Death metal psichedelico all’italiana: l’omonimo dei DEVOID OF THOUGHT
La formazione bustocca affina il suo death metal lento e denso con atmosfere più cupe e e visionarie. Si può parlare ormai di una scuola nazionale?
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La formazione bustocca affina il suo death metal lento e denso con atmosfere più cupe e e visionarie. Si può parlare ormai di una scuola nazionale?
Continua a leggereTape trading, concerti, amicizie internazionali e una scena estrema che stava ancora prendendo forma. in un’intervista fitta di ricordi e dettagli preziosi su un’epoca pionieristica e irripetibile.
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I canadesi, all’apice del successo, mollano la Season of Mist, si mettono in proprio e il loro death tecnico si fa più melodico e meno arzigogolato. Ma cosa c’entrano le avventure erotiche del proprietario della palestra dove va Venturini?
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Due album che si ascolteranno solo per i nomi in copertina e verranno dimenticati subito dopo. Cronos non convince ma non fa danni, Barnes resta prigioniero della mediocrità.
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Il testamento di Tompa e, probabilmente, della band è un album che, inevitabilmente, parla di morte e di “aldilà” con consapevolezza dolorosa e la volontà di lasciare un’ultima traccia.
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