Avere vent’anni: PERSUADER – When Eden Burns
Gli svedesi venivano spesso accostati ai Blind Guardian ma erano più oscuri e sulfurei. Niente epica, niente speranza, solo sangue, morte e disperazione.
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Gli svedesi venivano spesso accostati ai Blind Guardian ma erano più oscuri e sulfurei. Niente epica, niente speranza, solo sangue, morte e disperazione.
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Al primo album senza Kim Larsen, i danesi si confermarono gruppo di categoria superiore. Una gemma gothic/doom fiabesca ed eterea che ancora oggi sa commuovere e incantare.
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Una formazione perfetta presto finita in pezzi, un brano enorme come Kill the King lasciato al disco successivo, concerti pieni di improvvisazioni inutili e stucchevoli. Blackmore scrisse un capolavoro e poi fece di tutto per sabotarlo.
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Un disco registrato male, disordinato e controverso, che proprio nella sua ambizione irrisolta segna però un passaggio cruciale nella storia del nascente metal estremo.
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Costruita una band perfetta, Blackmore la portò negli studi Musicland di Moroder, dove in 10 giorni vide la luce il vaso di Pandora dal quale scaturirono molte delle cose che più amiamo.
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