Tag Archives: death metal

Incantation/ Suicidal Causticity/ Vilemass @Circus club, Scandicci (FI) 18/05/2018

La sfiga si è abbattuta su di me come una scure dopo che, al termine di un’attesa durata anni, ero finalmente riuscito a vedermi dal vivo gli Incantation all’ennesimo passaggio per le terre toscane. In passato erano stati gli imprevisti dell’ultimo minuto e soprattutto la febbre a farmi desistere, stavolta si è messo di mezzo il computer. Il mio vecchio

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Incantation / Suicidal Causticity / Dr. Gore / Neid @Traffic, Roma, 16.05.2018

Arrivo tutto ringalluzzito perché stavolta non sono uscito da lavoro troppo tardi e penso di riuscirmi a vedere tutti i gruppi di supporto e invece gli orari vengono rispettati con precisione elvetica e mi perdo quelli ai quali tenevo di più: i Neid. I viterbesi sono in giro da oltre un decennio e vantano un’attività live fittissima che li ha

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Avere vent’anni: SKINLESS – Progression Towards Evil

Il primo degli Skinless è uno di quegli album che ci mostravano il death metal definitivamente in preda ad una nuova ondata, naturalmente più feroce e tecnica di quanto già fosse la precedente, e che rischiava in un certo senso di minare il genere stesso e la sua integrità, difesa dai classici maturati negli anni passati. Con la sua voglia

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Avere vent’anni: NILE – Amongst the Catacombs of Nephren-Ka

Onestamente il death metal post-1995 fa in gran parte cagare. I buoni dischi bisogna davvero andarli a cercare col lanternino. Nel 1998 ero talmente deluso e disgustato dallo stato della scena estrema in generale che mi riversai sul power metal (breve ubriacatura di protesta prima che i gruppi diventassero tutti la fotocopia l’uno dell’altro, con qualche eccezione veramente rimarchevole) ma

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Avere vent’anni: CANNIBAL CORPSE – Gallery Of Suicide

Piero Tola: Diciamocelo, con Vile i Cannibal Corpse godevano ampiamente del credito generato da quattro album dove praticamente non avevano fatto un singolo passo falso. Ognuno con il suo marchio di fabbrica tipico, dal classico sound ancora un po’ thrashy di Eaten Back to Life fino ad arrivare alla piena maturità di The Bleeding. Passando ovviamente per la macchina da riff

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