes sarà pure nativo di Tampa ma potrebbe perlomeno imparare a non guardare in camera. Scherzo, Jeff, lo sai che ti vogliamo già bene.

Pure questo è registrato agli altrettanto crucchi Soundlodge, i quali continuano a dimostrare che, tutto sommato, è ancora possibile produrre dei dischi brutal death con un sound che sia chiaro e pulito senza per questo apparire più adatto alle sigle dei cartoni animati.

Perché, scusate se ripeto il predicozzo, ‘sti suoni plasticosi e beneducati tanto in voga oggidì stanno tagliando le gambe a tantissime band. Vero, signora Nuclear Blast? Se un lavoro, pur buono, come Agony, secondo full dei romani Fleshgod Apocalypse, è stato per me una mezza delusione, non è solo per il pesantissimo paragone con il fulminante esordio Oracles e il successivo ep Mafia, rispetto ai quali scorre più quadrato e lineare, ma anche e soprattutto per questa diavolo di produzione alla Dimmu Borgir. Guardiamoci il video di The Forsaking, il secondo tratto da Agony, e ditemi voi se esagero:

Passiamo a qualcosa di un po’ meno ricercato con i Deeds Of Flesh, vecchi arnesi del circuito brutal californiano in procinto di scagliarsi sui nostri timpani con il più volte rimandato Portals to Canaan, che esce dopo ben cinque anni di silenzio. I tempi del derivativo minimalismo di episodi come Path Of The Weakening sono belli che andati, come dimostrato dalla patina di melodia e dalle strutture relativamente più ariose di questa Rise Of The Virvum Juggernaut (sa il diavolo che vorrà mai dire, anche se il sample che si sente verso la fine dovrebbe essere stato estratto da La Cosa, e, come è noto, tirare in ballo Carpenter garantisce automaticamente un punto in più):

Mentre mi riascoltavo qualche pezzo dei Coffin Texts per decidere se inserirli o meno in playlist all’ultimo momento, youtube ha ritenuto di suggerirmi la fruizione di questa clip degli Abnormality, girata in occasione della release di Contaminating The Hive Mind, debutto di questa formazione death metal statunitense che, a dispetto del nome (har har), di fuori dall’ordinario ha solo la presenza dietro il microfono di una gentil donzella, tale Mallika Sundaramurthy, la cui somiglianza con Alba Rottweiler Rohrwacher ha dell’inquietante. Niente di che, ma dovete sapere che, da quando abbiamo deciso di sostenere la Puppato alle primarie del Pd, anche noi di Metal Skunk abbiamo il problema delle quote rosa. Siccome l’alternativa era il nuovo video dei Lacuna Coil, alla fine vi è andata bene, dai:

Adesso vi saluto, che Stefano Greco, il nostro addetto ai sacrifici, sta immolando un abbacchio a Baphomet e se faccio tardi non me ne lasciano manco un pezzetto.

Nunzio, dici che contro lo smilodonte funziona anche questa? Sai, giusto per cambiare un po’:

12 commenti leave one →
  1. Orgio permalink
    2 gennaio 2013 11:17

    Ciccio Russo nel listino bloccato!

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  2. Nunzio Lamonaca permalink
    2 gennaio 2013 13:01

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    • 2 gennaio 2013 14:00

      Certo che la Rohrwacher è proprio inguardabile eh.
      @Ciccio: tra i dischi brutal death migliori usciti quest’anno segnati l’ultimo dei Deadly Remains, la produzione è grezza ma i pezzi ci sono.

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      • Nervi permalink
        2 gennaio 2013 21:59

        Ma no, è solo il classico tipo di bellezza da piccola fiammiferaia che va a nozze con il classico marito violento e ubriacone.

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      • Nunzio Lamonaca permalink
        2 gennaio 2013 22:56

        Un punto per Nervi che mi difende la Rohrwacher.

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      • 3 gennaio 2013 00:29

        No no, quella è Kelly Macdonald .

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      • 3 gennaio 2013 22:27

        Sentiti i Deadly Remains, niente male. E, di ‘sti tempi, una produzione grezza fa pure piacere

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      • 6 gennaio 2013 10:35

        Si, infatti si lasciano sentire che è un piacere, anche se sembra che abbiano registrato nel sottoscala di un ristorante sudafricano abusivo.

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  3. fredrik permalink
    2 gennaio 2013 14:23

    grazie per gli obscenity, sono anch’io uno degli stronzi che se li ricorda ancora volentieri.

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  4. sergente kabukiman permalink
    4 gennaio 2013 19:31

    che cessi sti fleshgod apocalypse..vorrei dire tante cose brutte ma non mi va.piuttosto vi auguro un buon anno a tutta la famiglia di metal skunk!

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  5. Capitan Impallo permalink
    8 gennaio 2013 13:35

    Ci tenevo moltissimo a dire che nel teatro del video dei Fleshgod io ci ho fatto tutte e tre le recite delle medie

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Trackbacks

  1. Frattaglie in saldo #17 | Metal Skunk

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