Tag Archives: In Flames

Apoteosi del Gothenburg unsound: IN FLAMES – I, The Mask

Mi dispiace vedere due come Anders Friden e Bjorn Gelotte perennemente sulla difensiva. Ripetono a oltranza che divideranno i fan ad ogni nuova uscita, e che non pubblicheranno mai più un The Jester Race. Forse si tratta del più grosso fraintendimento possibile e immaginabile, perché siamo sicuri che – ad oggi – qualcuno glielo stia davvero chiedendo? Personalmente mi augurerei

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Avere vent’anni: ottobre 1997

BURZUM – Dauði Baldrs Trainspotting: Primo disco del Conte registrato nelle patrie galere, sorprendentemente ispiratissimo e molto migliore del successivo Hlidskjalf, che segnerà la – temporanea – chiusura del progetto Burzum, poi ripartito anni dopo con Belus. Dauði Baldrs, come il successivo, fu registrato interamente con una tastiera, una scelta dovuta non a cervellotiche scelte artistiche ma semplicemente al fatto

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Avere vent’anni: IN FLAMES – Whoracle

Se The Jester Race è il disco senza dubbio più significativo e rappresentativo dell’importanza storica degli In Flames, è Whoracle quello che preferisco. Le motivazioni sono le solite: è stato il primo che ho ascoltato, l’ho letteralmente consumato nel walkman nei miei anni liceali, e conosco a memoria ogni sua nota. Non che non abbia una sua dignità autonoma rispetto

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Jesper Stromblad non sta bene

I The Resistance sono la cosa più bella accaduta nell’ultimo lustro agli appassionati del suono di Goteborg. Di fatto una reincarnazione dei Dimension Zero, con la vecchia coppia d’asce degli In Flames costituita da Jesper Stromblad, mente del progetto, e Glenn Ljungstrom coadiuvata da Marco Aro dei The Haunted alla voce. Due ep e due lp (l’ultimo dei quali, Coup de Grace, uscito

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Avere vent’anni: IN FLAMES – The Jester Race

The Jester Race è il primo vero full degli In Flames. Certo, prima c’era stato Lunar Strain, ma è difficile considerarlo parte integrante del loro ciclo vitale per grossomodo gli stessi motivi per cui è difficile farlo per Skydancer dei loro cuginetti Dark Tranquillity: formazione bizzarra, genere indefinito, senso di indeterminatezza costante, mancanza totale di considerazione dell’album da parte della

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