Tag Archives: doom

Music to light your joints to #16 – strenna natalizia

Nuovo numero della sempre temibile rubrica MTLYJT che, visto il periodo dell’anno, serve anche da recuperone in anticipo (una nuova frontiera della professionalità qui a MS). Nel caso siate ancora indecisi su cosa farvi portare da Babbo Natale, spero che codesta strenna narco-natalizia possa essere da guida per voi e le vostre mamme e fidanzate sugli ultimi acquisti da fare

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Music to light your joints to #15

Essere appassionati di doom porta a seguire decine di band pressoché intercambiabili ma che vale comunque la pena ascoltare perché hanno, diciamo, il feeling giusto. Questa perversione intrinseca all’amore per uno dei filoni più reazionari e allo stesso tempo più aperti a contaminazioni dell’heavy metal è ulteriormente accentuata nelle sue derive estreme, ovvero tutta quella gente che prende quattro riff

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HOODED MENACE – Darkness Drips Forth (Relapse)

Gli Hooded Menace hanno più senso se considerati un divertissement tarantiniano che se presi sul serio. Non hanno una personalità particolarmente spiccata o una precisa identità stilistica; si limitano a rendere tributo senza troppe pretese alle loro influenze: dai primi My Dying Bride ai Winter, dal death scandinavo alle colonne sonore dei film di Argento e Fulci (nei dischi passati

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MY DYING BRIDE – Feel the Misery (Peaceville)

Come ogni anno arriva l’autunno e cadono le foglie; arrivano le prime piogge e le foglie si accumulano sul Lungotevere ai bordi dei marciapiedi; come ogni anno nessuno le raccoglie; le foglie otturano i tombini e le prime piogge diventano sempre più intense; tutto si trasforma in melma e la melma intasa la città, facendola lentamente sprofondare nel proprio guano. Le persone,

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WINDHAND – Grief’s Infernal Flower (Relapse)

Al terzo album, i Windhand non sembrano ancora  aver capito bene dove andare a parare. Il precedente Soma, accolto da una selva di recensioni ultrapositive, mi aveva lasciato abbastanza perplesso. Le potenzialità si vedevano, per carità. L’ispirazione di base erano e restano gli Electric Wizard ma c’era una vena sessantiana fricchettona che distingueva il quartetto di Richmond dagli altri gruppi doom con voce

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