L’insostenibile leggerezza del carro di buoi

“datemi Alissa White-Gluz e solleverò il mondo” (Archimede)

Oggi disquisiremo di gruppi di merda con una donna alla voce. Perché è vero che nel metal si trova la peggio roba, ma se ci metti pure una donna alla voce sfondiamo il muro dell’umanamente sopportabile. Qual è il problema vero alla fine? Il problema vero è che, come detto, la scena metal assomiglia ad una classe di ingegneria meccanica in gita alla sagra della salsiccia di Waldkraiburg, quindi il ragionamento è che se ci metti una tipa vagamente carina hai trovato la macchina di marketing perfetta. Direi di iniziare in grandissimo con gli stratosferici HUNTRESS:


Questi vincono anche solo per il fatto che non hanno ancora debuttato: il primo disco uscirà a breve, ma già hanno fatto uscire sto video. È chiaro che se avessero avuto un tizio a caso al posto della biondona non ci sarebbe mai stato alcun videoclip nella carriera degli Huntress; il pezzo è un revival ottantiano piacione, una specie di 3 Inches Of Blood dei poveri con una strillona seminuda al posto dei due cantanti. L’assolo non è neanche male, ma il tutto sembra un po’ una presa in giro, una caricatura del metal classico più che un omaggio allo stesso. Inoltre la tipa, tale Jill Janus, ha l’aria di una pornostar capitata lì per sbaglio e che cerca di fare la Diamanda Galas dei terremotati con tutte le conseguenze del caso. Eight Of Swords, comunque, è addirittura il pezzo migliore dei tre in esame. Il peggiore è questo: 

Loro si chiamano BABYMETAL e sono tre ragazzine giapponesi tra i 12 e i 13 anni che hanno trovato opportuno rilasciare questa roba che vedete qua sopra. Ai giapponesi si perdona tutto, ma qui si sta davvero abusando della nostra pazienza. Nulla a che vedere con i finlandesi Hevisaurus, di cui un giorno parlerò più diffusamente (già vi vedo belli carichi): Doki Doki Morning, questo il titolo del video, potrebbe addirittura essere usato dal più retrivo dei defender come prova fattuale della perniciosità del cambiamento rispetto al canone, e onestamente non saprei proprio come gli si potrebbe ribattere. Le tizie si chiamano Su-Metal, Moametal e Yuimetal; lo specifico più che altro perché così un giorno potreste riconoscerle se si dessero al porno, accadimento non così improbabile e probabilmente anche auspicabile, dato che ste tre possono fare seri danni se continuano a cantare.

Finora abbiamo scherzato, ma coi THE AGONIST è il momento di fare un discorso un po’ più serio. Perché gli Huntress in fondo sono pure divertenti e poi proprio al limite la donnaccia seminuda nel metal ottantiano ci sta pure; e le Babymetal, onestamente, credo che spariranno nel giro di qualche frazione di secondo. I The Agonist invece sono un gruppo deathcore al terzo disco che potrebbe anche dire la sua, volendo, ma si è ritrovato fagocitato da questa brutta copia di Joss Stone che nei video cambia abiti e trucco che manco Joss Stone, appunto. Anche nel primo disco puntavano molto sugli ormoni degli ascoltatori, ma quantomeno avevano un po’ di pudore. Però i The Agonist sono un sintomo di una malattia che è iniziata, a parer mio, quando Michael Amott sostituì Johan Liiva al microfono degli Arch Enemy con Angela Gossow, sdoganando completamente il puttaneggiamento nel metal estremo. Questa roba non ha nulla a che vedere con i The Gathering, i Theatre of Tragedy e tutto il gotico pipparolo anni novanta. Questa roba non è neanche metal, a livello di principio. Questa roba è il Male. I primi Nightwish potevano essere sdolcinati, adolescenziali, scontati e tutto quello che volete, ma erano un gruppo (metal) con alla voce un soprano preso apposta in quanto soprano e non in quanto donna. I The Agonist forse lo erano, all’inizio, ma adesso sono una specie di Evanescence senza la giustificazione morale degli Evanescence –che hanno altre radici, altre storie, e sono al massimo una cattiva evoluzione di qualcosa, e non la degenerazione distorta di qualcosa. E capisco che, tra noi che scriviamo e voi che leggete, MS abbia una media d’età non proprio bassa, e che quindi il problema non sembra così stringente, ma i ragazzini di adesso ascoltano i The Agonist e pensano che sia un gruppo fico, che spacca; e a un certo punto finisce di essere una questione di gusti e inizia ad essere una questione di concetto e di principio. Vaffanculo. Death to false metal. (barg)

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