Tag Archives: frattaglie in saldo

Frattaglie in saldo #32: in gore we trust

PATHOLOGY – Pathology Quando scoprii i Pathology con il quarto lp, Legacy Of The Ancients, ci uscii letteralmente scemo, e resto convintissimo che i californiani siano uno dei migliori gruppi brutal death usciti dagli Usa nel corso dell’ultimo decennio. Col tempo hanno un po’ perso smalto, complice una prolificità davvero eccessiva (otto dischi in nove anni, dal 2006 al 2014),

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Frattaglie in saldo #31: il clamore della Rivelazione Apocalittica

Ogni tanto fingo che Metal Skunk sia un blog normale e mi riprometto che tornerò finalmente a seguire le ultime uscite con costanza (“oggi con internet che ci vuole?”), magari con l’ausilio del release radar di Spotify. Sono i momenti in cui apro bozze, destinate a rimanere tragicamente incompiute, dai titoli ambiziosissimi come “Cosa è successo nella scena black metal greca

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Frattaglie in saldo #30: pepperoni handgrenades

Innanzitutto benvenuti alla trentesima portata di quella che è la rubrica più amata dai macellai clandestini con il grembiule degli Archgoat sporco di sangue. Direi di non perderci in chiacchiere e passare subito al sodo, ché le portate saranno anche poche ma cazzo se sono intense. IMMOLATION – Atonement: Con tutto che a me Kingdom Of Conspiracy è piaciuto non poco,

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Frattaglie in saldo #29: cuscus e falafel

Per inaugurare il mio 2017 da scribacchino vi proporrò un po’ di frattaglie scontate uscite dai peggiori suk mediorientali durante l’anno passato e mai trattate su questo blog – forse giustamente. Ad esempio, un album del 2016 per il quale personalmente nutrivo molte aspettative era Legacy dei Myrath. Spesso presentati come il primo gruppo tunisino ad aver firmato un contratto con

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Frattaglie in saldo #28

  L’esordio Eternal Domination, nel 2007, fece un discreto botto a livello underground. Il lavoro successivo uscì per Nuclear Blast e a un certo punto sembrò che i SUICIDAL ANGELS potessero essere destinati a discrete fortune commerciali. L’etichetta tedesca li piantò subito dopo ma il caparbio quartetto di Atene continuò a macinare un album dopo l’altro e a versare litri di sudore

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