Category Archives: Recensioni

Il disco maturo dei CLUTCH e il dito amputato di MATT PIKE

Quest’anno lo stoner rock è andato davvero molto forte: un album bello sfrontato a nome Monster Magnet e quello più ordinario degli Orange Goblin, nonché l’ottimo – ma non impeccabile – disco firmato Sleep ci hanno coralmente ricordato quanto Joshua Homme possa tranquillamente continuare a girovagare per gli aeroporti con indosso manganelli, motoseghe o strap-on anziché comporre nuovo materiale in

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Ora avete un motivo in più per ascoltare i Progenie Terrestre Pura (se ne avevate bisogno): RimWorld

Non sono ancora ai livelli dei nerd che praticano (o degli sfigati che seguono) i cosiddetti eSports, e spero che non prendiate questi giudizi di valore su queste categorie come una chiusura mentale à la Calenda. Semplicemente, pur considerando i “giochi elettronici” come un intrattenimento talvolta anche di estremo valore, dal mio punto di vista sono un tipo di intrattenimento

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Il power metal dà, il power metal toglie: BRAINSTORM e SINBREED

Qualche anno fa mi accostai ai Sinbreed perché vi militavano Marcus Siepen e Frederik Ehmke, rispettivamente chitarrista ritmico e batterista dei Blind Guardian; oddio, veramente ero più curioso di ascoltare Marcus Siepen fuori dal contesto dei Blind Guardian che l’altro, Frederik Ehmke, avendolo sempre reputato assai insipido e varie spanne sotto il mai troppo rimpianto Thomen Stauch. Comunque i primi

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Filmini delle vacanze e turismo sessuale con CHRIS BAY

Noi che ascoltiamo metal sappiamo benissimo qual è il confine oltre cui la parola dignità comincia a perdere di senso. A volte l’attraversamento di questa linea immaginaria porta a capolavori che solo noi riusciamo ad apprezzare, tipo i Rhapsody o gli Alestorm. Quello che non sapevamo è che esiste un ulteriore confine, spostato molto più in là, oltre cui si

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Musica di un certo livello #30: VREID, EINHERJER

Dai membri dei compianti Windir, in questi anni, sono venute fuori alcune realtà interessanti, altre meno. Gli Ulcus, che fecero un solo disco per poi sciogliersi; i Mistur, autori di un paio di album, tra cui il troppo osannato In Memoriam che, per quanto dignitoso, trovai un po’ spompo; i Cor Scorpii, forse la migliore reincarnazione (evoluta ed aggiornata) dei

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